Befana con la neve: il grande evento del 1985

La Befana del 1985 fu storica per il Centro Italia: la neve imbiancò tante località fra cui Roma, restando nella memoria di molte persone.

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 06 Gen 2019 - 05:12 UTC
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L'eccezionale nevicata del gennaio 1985 a Milano (foto: Mario De Biasi).

L'ondata di gelo e neve che investì l'Italia nel giorno della Befana del 1985 resta ancora oggi nella memoria di molti. Ad essere colpite furono prima la Toscana, l’Umbria, le Marche, poi anche il Lazio e la Campania, a partire dal 5 gennaio. Il 6 gennaio, giorno dell'Epifania, Roma si svegliò imbiancata da una spessa coltre di neve. Uno scenario davvero inusuale per la capitale. La grande nevicata della Befana del 1985 è ricordata ancora oggi dai romani per l’eccezionalità.

Si registrarono circa 15 centimetri di accumulo, gli aeroporti chiusero e ci fu il blocco quasi totale delle ferrovie, oltre che delle strade cittadine. Era un giorno festivo, ed i romani poterono godersi quell'evento eccezionale. Ma non fu solo Roma ad essere imbiancata. Venne imbiancato tutto il centro Italia e ci furono anche situazioni di emergenza per gli automobilisti, rimasti intrappolati per ore su strade ed autostrade. Anche in Campania e sulle aree collinari di Napoli vi furono nevicate eccezionali, come non si verificavano dal 1956.

Dopo la neve, il gelo: strage di olivi nel Centro Italia

Nei giorni a seguire ci fu una grande ondata di gelo, che insieme all’effetto albedo, un fenomeno legato alla riflessione dei raggi solari sul manto bianco nevoso, portarono le temperature minime su valori record che toccarono i -20°C in Toscana ed Emilia-Romagna. Questo gelo record ebbe conseguenze drammatiche per l'agricoltura. Ad esempio per gli oliveti: migliaia di piante morirono per le gelate prolungate. Oggi in molti oliveti del Centro Italia le piante più anziane sono quelle posteriori alla grande gelata dell'85.

La grande nevicata del 1985 nelle regioni del Centro era solo l'antipasto di un gennaio freddissimo. Fra il 13 ed il 17 gennaio 1985 una nuova perturbazione colpì stavolta le regioni del Nord, portando nevicate eccezionali su Milano (dove ci fu “la nevicata del secolo”, con 90 centimetri di neve caduti in tre giorni). Altre città del Nord vennero sepolte sotto decine di centimetri di manto nevoso: 30 centimetri a Venezia, 80 centimetri a Bologna, 110 cm a Como, oltre 130 cm a Trento. Nevicò anche a Cagliari e gli accumuli furono eccezionali nelle zone interne della Sardegna.

All'origine del grande evento nevoso del 1985

Tutto era iniziato i primissimi giorni del 1985, quando masse di aria polare provenienti da nord-est entrarono sul Mediterraneo dalla porta del Rodano. La situazione sull'Europa vedeva in quei giorni una grande depressione centrata sugli stati centrali del continente ed un promontorio anticiclonico che risaliva fino ad alte latitudini ad ovest, con punto di alta al largo della Scozia. La situazione di blocco che ne seguì permise alle masse d’aria gelida provenienti dal Polo di penetrare a fondo sull'Italia per molti giorni consecutivi. Il contrasto fra l’aria gelida proveniente dal Nord e quella calda del mar Mediterraneo scatenò eccezionali nevicate.

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