Alla scoperta della nebbia padana, come si origina?

Alla scoperta dell'affascinante fenomeno atmosferico delle nebbie che caratterizza buona parte dell'autunno e dell'inverno sulle regioni settentrionali, in modo particolare sul catino Padano.

Daniele Ingemi Daniele Ingemi 10 Gen 2020 - 08:31 UTC

Fra tutti i fenomeni meteorologici la nebbia è senza ombra di dubbio uno fra i più affascinanti e misteriosi. In sostanza rappresenta un oscuramento degli strati più bassi dell’atmosfera, prossimi al suolo, causato dalla rapida condensazione del vapore acqueo.

I fattori essenziali che favoriscono la formazione della nebbia sono diversi; 1) una umidità relativa molto elevata (80%–100%) 2) un sensibile raffreddamento dello strato d’aria prossimo al suolo 3) la presenza di numerosi nuclei di condensazione.

La nebbia è facile da prevedere?

A differenza di quanto si possa pensare la nebbia è un fenomeno molto instabile, e difficile da prevedere con grande precisione, sia nel tempo che nello spazio. Difatti, bastano piccole variazioni di temperatura affinché essa si formi o si dissipi rapidamente.

La nebbia è costituita da piccolissime goccioline d’acqua ed è favorita da venti deboli, intorno forza 2 Beaufort, mentre la sua formazione sovente è fortemente ostacolata da venti forti, anche se regnano tutte le condizioni ideali per la sua formazione.

A secondo della sua origine la nebbia può essere suddivisa in varie tipologie, a secondo delle dinamiche che ne favoriscono la sua formazione. In questo articolo cercheremo di soffermarci sul tipo di nebbie più frequenti. Ad esempio, durante il periodo invernale, sulla pianura Padana, come sulle valli e le pianure del centro-nord Italia e dell’Europa centro-orientale, si formano spesso le nebbie di radiazione.

Le nebbie di radiazione, il caso della Pianura Padana

Le nebbie di radiazione si formano durante le lunghe notti serene e calme di autunno e inverno e raggiungono particolare intensità in corrispondenza delle grandi città, dove lo smog, con la concentrazione delle polveri sottili, è molto elevato, fungendo cosi da nuclei di condensazione che agevolano lo sviluppo di densi strati sottili, con base poggiata sul terreno.

Questo tipo di nebbie, durante l’autunno e l’inverno, sono molto frequenti sul Catino Padano, e nelle valli dell’Italia centrale.

Perché è frequente in inverno?

Durante le lunghissime nottate invernali, quando il cielo è sereno, in una condizione anticiclonica, con venti molto deboli o assenti e poco o nullo rimescolamento delle masse d’aria, il terreno irradia calore verso la media atmosfera, liberandolo rapidamente verso l’alto.

Tali condizioni agevolano un forte raffreddamento del terreno, favorendo la formazione di uno strato di aria fredda che ristagna presso il suolo, a circa 100-200 metri di altezza (fenomeno dell'inversione termica).

Questo strato di aria fredda e stabile, essendo più pesante, rimane a livello del suolo e con la condensazione dell’umidità, presente nei bassi strati, origina la nebbia. Essa raggiunge un massimo di intensità al primo mattino per poi scomparire durante le ore più calde della giornata.

Le nebbie radiative sono usualmente determinate da una configurazione barica di tipo anticiclonico e possono essere talvolta molto estese arrivando ad interessare tutta la Pianura Padana e perdurare per più giorni.

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