Caldo estremo oltre i 50°C: il cambiamento climatico mette in allarme il Mediterraneo e il Medio Oriente

Nuove ricerche mettono in evidenza come il cambiamento climatico acceleri l'aumento delle temperature, portando a un rischio sempre più elevato di superare i 50°C in alcune regioni del Mediterraneo e del Medio Oriente nel prossimo futuro. E in Italia?

Il caldo estremo rende invivibili le città, accentuato dall'isola di calore urbana e dal peggioramento della qualità dell'aria. Immaginare 50 gradi nelle nostre città sembra da film, ma presto potrebbe divenire realtà.

Mentre siamo alle prese con un inizio estate fresca e instabile, non possiamo fare a meno di dimenticare l’opposto estremo delle ultime estati, il gran caldo. Nuove ricerche approfondiscono gli scenari futuri, focalizzando l’attenzione sul rischio di raggiungere o superare i fatidici 50°C nel medio oriente e perfino nel mediterraneo. Ricordiamo che questa temperatura quasi da forno è stata peraltro già sfiorata nelle scorsi estati in Italia e in Spagna, e perfino in Canada. Ecco le ultime novità al proposito.

Estati estreme e cambiamenti climatici: una stretta relazione

L'aumento delle temperature globali dovuto all’aumento dei gas serra antropici è diventato un problema sempre più urgente. Le influenze umane sono state evidenti anche a scala macroregionale, in particolare per l'intensificazione di ondate di calore estreme. Queste mettono anzitutto a rischio la salute umana e degli ecosistemi. L’estate del 2003 fu un punto di svolta. Questo episodio ha causato un eccesso di mortalità di 35.000-70.000 persone.

Vari studi hanno ormai chiaramente attribuito ai cambiamenti climatici quell’episodio ed anche altre massicce ondate di calore che hanno colpito il continente europeo negli ultimi anni. L'ulteriore riscaldamento futuro aumenterà ulteriormente i rischi, esponendo miliardi di persone a condizioni climatiche mai sperimentate dalla specie umana da almeno 6000 anni.

La soglia di 40°C si sposta sempre più a nord

Nella scorsa estate il Regno Unito ha sperimentato un’ondata di caldo mai vista, col primo raggiungimento storico dei 40°C. Lo scorso 19 luglio l’aeroporto di Londra Heathrow raggiunse infatti i 40.2°C, e varie località della capitale dell’UK e altre città toccarono questa soglia impensabile una generazione fa.

Già nel 2019 Cambridge sfiorò questa cifra tonda, con 38.7°C. Uno studio di attribuzione ha confermato che le probabilità di tali eventi stanno aumentando rapidamente a causa dell'influenza umana e che questa condizione potrebbe diventare comune entro la fine del secolo.

La ricerca su Nature: 50°C in molte città del medio oriente dal 2050

L’articolo scientifico è su Nature del 26 maggio, a cura di Nikolaos Christidis del Metoffice insieme ai ricercatori Dann Mitchell e Peter A. Stott. Il titolo è eloquente “Probabilità in rapido aumento di superare i 50 °C in alcune parti del Mediterraneo e del Medio Oriente a causa dell'influenza umana”.

Il titolo è eloquente “Probabilità in rapido aumento di superare i 50 °C in alcune parti del Mediterraneo e del Medio Oriente a causa dell'influenza umana”.


Secondo gli autori, la possibilità di temperature superiori a 50°C in alcune regioni del Mediterraneo e del Medio Oriente potrebbe diventare una realtà nel prossimo futuro, se non verranno intraprese misure concrete per affrontare il cambiamento climatico.

Nel dettaglio, città come Doha, in Qatar, potrebbero sperimentare temperature superiori a 50°C per oltre 20 giorni all'anno già entro il 2050. Allo stesso modo, alcune parti del sud dell'Iraq, dell'Iran e dell'Arabia Saudita potrebbero vedere temperature estreme di questo genere per periodi prolungati durante i mesi estivi.

Il condizionatore è uno strumento di adattamento che può diventare inevitabile, ma bisogna spostarsi verso elettricità prodotta da fonti rinnovabili per evitare di aumentare le emissioni serra.

Quando e dove si raggiungeranno i 50°C in Europa?

Secondo la ricerca pubblicata su Nature, la frequenza delle temperature massime superiori a 50°C sta rapidamente aumentando in alcune parti del Mediterraneo e del Medio Oriente. Queste condizioni estreme potrebbero diventare comuni entro la fine del secolo, anche in luoghi dove sono attualmente molto rare o dove non si erano mai verificate finora.

La Spagna meridionale è tra le aree con i trend di riscaldamento più elevati. Condizioni climatiche estreme simili a quelle dell'Africa settentrionale potrebbero già in questo secolo spostarsi verso l'Europa.

Altra zona critica per i 50°C è la Grecia; la capitale Atene potrebbe raggiungere i 50°C entro il 2100 se le emissioni di gas serra non saranno drasticamente ridotte. Per l’Italia, la prospettiva di simili estremi di caldo è diventata più reale dopo che in Sicilia è stata registrata l'11 agosto 2021 una temperatura massima di 48,8 °C.

Che fare per evitare o fronteggiare i 50°C?

La prima strada da intraprendere è naturalmente la mitigazione, riducendo le emissioni di gas serra e contenendo l’aumento delle temperature globali entro gli obiettivi dell’accordo di Parigi. Infatti, si stima che con un riscaldamento superiore a 2 gradi, si registreranno temperature superiori a 50 °C in tutti i continenti ad eccezione dell'Antartide, con massimi di frequenza in medio oriente.

Nel contempo, occorre adattarsi a queste condizioni nuove. Le ondate di caldo richiedono migliore pianificazione della sanità pubblica, cambiamenti nell'ambiente edificato, sforzi per sensibilizzare l'opinione pubblica. Sono necessarie anche normative nel mondo del lavoro, fermando attività all’aperto come i cantieri edili nelle ore più roventi.

Un tasto delicato poi è l’uso dell’aria condizionata, che è un'efficace misura di resilienza e riduce fino al 20% della mortalità correlata al caldo. Questo però implica problemi di equità e di consumo di energia. Addirittura, si sta diffondendo l’uso di condizionatore anche in spazi all’aperto, come successo in Qatar durante gli scorsi mondiali di calcio.