I laghi vulcanici in Italia: ecco quali sono

In Italia ci sono molti laghi di origine vulcanica. Dal lago di Bolsena al lago Averno, ecco quali sono, dove si trovano e come si sono formati.

Lorenzo Pasqualini Lorenzo Pasqualini 12 Apr 2019 - 06:38 UTC
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Il lago di Bolsena, nel Lazio, è il lago vulcanico più grande d'Europa.

L’Italia è la regione d’Europa dove nel corso degli ultimi 2 milioni di anni si è verificato in modo più diffuso ed intenso il vulcanismo quaternario, fenomeno connesso con l’apertura del Mar Tirreno. Molte forme vulcaniche sono ancora oggi ben conservate e riconoscibili, in particolar modo nell'Italia centro-meridionale sul versante tirrenico: fra questi troviamo crateri e caldere. Per i bordi rialzati e per la natura dei prodotti vulcanici, che spesso hanno una bassa permeabilità, sono luoghi adatti a raccogliere le acque di precipitazione o idrotermali.

Nel Lazio un gran numero di laghi vulcanici

Il più grande lago vulcanico europeo è quello di Bolsena, nel Lazio in provincia di Viterbo. Con i suoi 114 km2 di superficie è anche il quinto lago italiano per estensione. La sua origine è legata ai grandi volumi di lava emessi fra 576 e 500 mila anni fa, che determinarono, secondo i modelli più accreditati, il crollo della camera magmatica e il ribassamento della zona sovrastante. Ha due isole: la Martana e la Bisentina.

Il Lago di Bracciano si trova sempre nel Lazio, in provincia di Roma. È il secondo lago vulcanico per superficie (57 km2). Occupa l’ampia caldera sprofondata del complesso vulcanico in attività fra 400 mila e 150 mila anni fa. Fu sfruttato fin dai tempi dell’imperatore Traiano per rifornire di acqua Roma. Restaurato nel XVII secolo dal papa Paolo V dopo le distruzioni causate dalle invasioni barbariche, continua a rifornire di acqua la capitale, integrando l'acqua proveniente dall'Appennino, pur fra mille polemiche derivate dal fatto che la siccità degli ultimi anni ha abbassato molto il suo livello.

Da Bolsena ai laghi dei Colli Albani, fino al lago di Averno

Di nuovo in provincia di Viterbo si trova il Lago di Vico. Alla fine del periodo eruttivo, circa 80 mila anni fa le acque di falda e quelle meteoriche portarono al riempimento della caldera. Ha una superficie di 12 km2. Inizialmente aveva un’estensione maggiore, ma gli Etruschi o forse i Romani ne abbassarono il livello di circa 20 metri costruendo un canale artificiale sotterraneo, per ricavare terreno coltivabile. Sono sempre nel Lazio altri laghi vulcanici di origine questa volta craterica: il Lago di Mezzano, il Lago di Martignano, il Lago di Monterosi, e poi i laghi dei Colli Albani: Albano e Nemi. Questi ultimi si trovano a sud di Roma ed occupano le antiche strutture vulcaniche del Vulcano Laziale, enorme complesso attivo fino a poche decine di migliaia di anni fa (un tempo geologicamente vicinissimo).

Si trovano invece in Basilicata i due piccoli Laghi di Monticchio. Occupano il doppio cratere centrale del complesso vulcanico del Vulture che fu attivo fra 600 mila e 130 mila anni fa. All’interno dei Campi Flegrei, a pochi chilometri da Napoli, si trova poi il Lago d’Averno, all’interno di un vulcano spento formatosi circa 4000 anni fa. La sua morfologia fu sconvolta dall’eruzione del 1538 durante la quale si formò il vicino Monte Nuovo. Nell’antichità si collocava qui l’ingresso agli inferi e si credeva che il lago non avesse fondo.

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