Aria russa sull'Italia, torna il freddo: temperature invernali, tanta neve sull'Appennino e valanghe sulle Alpi

L'Italia sta per affrontare un'irruzione di aria fredda continentale russa che, attraversando i Balcani, riporterà condizioni prettamente invernali su tutta la penisola. Sono attese nevicate lungo i settori appenninici esposti, mentre sulle Alpi la criticità resta massima per l’elevato pericolo di valanghe causato dai pesanti accumuli record degli ultimi giorni.
L'irruzione di aria fredda continentale di origine russa, che sta per raggiungere la nostra penisola, si inserisce in quello che definiremmo il classico "colpo di coda invernale".
Le analisi basate sul modello ECMWF aggiornati a oggi 17 marzo, ci mostrano come questa irruzione sia favorita da un solido campo di alta pressione posizionato tra la Scandinavia e la Gran Bretagna, che gli farà guadagnare migliaia di chilometri di strada verso ovest, procedendo in senso retrogrado (da est ad ovest).
Questo determinerà un primo calo termico oggi che poi, da questa sera, con l'arrivo del nucleo più freddo, sarà seguito da un più brusco calo delle temperature che raggiungeranno valori anche fino a 6-8°C inferiori alla media del periodo.
La ventilazione nord-orientale, quindi con correnti di Bora e di Grecale, attivata anche dalla presenza di un vortice depressionario sui mari a sud dell'Italia, sta producendo anche un'esaltazione della sensazione di freddo (temperatura percepita) su tutto il Paese, prendendo ancora più netto il cambiamento rispetto alla mitezza dell'ultima settimana.
Neve sull'Appennino e quote in calo
Il peggioramento entrerà nel vivo tra domani, mercoledì 18, e dopodomani, giovedì 19 marzo, quando interesserà in particolar modo il versante adriatico e il Mezzogiorno. Le precipitazioni assumeranno carattere nevoso a quote decisamente basse per la metà di marzo: tra i 600 e i 900 metri sull'Appennino Centrale, con accumuli al suolo che tra Abruzzo e Molise potranno superare localmente i 30-40 cm sopra i 1000 metri di altitudine.

Al Sud, l'instabilità legata al vortice ciclonico tra la Sicilia e lo Ionio, rinvigorito dagli apporti di aria fredda in arrivo da nord-est, porterà piogge intense e nevicate sopra i 1000 metri sui rilievi di Calabria e Sicilia settentrionale, dove si prevedono accumuli freschi tra i 15 e i 25 cm sulle vette della Sila e delle Madonie.
Nelle zone interne del Centro, durante i rovesci più forti, non si escludono locali episodi di neve tonda o gragnola fino a quote collinari, mentre il Nord resterà ai margini dei fenomeni con un clima comunque freddo, seppur asciutto, e temperature massime che faticheranno a superare i 10°C.
Allerta valanghe: la situazione
Nonostante il tempo più asciutto previsto su gran parte dell'Arco Alpino, il monitoraggio di Meteomont evidenzia una situazione di estrema fragilità.
Il problema principale è rappresentato dagli "accumuli eolici" (cioè dovuti al vento), infatti le correnti orientali stanno spostando grandi masse di neve verso i versanti occidentali, creando strutture instabili che possono cedere spontaneamente.
Anche sul resto dell'arco alpino, sebbene il pericolo sia quantificato in grado 3 (marcato), la situazione non deve essere sottovalutata. Su Alpi Centrali e Dolomiti, la presenza di strati fragili persistenti all'interno del manto nevoso aumenta la probabilità di distacchi provocati, specialmente sui pendii ripidi e nelle zone sottovento.
Anche sull'Appennino Centrale il pericolo è in marcata crescita, attestandosi sul grado 3 (marcato). Qui la combinazione tra la neve fresca in arrivo e le forti raffiche di vento sta generando cornici instabili sui crinali, rendendo ogni attività escursionistica ad alta quota estremamente rischiosa per il pericolo derivante da possibili distacchi.
Venti di burrasca e mari agitati
L'irruzione fredda russa, come già accennato, è accompagnata da una ventilazione molto sostenuta che spazzerà la penisola. Potranno esserci raffiche di burrasca con picchi superiori agli 80-90 km/h sui crinali appenninici e lungo i litorali di Puglia, Calabria e Sicilia.

Il forte vento non solo complicherà la situazione in montagna, innescando bufere e riducendo drasticamente la visibilità, ma renderà i mari da molto mossi a agitati.
Per la giornata di domani forti mareggiate interesseranno lo Ionio e il Canale d'Otranto. La navigazione verso le isole minori resterà difficoltosa per gran parte della settimana, mantenendo un contesto meteo-marino decisamente turbolento e invernale.
Il weekend: il rischio di forti gelate tardive
Con l'allontanarsi del nucleo freddo, nei prossimi giorni il vento inizierà a placarsi, in particolare tra la serata di venerdì e la giornata di sabato 21 marzo. Tuttavia, la combinazione tra l'aria fredda rimasta nei bassi strati e il cielo sereno favorirà un forte irraggiamento notturno.
Questo comporterà un elevato rischio di gelate intense e diffuse nelle pianure del Nord e nelle valli interne del Centro, con i termometri che, tra sabato e domenica, potrebbero scendere diversi gradi sotto lo zero delle pianure per l'instaurarsi del fenomeno dell'inversione termica. Questa fase potrebbe essere molto pericolosa per il settore agricolo, poiché potrebbe colpire duramente le colture in piena fase di risveglio vegetativo.
Tuttavia, data la distanza temporale che ci separa dal fine settimana e la determinante e complessa interazione tra l'attenuazione della ventilazione e la residua nuvolosità, sarà necessario attendere i prossimi aggiornamenti modellistici per quantificare con maggiore precisione l'esatta entità e la distribuzione geografica di queste gelate tardive e quindi i rischi derivanti.