Massimiliano Santini conferma: tra il 7 e l'8 ottobre possibile cambio di scenario, con piogge e calo delle temperature

L'alta pressione si sposterà sull'Europa centrale, mantenendo l'Italia inizialmente protetta. Tra l'8 e il 9 ottobre, nuove gocce fredde porteranno dell'instabilità, ma le attuali proiezioni dei modelli potrebbero sovrastimare le piogge.

Sull'Italia ci attende un fine settimana tipicamente tardo-estivo, con condizioni atmosferiche ancora prevalentemente stabili e temperature miti, salvo una tendenza ad escursioni termiche crescenti tra notte e giorno, che rendono le ore del mattino fresche e quelle delle ore centrali ancora piuttosto calde.

Tuttavia, l'autunno è già iniziato e una gradevole ma persistente estate settembrina inizia ad apparire sempre più anomala via via che ci inoltriamo all'interno di uno dei mesi tipicamente più piovosi dell'anno per il nostro Paese.

Alta pressione con i primi segnali di cambiamento

Nel corso del fine settimana e all'inizio della prossima settimana, sull'Europa la situazione sinottica atmosferica continuerà a cambiare, con riflessi sul tempo di diversi stati del continente. La circolazione atmosferica sta iniziando a riorganizzarsi, con una progressiva ritirata dell'alta pressione dalle latitudini settentrionali verso sud, che lascerà irrompere sulla Penisola Scandinava il flusso perturbato atlantico.

L'alta pressione, in ritirata, proverà a distendersi sull'Europa centrale, disponendosi lungo i paralleli, dall'Atlantico verso l'Europa orientale, garantendo inizialmente condizioni di tempo stabile e prevalente soleggiato sull'Italia.

Tuttavia, nel frattempo, sul settore iberico, su parte della Francia e sull'area mediterranea orientale, la presenza di alcune "gocce fredde" in quota determinerà una maggiore instabilità atmosferica, con fasi di maltempo localizzato.

L'erosione dello scudo anticiclonico e la tendenza fino al 9 ottobre

Anche se la struttura anticiclonica continuerà a proteggere la nostra penisola, non risulterà più solida ed estesa come nelle settimane passate, risentendo progressivamente delle infiltrazioni di aria più umida e instabile in quota che ne stanno già indebolendo la tenuta.

All'inizio della prossima settimana, l'Italia godrà ancora di una protezione, seppur attraversata da locali e deboli annuvolamenti, incapaci, però, di dare seguito a precipitazioni rilevanti.

Tuttavia, le probabilità di impulsi instabili aumenteranno progressivamente: tra giovedì 8 e venerdì 9 ottobre, i geopotenziali tenderanno a subire una flessione più marcata, incalzati da ulteriori infiltrazioni fredde in quota capaci di destabilizzare la colonna d'aria, non solo sul Mediterraneo Occidentale e Orientale, ma anche sul settore centrale, ponendo le basi per un progressivo ed ulteriore peggioramento.

Si andranno infatti via via a creare i presupposti favorevoli ad un possibile ingresso strutturato delle perturbazioni e delle depressioni atlantiche durante la settimana successiva, le quali potrebbero portare piogge più consistenti e organizzate su gran parte del nostro territorio.

Bias statistico nei modelli e prospettive a lungo termine

Nel delineare questa evoluzione, gli scenari che potrebbero verificarsi tra 7-10 giorni ed oltre, è fondamentale fare una riflessione tecnica. I modelli fisico-matematici deterministici, e in particolare le loro medie ensemble, indicano questa tendenza probabilistica verso il maltempo.

Tuttavia, come già spiegato in precedenti articoli, i modelli a lungo termine tendono ad essere influenzati da dati statistici caratteristici della fase di stagione che stiamo vivendo. Poiché, climatologicamente, in questa fase dell'anno ci si aspetta l'avanzamento della stagione autunnale, con le sue caratteristiche circolatorie, i calcolatori potrebbero essere portati a dare un risalto eccessivo a tendenze mediamente "attese".

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Questo meccanismo introduce di fatto una sorta di "bias", ovvero una distorsione fisiologica che spinge i modelli a forzare un cambiamento climatico che nella realtà potrebbe tardare ad arrivare. Bisognerà quindi tenere sempre conto di questa variabile nel descrivere e interpretare gli scenari meteorologici a lungo termine, evitando di dare per certe piogge che potrebbero ancora essere ritardate da un periodo che fatica a lasciarsi l'estate alle spalle.