Il massimo solare è passato, ma il Sole non si è ancora calmato: ecco dove siamo nel ciclo 25
Il ciclo solare 25 ha raggiunto il massimo nell’Ottobre 2024. Nell’autunno 2026 l’attività sta diminuendo chiaramente, ma grandi regioni attive, flare di classe X e tempeste geomagnetiche restano ancora possibili.

Dopo anni di progressiva crescita dell’attività magnetica del Sole, caratterizzati da enormi gruppi di macchie, brillamenti di classe X e spettacolari tempeste geomagnetiche, oggi il massimo del ciclo solare 25 è alle nostre spalle.
Ma attenzione! I dati aggiornati di SILSO, NASA e NOAA mostrano un’attività in diminuzione, ma ancora decisamente lontana dalle condizioni tipiche del minimo solare. La fase che segue il massimo può ancora produrre alcuni degli eventi più energetici dell’intero ciclo.
Il massimo è stato nell’Ottobre 2024
Per convenzione l’inizio di un ciclo solare inizia con la fase di minima attività magnetica. Per individuarla si osserva quando il numero di macchie solari sia diventa minimo, che le successive nuove macchie inizino a formarsi a latitudini solari più alte, e che la loro polarità magnetica risulti invertita.
Per l’attuale ciclo solare, il numero 25, l'inizio è avvenuto nel Dicembre 2019 quando è stato registrato il numero minimo di macchie pari a 1,8 . Da allora l’attività è aumentata molto più rapidamente e intensamente di quanto previsto inizialmente.
Il massimo del ciclo, secondo i dati del World Data Center SILSO è stato raggiunto nell’Ottobre 2024, quando le macchie solari hanno raggiunto il numero massimo pari a 160,9.
Sulla base dei precedenti cicli, generalmente si fanno previsioni su come sarà il nuovo ciclo. Con sorpresa, sebbene nel 2019 ad inizio ciclo di previdero un massimo di 115 macchie, poi nel 2024 ne sono state osservate fino a 160,9. Quindi un ciclo molto più intenso ed anche raggiunto con un anticipo di circa 6 mesi, rispetto alla durata media (5 anni e mezzo per passare da minimo a massimo ed altri 5 anni e mezzo da massimo a minimo).

Da quel picco è iniziata una diminuzione graduale. L’attività magnetica a lungo termine sta diminuendo, ma l’attività quotidiana può ancora cambiare violentemente.
Fase discendente non significa Sole tranquillo
Salita verso il massimo e successiva discesa verso il minimo del ciclo non vanno pensati come andamenti assolutamente monotoni, per cui ogni mese successivo è sempre più attivo rispetto ai precedenti (fase di salita al massimo), o ogni mese successivo sia sempre meno attivo rispetto al precedente (fase di discesa verso il minimo).
La realtà è molto più caotica.
Anche dopo il massimo possono comparire regioni magnetiche estremamente grandi e complesse, capaci di generare potenti flare ed espulsioni di massa coronale.
Un esempio impressionante è arrivato il 1° febbraio 2026, più di un anno dopo il massimo ufficiale, quando il Sole ha prodotto un flare di classe X8.1, uno dei più potenti dell’intero ciclo. Secondo il Solar-Terrestrial Centre of Excellence, già nella prima metà del 2026, quando era già iniziata la fase discendente, il ciclo 25 aveva prodotto oltre 2.000 flare di classe M e X. L’intero ciclo 24 ne aveva generati circa 1.200.
Questo spiega perché parlare semplicemente di “Sole in fase calante” può essere fuorviante.
Per capire meglio questo comportamento del Sole si può pensare a ciò che succede in estate. Dopo il giorno statisticamente più caldo dell’anno non arriva immediatamente l’inverno. Le temperature iniziano mediamente a diminuire, ma possono verificarsi ancora giornate estremamente calde.
Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni?
Enti quali NASA (National Aeronautics and Space Administration) e NOAA (Oceanic and Atmospheric Administration) con il progredire del ciclo fanno previsioni su come questo potrà evolvere nei prossimi mesi ed anni.

Al 1° ottobre 2026 si prevede sulla base del numero medio di macchie e del flusso radio solare a 10,7 cm (uno dei migliori indicatori indipendenti dell’attività solare) che la fase discendente del ciclo proseguirà. Questa discesa potrebbe durare ancora per 4-5 anni prima di raggiungere il minimo. Durante questi prossimi anni continueranno a comparire gruppi di macchie e occasionalmente regioni magnetiche estremamente energetiche.
Via via le nuove macchie (poiché una macchia solare ha una vita media finita: macchie scompaiono e nuove macchie si formano) si andranno a formare sempre più vicine all’equatore solare.
Il massimo del ciclo 25 è definitivamente passato, ma la stagione delle grandi eruzioni non è ancora finita.
Ed è proprio questo periodo a rendere particolarmente interessante il monitoraggio del Sole. Le probabilità statistiche di attività stanno gradualmente diminuendo, ma basta la comparsa di una sola grande regione magneticamente complessa rivolta verso la Terra per produrre, nel giro di poche ore, un flare di classe X, una CME e magari una nuova grande tempesta geomagnetica. In altre parole, il Sole sta rallentando la sua attività, ma non è ancora finita.