Il bollettino Copernicus fotografa un Giugno 2026 eccezionalmente caldo, con temperature record in Europa, oceani surriscaldati, siccità diffuse, segnali evidenti di un clima globale sempre più instabile e vulnerabile agli estremi.
Sergio Messina è Ricercatore Astronomo. Consegue la Laurea in Fisica nel 1993 e, successivamente, il Dottorato di Ricerca in Astrofisica nel 1998 presso l’Università degli Studi di Catania. Dal 2000 è Ricercatore Astronomo a tempo indeterminato dell’Istituto Nazionale di Astrofisica presso la sede dell’Osservatorio Astrofisico di Catania.
Si occupa di fenomeni di attività magnetica e variabilità in stelle giovani di tipo solare, di ricerca e caratterizzazione di stelle con eso-pianeti, di evoluzione del momento angolare stellare, ed è coinvolto nelle missioni spaziali GAIA e PLATO dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). È autore di oltre 250 articoli su riviste scientifiche internazionali peer-review ad alto impact-factor.
Da diversi anni conduce attività di ricerca e di divulgazione nel settore del clima e del cambiamento climatico. È del 2017 il suo libro “Comprendere i cambiamenti climatici: il primo passo”. La sua attività di ricerca in campo meteorologico e climatico viene svolta utilizzando sia osservazioni da satellite, sia misure dalle reti di stazioni meteo da Terra.
Conduce attività di divulgazione utilizzando il blog personale “Cambiamenti climatici…per non specialisti” e la pagina Facebook “Comprendere i cambiamenti climatici”.
Il bollettino Copernicus fotografa un Giugno 2026 eccezionalmente caldo, con temperature record in Europa, oceani surriscaldati, siccità diffuse, segnali evidenti di un clima globale sempre più instabile e vulnerabile agli estremi.
Euclid ha scoperto 31 quasar antichissimi, due dei quali risalgono a soli 670 milioni di anni dopo il Big Bang. La scoperta aiuta a capire come siano cresciuti così presto i buchi neri supermassicci.
Esistono due regioni “proibite”, quella tra SuperTerre e MiniNettuniani, chiamata “valle dei raggi”, e quella vicino alla stella per i Nettuniani caldi, chiamato “deserto dei Nettuniani caldi”. Quattro rarissimi pianeti sono stati scoperti proprio in queste regioni “proibite”
Piccoli buchi neri primordiali potrebbero essere catturati dalle stelle e consumarle dall’interno. Uno studio teorico descrive possibili segnali osservabili, tra esplosioni anomale, lampi gamma deboli e indizi sulla materia oscura.
Uno studio ESO avverte che le mega-costellazioni satellitari potrebbero compromettere l’astronomia da Terra. Il limite proposto è 100.000 satelliti poco luminosi, contro quasi 2 milioni previsti nei prossimi anni.
La cometa interstellare 3I/ATLAS osservata da Webb rivela isotopi mai osservati nelle comete solari: potrebbe essere una reliquia nata in ambienti gelidi della Via Lattea primordiale.
Swift, il telescopio spaziale della NASA in grado di osservare i lampi gamma, rischia il rientro per il decadimento orbitale. La missione Swift Boost userà il robot LINK per rialzarlo, salvando scienza preziosa e aprendo l’era della manutenzione spaziale commerciale in orbita.
TESS ha scoperto due pianeti giganti e leggerissimi, TOI-791 b e c. Grandi quanto Giove ma meno densi dello zucchero filato, sfidano i modelli di formazione ed evoluzione planetaria e promettono nuove osservazioni con Webb.
Il Triangolo Estivo, formato da Vega, Deneb e Altair, è una guida preziosa per orientarsi nel cielo notturno e riconoscere facilmente costellazioni, stelle brillanti e suggestivi percorsi celesti dell’estate
Webb e ALMA hanno osservato CRISTAL-02, una galassia primordiale attraversata da un potente vento galattico che espelle gas freddo, spegnendo la formazione stellare e rivelando come alcune galassie morirono precocemente.
Imparare a riconoscere Stella Polare, Orsa Maggiore e costellazioni stagionali può aiutare a orientarsi di notte, soprattutto lontano dalle luci urbane, trasformando il cielo in una bussola naturale semplice e affidabile.
A fine Giugno Marte passa vicino alle Pleiadi nel cielo dell’alba: un incontro solo prospettico, ma suggestivo, che unisce osservazione a occhio nudo, mito antico e scienza moderna degli ammassi stellari e del rosso Marte.
Le Bootidi di Giugno sono uno sciame meteorico poco noto ed imprevedibile: sono spesso deboli, ma talvolta sorprendenti, nascono dai detriti della cometa 7P/Pons-Winnecke e illuminano le notti estive con meteore lente.
Oggi 21 Giugno inizia il mese del Cancro, una tra le costellazioni meno appariscenti dello zodiaco, ma ricca di curiosità tra mitologia, ammassi stellari e oggetti celesti.
Un nuovo studio sui meteoriti ferrosi indica che fosforo e azoto, ingredienti essenziali della vita, potrebbero essere arrivati sulla Terra da più vicino e prima di quanto si pensasse, guidati dall’azione gravitazionale di Giove.
La galassia di Andromeda sta correndo verso la Via Lattea. La fusione potrebbe avvenire tra 4,5 miliardi di anni, anche se studi più recenti mostrano incertezze. Ecco cosa accadrà davvero e come osservarla.
Un raro meteorite, NWA 12774, potrebbe provenire da un antico protopianeta grande quanto la Luna o Marte. La sua chimica rivela pressioni enormi e riscrive la storia della formazione planetaria.
Le Arietidi sono uno dei più intensi sciami meteorici diurni. Visibili solo poco prima dell’alba, possono anche essere captate via radio grazie alle scie ionizzate lasciate dai meteoroidi nell’alta atmosfera terrestre.
Il bollettino Copernicus di Maggio mostra un clima sempre più caldo: temperature globali elevate, oceani prossimi ai record e ghiacci ridotti confermano l’intensificazione degli estremi climatici e l’urgenza di mitigazione e adattamento.
Il 9 giugno Venere e Giove brilleranno vicini nel cielo del tramonto, accompagnati da Mercurio. Un incontro apparente suggestivo, visibile a occhio nudo, che offrirà uno spettacolo astronomico semplice e affascinante.