La Luna come destinazione turistica? Cosa dicono le missioni Artemis sul futuro prossimo?
Il programma Artemis segna il ritorno dell’umanità sulla Luna, trasformandola in una meta non solo scientifica ma potenzialmente turistica. Tra lanci imminenti e sfide biologiche estreme, ecco come si sta delineando la nuova economia lunare verso basi abitabili e stabili per visitatori civili.

L’esplorazione spaziale, con la missione Artemis II, rinviata a marzo 2026 per piccole perdite di propellente idrogeno, rappresenta il primo volo con equipaggio verso l'orbita lunare dopo oltre cinquant'anni.
Dopo il successo della missione senza equipaggio del 2022, questa tappa fondamentale testerà i sistemi di supporto vitale della capsula Orion in un viaggio di dieci giorni. Il successo di questo passaggio è la condizione necessaria per abilitare la successiva missione Artemis III, prevista tra il 2027 e il 2028, che segnerà l'allunaggio umano al Polo Sud.
Da quel momento, le missioni successive si concentreranno sulla costruzione del Lunar Gateway e di habitat di superficie, trasformando il satellite da meta di esplorazione a nodo logistico.
Sfide biologiche: quanto può resistere un turista?
La questione cruciale per il futuro turismo spaziale non riguarda solo il raggiungimento della destinazione, ma la capacità di sopravvivenza del corpo umano in un ambiente ostile. Un turista lunare, nelle attuali condizioni tecnologiche, potrebbe sostenere una permanenza continuativa di circa sei mesi prima che i rischi biologici diventino irreversibili.
All'interno di basi pressurizzate d'avanguardia, come il modulo MPH (Multi-Purpose Habitat) sviluppato dall'italiana Thales Alenia Space, i visitatori vivrebbero in un ambiente protetto, ma ogni uscita all'esterno dovrebbe essere meticolosamente pianificata per limitare l'esposizione ai raggi cosmici e gestire lo stress cardiaco dovuto alla differenza di pressione.
Infatti, nel passaggio dalla base pressurizzata alle tute per uscire all'esterno, è necessaria una depressurizzazione, altrimenti i tessuti si irrigidirebbero per l'eccessiva differenza di pressione (effetto pneumatico gonfiato), impedendo qualsiasi movimento. Tuttavia questo calo, insieme all'affaticamento nei movimenti, genera uno stress cardiaco significativo, rendendo ogni escursione un'operazione medica complessa che va monitorata.
Inoltre, l'unico modo che permette di mantenere una pressione bassa in tuta, garantendo contemporaneamente un'ossigenazione adeguata, è l'ossigeno puro.
Così, senza azoto nel corpo, non potranno formarsi bolle di azoto nel sangue durante la depressurizzazione della camera di compensazione, evitando rischi di embolia. Ricordando però che l'ossigeno puro aumenta il rischio incendio, con tutte le dovute accortezze che ne conseguono.
I nemici invisibili: radiazioni e regolite
Prima di poter accogliere visitatori civili, la comunità scientifica deve risolvere il problema delle radiazioni solari e della regolite. In assenza di un’atmosfera densa e di un campo magnetico protettivo, la superficie lunare è costantemente bombardata da particelle cariche. La strategia più realistica per proteggere i turisti prevede l'uso del suolo lunare stesso come scudo, coprendo i moduli abitativi con diversi metri di regolite per creare una barriera fisica insuperabile dalle radiazioni.

Tuttavia, la polvere lunare rappresenta una minaccia meccanica altrettanto seria poiché è composta da frammenti vetrosi taglienti e dotati di carica elettrostatica. Questa polvere aderisce tenacemente alle tute e, se portata all'interno degli habitat, può causare danni permanenti ai polmoni e compromettere le guarnizioni dei sistemi di filtraggio dell'aria. Per risolvere il problema, si stanno studiando "docce magnetiche" e tute con materiali repellenti ai granelli di polvere.
Vita quotidiana e tecnologie italiane per l'habitat lunare
Il comfort di un turista sulla Luna dipenderà dalla capacità di ricreare un ecosistema terrestre in miniatura. L'Italia è in prima linea nello sviluppo di sistemi a circuito chiuso che permettono il recupero totale delle risorse. In una base lunare, nulla va sprecato: l'umidità del respiro e persino l'urina vengono purificate e trasformate nuovamente in acqua potabile attraverso processi chimici avanzatissimi.

Oltre alla sopravvivenza, l'habitat deve garantire il benessere psicologico. I futuri moduli italiani prevedono sistemi di illuminazione che simulano il ciclo circadiano terrestre, fondamentali per contrastare l'assenza del normale ritmo giorno-notte (un "giorno" lunare dura circa 28 giorni terrestri). La sfida è rendere questi spazi non solo funzionali, ma accoglienti, riducendo la sensazione di isolamento estremo che deriva dal guardare la Terra come un piccolo disco azzurro nel vuoto nero.
Turismo di nicchia o per tutti?
Nonostante i progressi della Starship di SpaceX e le ambizioni di Blue Origin, il turismo lunare rimarrà per i prossimi decenni un privilegio esclusivo per una ristrettissima élite di miliardari. Sebbene l'obiettivo sia abbattere i costi di lancio sotto la soglia critica dei 33.000 euro per chilogrammo, il prezzo di un singolo "biglietto" per la superficie lunare è attualmente stimato in oltre 100 milioni di dollari.
Le basi realistiche indicano che tra il 2030 e il 2040 assisteremo principalmente a sorvoli orbitali, mentre per i soggiorni in hotel lunari indipendenti dovremo attendere la seconda metà del secolo.
ha ricordato l'astronauta Harrison Schmitt, sottolineando come la logistica necessaria per un civile sia immensamente più complessa di quella per un militare addestrato.

Una curiosità riportata dagli astronauti delle missioni Apollo riguarda proprio l'odore della Luna: una volta rientrati nel modulo e tolto il casco, l'aria assume un odore pungente simile alla polvere da sparo bruciata, causato dall'ossidazione della regolite a contatto con l'ossigeno della cabina.
L'Italia protagonista della nuova frontiera
Insomma, il percorso verso la Luna come destinazione turistica appare realisticamente ancora lungo. La sfida dei prossimi anni sarà quella di garantire una permanenza umana in piena sicurezza, trasformando la Luna nel primo vero avamposto della nostra specie nel sistema solare e offrendo, a chi potrà permetterselo, la vista più spettacolare dell'universo.
Nel frattempo, come già accaduto in precedenza, prepariamoci ad una vera e propria ricaduta di innovazione tecnologica e medicale da questa nuova avventura dell'umanità. Sperando che una sana competizione nella colonizzazione del satellite naturale, allontani le ambizioni espansionistiche militari dal suolo terrestre.