Nuove simulazioni collegano le prime stelle dell'Universo a segnali ancora visibili oggi
Le prime stelle e galassie hanno trasformato l'Universo primordiale, generando gli elementi chimici che oggi costituiscono le stelle, i pianeti e la vita stessa. Oggi, simulazioni avanzate stanno ricostruendo quei primi miliardi di anni.

L'Universo primordiale era molto diverso da quello attuale: privo di stelle, galassie o elementi chimici più pesanti dell'idrogeno e dell'elio. Le prime stelle nacquero dal collasso gravitazionale di nubi di gas e furono responsabili della formazione dei primi elementi più pesanti.
Per comprendere questa evoluzione, i ricercatori hanno sviluppato il progetto MEGATRON, avvalendosi di alcune delle simulazioni più dettagliate mai realizzate. I modelli integrano processi fisici per seguire l’evoluzione delle strutture cosmiche. In questo modo, è possibile ricostruire le prime fonti luminose.
Le simulazioni consentono inoltre di indagare su come gli elementi prodotti dalle prime stelle siano stati dispersi nell’Universo e incorporati nelle successive generazioni di stelle. Confrontando questi modelli con i dati provenienti da telescopi come il James Webb (JWST), i ricercatori possono verificare quali scenari riproducono l’Universo primordiale.
Rete cosmica
La rete cosmica è la struttura su larga scala che organizza la materia dell’Universo in una sorta di rete, formata da filamenti di materia che collegano regioni più dense. La sua formazione è determinata dalla gravità e dalla distribuzione della materia oscura, che definisce come è distribuita la materia.
Sebbene le prime galassie si siano evolute nel corso di miliardi di anni, alcuni segni della loro esistenza possono essere ancora oggi osservabili. Le stelle molto antiche possono conservare nella loro composizione chimica elementi prodotti dalle prime generazioni stellari.
Progetto Megatron
Il progetto MEGATRON è un progetto di simulazione al computer sviluppato per studiare come sono nate e si sono evolute le prime stelle e galassie dell'Universo. Il progetto utilizza modelli cosmologici ad alta risoluzione per seguire la formazione delle prime strutture luminose e i processi fisici che hanno trasformato l'Universo.

Uno degli obiettivi è capire in che modo le prime stelle abbiano modificato l'ambiente circostante e generato gli elementi chimici. Le simulazioni consentono di seguire questa evoluzione nei minimi dettagli e di elaborare previsioni che possono essere confrontate con le osservazioni di telescopi come il JWST.
Come si sono formate le galassie?
Le simulazioni partono da un gas primordiale praticamente privo di elementi pesanti, riproducendo le condizioni dell’Universo poco dopo il Big Bang. Partendo da questo materiale, i modelli seguono la nascita delle prime stelle, la radiazione da esse emessa e la loro morte in esplosioni di supernova.
Questo processo è fondamentale per comprendere l’origine degli elementi chimici presenti nell’Universo attuale. Il carbonio, l’ossigeno, il ferro e altri elementi sono stati prodotti da processi nucleari all’interno delle stelle e successivamente rilasciati nel mezzo interstellare. Il progetto MEGATRON consente di seguire questo arricchimento chimico.
Il ruolo del telescopio James Webb
Il JWST è fondamentale per lo studio dell'Universo primordiale perché osserva principalmente nelle lunghezze d'onda infrarosse, in grado di rilevare la luce di galassie estremamente lontane. Ciò consente di studiare galassie formatesi poche centinaia di milioni di anni dopo il Big Bang.

Oltre a individuare queste galassie, il JWST è in grado di ottenere spettri che rivelano le proprietà fisiche e chimiche dei loro gas e delle loro stelle. Queste informazioni consentono di misurare gli spostamenti verso il rosso, identificare gli elementi e stimare i tassi di formazione stellare, fornendo dati per verificare modelli come quelli di MEGATRON.
Riferimento della notizia
Katz et al. (2026). MEGATRON: Reproducing the Diversity of High-Redshift Galaxy Spectra with Cosmological Radiation Hydrodynamics Simulations.