Cosa ci ucciderà per primo: l'IA o il cambiamento climatico?

Tecnologie come l'Intelligenza Artificiale (IA) promettono innanzitutto di risolvere problemi quali il cambiamento climatico, per poi aggravarlo ulteriormente sovrapponendovi altre problematiche per le quali non disponiamo di soluzioni.

Cosa ci ucciderà per primo: l'intelligenza artificiale o il cambiamento climatico? Non abbiamo una risposta chiara.
Cosa ci ucciderà per primo: l'intelligenza artificiale o il cambiamento climatico? Non abbiamo una risposta chiara.

Alcuni esperti che lavorano nel campo dell’intelligenza artificiale (IA) ci hanno avvertito che una superintelligenza sviluppata nei prossimi anni potrebbe potenzialmente portare alla fine dell’umanità. I leader del settore hanno liquidato queste affermazioni come allarmismo, ma c’è un’altra minaccia che incombe: quella del cambiamento climatico. L’umanità sembrerebbe quindi condannata da entrambi i lati. Se non sarà una minaccia a colpirci, potrebbe essere l’altra. Dunque, quale delle due ci farà più male per prima?

Cosa sta facendo l’IA?

L’avvento dei chatbot basati sull’IA ci ha certamente reso la vita più facile. In passato, quando avevamo un dubbio, lo inserivamo come query in un motore di ricerca e ottenevamo un centinaio di risultati, tra i quali dovevamo cercare quello giusto. L’IA, invece, svolge questa selezione al posto nostro e ci fornisce una risposta quasi completa.

Che si tratti di vera intelligenza o semplicemente di un’accurata previsione del testo è ancora oggetto di dibattito. Gli esperti di IA, tuttavia, non sono preoccupati tanto da questo aspetto. A destare allarme è il tipo di IA che le aziende stanno sviluppando in questo momento: sistemi che non sono ancora stati messi a disposizione del pubblico, ma che potrebbero essere in grado di auto-migliorarsi e rivelarsi più intelligenti di noi.

Jacob Coxon, che ha lavorato per OpenAI e Anthropic, le aziende che hanno sviluppato rispettivamente ChatGPT e Claude, ha scritto in un post sui social media che l’IA in fase di sviluppo potrebbe «hackerare qualsiasi cosa, "rivoluzionare interi settori nel giro di una notte e acquisire potere e risorse reali", arrivando a ucciderci tutti entro la fine del decennio.

Se da un lato ricercatori di alto livello e dirigenti delle principali aziende sono consapevoli di questo rischio, dall’altro non vogliono fare un passo indietro per il timore che, se lo facessero, un’altra azienda potrebbe arrivare per prima a questo traguardo.

La questione potrebbe essere facilmente affrontata se i governi introducessero alcune regole di tutela e chiedessero alle aziende di interrompere lo sviluppo di prodotti che potrebbero potenzialmente portare a una crisi esistenziale. Ma c’è un’altra crisi esistenziale che incombe già.

Il cambiamento climatico è un problema più grave?

Le temperature estive record degli ultimi tre anni hanno mostrato che l’impatto del cambiamento climatico sta diventando ogni giorno più concreto. Eventi meteorologici estremi come siccità e alluvioni stanno mettendo sotto pressione le risorse idriche e compromettendo i raccolti in diverse aree del mondo.

Anche le temperature globali continuano a salire e, sebbene questo aumento possa non essere percepito immediatamente, sta influenzando la produttività e i mezzi di sussistenza in molte parti del mondo. Gli effetti potrebbero non essere immediati, ma possono accumularsi gradualmente e destabilizzare rapidamente le società.

La crescente diffusione dell’IA sta inoltre aumentando la pressione esercitata dal cambiamento climatico, poiché i data center utilizzano grandi quantità di acqua e sono alimentati anche da combustibili fossili, che aggiungono ulteriori emissioni nell’atmosfera e contribuiscono al riscaldamento del pianeta.

In passato molti avevano ipotizzato che tecnologie come l’IA potessero aiutarci a risolvere il problema del cambiamento climatico e ad adottare misure in grado di prevenire un collasso della società. La tecnologia reale è ancora lontana da questo obiettivo e, anzi, sta accelerando il declino e spingendoci verso un possibile collasso, in un modo o nell’altro.

L’unico modo per fermare questa dinamica è cercare soluzioni concrete, invece di sperare che una tecnologia futuristica possa invertire i problemi che abbiamo di fronte.