Sembra un paesaggio norvegese, ma siamo in Sicilia: il ciclone Harry scarica metri di neve sull'Etna

Il ciclone Harry ha letteralmente seppellito di neve fresca l'Etna, grazie ai forti venti di Levante che hanno trasportato molta umidità dallo Ionio, garantendo nevicate copiose e persistenti.

Ecco gli oltre 2 metri di neve fresca caduti a Piano Provenzana, Etna Nord, durante il passaggio del ciclone Harry. Nelle zone sommitali gli accumuli di neve sono ben superiori.
Ecco gli oltre 2 metri di neve fresca caduti a Piano Provenzana, Etna Nord, durante il passaggio del ciclone Harry. Nelle zone sommitali gli accumuli di neve sono ben superiori.

Il ciclone extratropicale Harry ha lasciato dietro di sé una scia di devastazione in Sicilia, Sardegna e Calabria, causa la persistenza di venti di tempesta e delle violente mareggiate che hanno cancellato interi tratti di costa.

Ma sull'Etna ciò si è tradotto in bufere di neve che hanno sepolto le pendici del monte sotto metri di manto bianco, a partire dai 1.500 metri di quota. Questo evento meteorologico estremo, caratterizzato da bufere intense e raffiche di vento, superiori ai 100-120 km/h, ha creato condizioni ideali per l'avvio della stagione invernale, con accumuli nevosi che promettono di durare fino alla primavera.

La grande nevicata prodotta da Harry

I fortissimi venti orientali che hanno accompagnato Harry, nelle giornate del 19, 20 e 21 gennaio, ha prodotto nevicate insistenti, prodotte dall’effetto stau (sbarramento orografico) che l’intensa ventilazione ha spinto in area sommitale.

A Piano Provenzana, sul versante nord del vulcano a circa 1.810 metri, si sono accumulati oltre 2 metri di neve fresca in sole 48 ore, trasformando il paesaggio in un autentico scenario norvegese. Le nevicate sono iniziate già nel pomeriggio del 20 gennaio, e si sono intensificate durante la notte, sotto l'assalto di venti tempestosi che hanno ridotto la visibilità a zero e creato vere e proprie bufere.

Queste condizioni estreme hanno reso necessari interventi di soccorso, come quello della Guardia di Finanza che ha tratto in salvo una famiglia di turisti svizzeri bloccata nei pressi dei Crateri Silvestri, sorpresa da una violenta bufera con neve intensa e forti raffiche. Nonostante i disagi immediati, l'accumulo nevoso, equivalente a mesi di precipitazioni, rappresenta una manna per il territorio.

L’apertura degli impianti sciistici

La neve caduta in abbondanza, come mostrano gli scatti del fotografo Danilo Costanzo, ha creato i presupposti perfetti per l'apertura degli impianti sciistici sull'Etna. A Piano Provenzana gli operatori sono già al lavoro, dove si prepara a battere le piste non appena le strade saranno sgomberate.

Forte nevicata sull'EtnaA Piano Provenzana, sul versante nord del vulcano a circa 1.810 metri, si sono accumulati oltre 2 metri di neve fresca in sole 48 ore, trasformando il paesaggio in un autentico scenario norvegese. Le nevicate sono iniziate già nel pomeriggio del 20 gennaio, e si sono intensificate durante la notte, sotto l'assalto di venti tempestosi che hanno ridotto la visibilità a zero e creato vere e proprie bufere. Foto di Danilo Costanzo.
Forte nevicata sull'EtnaA Piano Provenzana, sul versante nord del vulcano a circa 1.810 metri, si sono accumulati oltre 2 metri di neve fresca in sole 48 ore, trasformando il paesaggio in un autentico scenario norvegese. Le nevicate sono iniziate già nel pomeriggio del 20 gennaio, e si sono intensificate durante la notte, sotto l'assalto di venti tempestosi che hanno ridotto la visibilità a zero e creato vere e proprie bufere. Foto di Danilo Costanzo.

Con l'emergenza maltempo in fase di conclusione, l'apertura potrebbe avvenire nei prossimi giorni, una volta che i mezzi spazzaneve e spargisale della Città Metropolitana di Catania e del Comune di Linguaglossa avranno reso accessibili le vie.

Questa grande nevicata non solo rilancia il turismo invernale, ma garantisce anche una copertura nevosa duratura. Grazie alle basse temperature previste nelle prossime settimane, la neve si compatterà naturalmente, resistendo fino ad aprile e permettendo una stagione prolungata per sciatori e snowboarder.

Un importante ricarica per i corpi idrici dell’Isola

Le nevicate sull'Etna, unite alle piogge torrenziali che hanno superato i 500 mm fra Etna e Monti Peloritani, hanno riempito i bacini idrici della Sicilia orientale, garantendo riserve abbondanti per i mesi estivi e scongiurando rischi di siccità.

In particolare, questo è un'ottima notizia per la provincia di Messina, dove l'Etna funge da principale serbatoio naturale d'acqua. Lo scioglimento graduale della neve nei prossimi mesi alimenterà fiumi e falde acquifere, supportando l'approvvigionamento idrico per agricoltura, usi civili e industriali nella zona etneo-peloritana, tra Messina e Catania.