Da martedì 5 maggio forti temporali sono attesi in Italia, ecco le 4 regioni a rischio

Quella di martedì 5 maggio 2026 sarà la giornata peggiore. Il ramo ascendente della saccatura raggiungerà all’alba la Liguria e la Toscana, innescando condizioni di forte instabilità.

Dopo un fine settimana caratterizzato da tempo stabile e temperature miti tipiche di inizio maggio, l’anticiclone verrà prontamente eroso dal passaggio di una veloce saccatura atlantica. Il cambiamento si farà sentire a partire da lunedì 4 maggio, con un progressivo peggioramento che interesserà inizialmente il Nord-Ovest e la Liguria, per poi estendersi nei giorni successivi.

Una ampia circolazione depressionaria, in avvicinamento dal Regno Unito, introdurrà aria più umida e instabile, mentre nella media troposfera si farà strada un’avvezione fredda, di aria artica marittima, in discesa dal Nord Atlantico Entro martedì 5 maggio questa massa d’aria fresca scenderà verso le regioni del Nord, accentuando l’instabilità atmosferica.

Lunedì 4 prime nubi al Nord

Già nel corso della giornata di lunedì 4 maggio le prime nubi si addenseranno sul Nord-Ovest, con velature in aumento. Nel corso della serata e soprattutto nella notte le precipitazioni inizieranno a interessare parte del Piemonte, la Liguria e le aree alpine. Si tratterà inizialmente di piogge deboli o moderate, ma con tendenza a intensificarsi.

Un aumento delle nubi, alte e stratificate, è atteso anche sulla Sardegna, ed in seguito pure sulle coste tirreniche peninsulari, dove si attiveranno umidi e tiepidi venti meridionali, pronti ad anticipare il fronte.

Martedì 5 occhio ai temporali

Quella di martedì 5 maggio 2026 sarà la giornata peggiore. Il ramo ascendente della saccatura raggiungerà all’alba la Liguria e la Toscana, innescando condizioni di forte instabilità. Sono attesi rovesci e temporali, localmente di forte intensità, con il concreto rischio di nubifragi tra levante ligure e alta Toscana.

La giornata peggiore sarà quella di martedì 5 quando piogge e temporali colpiranno diverse regioni del Nord.
La giornata peggiore sarà quella di martedì 5 quando piogge e temporali colpiranno diverse regioni del Nord.

Le precipitazioni potranno risultare particolarmente abbondanti sulle zone costiere e sui rilievi, dove l’effetto di sbarramento dell’Appennino agli umidi venti meridionali favorirà lo sviluppo di celle temporalesche intense.

Non solo Tirreno. Anche sulla Val Padana, in particolare tra Lombardia e Veneto, nella seconda parte della giornata, oltre alle piogge, si potranno sviluppare dei temporali, con possibili grandinate e raffiche di vento.

Il mix perfetto per i temporali

La combinazione di diversi fattori renderà la situazione potenzialmente pericolosa su alcune aree. Da una parte abbiamo l’avvezione fredda in quota che causerà un forte gradiente termico verticale, aumentando l’energia disponibile per lo sviluppo dei moti convettivi.

Dall’altro gli alti indici di umidità relativa, grazie ai flussi meridionali che precederanno il fronte. Se a ciò sommiamo pure la forzante orografica imposta dall’Appennino ligure e dalle Alpi, che fungeranno da trampolino per i temporali, ecco che il gioco, per avere sistemi convettivi organizzati e persistenti, è fatto.

Tale mix di elementi sarà cruciale nello sviluppo di sistemi temporaleschi, anche consistenti, capace di persistere nel tempo, portando imponenti accumuli pluviometrici, anche sopra i 50/60 mm in poche ore.

Le temperature subiranno un calo sensibile, soprattutto sulle regioni settentrionali, con massime che torneranno su valori più vicini alla norma stagionale dopo il tepore degli ultimi giorni.

Attenzione ai fenomeni di dissesto

In tali situazioni meteorologiche bisognerà fare attenzione al rischio di frane e allagamenti nelle aree colpite dal passaggio dei temporali.

In particolare su Liguria e Toscana nord-occidentale il rischio idrogeologico sarà elevato nelle zone dove sono previste le precipitazioni più intense e concentrate. Si raccomanda di prestare attenzione a possibili allagamenti lampo, fenomeni di ruscellamento e, sulle aree montuose, frane superficiali.

Sempre martedì 5 anche su Lombardia e Veneto i temporali potranno risultare localmente violenti, con il consueto corredo di fulmini, forte vento e grandine di medie dimensioni.

La saccatura si muoverà piuttosto velocemente, quindi già da mercoledì 6 maggio è prevista una graduale attenuazione dei fenomeni, anche se residui di instabilità potrebbero persistere su parte del Nord-Est e del Centro.

Si tratta di una classica situazione di fine primavera, in cui il ritorno del flusso atlantico interrompe un periodo di stabilità, riportando pioggia benefica dopo settimane relativamente asciutte, che hanno favorito il proliferare di diversi incendi, come quello che ha interessato l’area di Monte Faeta.

Il mese di maggio si conferma, come spesso accade, un periodo di transizione con possibili colpi di coda del maltempo atlantico anche in una stagione che volge progressivamente verso l’estate.

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