Crollo termico da mercoledì sera: dai 21°C a temperature invernali in 24 ore. Venti di burrasca, le aree più colpite

Un potente affondo di aria artica marittima colpirà l'Italia tra mercoledì sera e giovedì. L'espansione dell'alta pressione verso l'Islanda favorirà la discesa di correnti fredde, portando neve a quote collinari, venti intensi di burrasca e un drastico calo delle temperature su tutta la Penisola.

La circolazione meteorologica sta per subire un cambiamento radicale. La configurazione barica vede l'Anticiclone delle Azzorre protendersi verso l'Islanda, fungendo da scivolo per una massa d'aria di estrazione polare e poi anche artica marittima che punterà dritta verso il Mediterraneo centrale.

Questo flusso freddo genererà una ciclogenesi sulle regioni settentrionali, un minimo di bassa pressione che tra la serata di mercoledì 25 e la giornata di giovedì 26 marzo piloterà una fase di maltempo dai tratti tipicamente invernali. Il forte gradiente barico, che si creerà tra il minimo in transito e l'anticiclone atlantico, produrrà un aumento della ventilazione su tutti i bacini.

Il richiamo pre-frontale caldo, prima del brusco calo

Prima dell'irruzione fredda, le giornate di martedì 24 e gran parte di mercoledì 25 saranno caratterizzate da un temporaneo richiamo di correnti più calde meridionali. Questo flusso pre-frontale determinerà un rialzo termico diurno, con massime che in molte città del Centro-Sud e sulle isole maggiori, con massime che in molte città della Sicilia, della Calabria e della Puglia potranno toccare punte di 19-21°C.

Aria artica in arrivo da nord, genererà una ciclogenesi sulle regioni settentrionali, un minimo di bassa pressione che tra la serata di mercoledì 25 e la giornata di giovedì 26 marzo piloterà una fase di maltempo dai tratti tipicamente invernali.
Aria artica in arrivo da nord, genererà una ciclogenesi sulle regioni settentrionali, un minimo di bassa pressione che tra la serata di mercoledì 25 e la giornata di giovedì 26 marzo piloterà una fase di maltempo dai tratti tipicamente invernali.

Anche al Nord si avvertirà un clima mite e gradevole nelle ore centrali di martedì, con valori intorno ai 18°C in Pianura Padana. Ma si tratterà tuttavia di una mitezza effimera che renderà ancora più marcato lo sbalzo termico atteso con l'arrivo del fronte freddo, previsto tra la serata di mercoledì e poi, le prime ore di giovedì, anche sulle regioni centrali.

Evoluzione del maltempo: pioggia e neve a bassa quota

Il peggioramento entrerà nel vivo al Nord a partire dal tardo pomeriggio e dalla serata di mercoledì 25 marzo. Le prime avvisaglie si avranno sulle Alpi di confine e sul Nord-Est, estendendosi, poi, rapidamente a Lombardia ed Emilia-Romagna durante la notte. Le precipitazioni saranno diffuse e, grazie al crollo delle temperature, la neve farà la sua comparsa fin verso i 400-600 metri sui settori alpini e prealpini, con accumuli che in alta quota potranno superare i 20-30 cm.

L'aria fredda di origine artica porterà ancora neve sulle nostre montagne, in particolar modo su quelle dell'Appennino centrale e settentrionale a quote relativamente basse, localmente di bassa montagna o alta collina.
L'aria fredda di origine artica porterà ancora neve sulle nostre montagne, in particolar modo su quelle dell'Appennino centrale e settentrionale a quote relativamente basse, localmente di bassa montagna o alta collina.

Nella mattinata di giovedì 26, il fronte traslerà velocemente verso il Centro-Sud, interessando in particolare la Toscana, il Lazio e l'Umbria dove, tra la notte di mercoledì e la mattina di giovedì, sono attesi rovesci anche intensi e temporali, con accumuli tra i 20 e i 40 mm nelle zone interne.

La neve scenderà drasticamente di quota fino ai 600-700 metri, imbiancando le dorsali appenniniche con accumuli tra i 15 e i 25 cm, specialmente sui rilievi orientali soggetti allo "stau" prodotto dalle correnti settentrionali che seguiranno il fronte freddo.

Anche l'Abruzzo vedrà un peggioramento marcato tra giovedì pomeriggio e venerdì: qui la quota neve si attesterà inizialmente sopra i 1000 metri, per poi calare fin verso gli 800 metri, con nevicate abbondanti sui massicci del Gran Sasso e della Majella che potrebbero ricevere oltre 30 cm di neve fresca.

Venti di burrasca e mari agitati

Il forte gradiente barico, che si creerà tra il minimo in transito e l'anticiclone atlantico, produrrà un aumento della ventilazione su tutti i bacini. Dalla serata di mercoledì, il Nord-Ovest sarà sferzato da forti raffiche di Foehn, il vento di caduta dalle Alpi che raggiungerà le pianure di Piemonte e Lombardia mantenendo il cielo terso.

Il forte gradiente barico, che si creerà tra il minimo in transito e l'anticiclone atlantico, produrrà un aumento della ventilazione su tutti i bacini.
Il forte gradiente barico, che si creerà tra il minimo in transito e l'anticiclone atlantico, produrrà un aumento della ventilazione su tutti i bacini.

Contemporaneamente, sull'alto Adriatico irromperà una violenta Bora con raffiche fino a 80 km/h tra Trieste e la Romagna, ma si spegnerà rapidamente giovedì mattina, trasformandosi in Tramontana e interessando anche il Medio Adriatico.

Giovedì il maltempo si sposterà al Centro-Sud, innescando un impetuoso Maestrale sulla Sardegna e sul Mar Tirreno, con punte di burrasca vicine ai 100 km/h sulle bocche di Bonifacio e lungo le coste esposte di Lazio e Campania.

Sullo Ionio e sul basso Adriatico, invece, soffieranno intensi venti di Libeccio e poi di Ponente, rendendo i mari da molto mossi a agitati, con onde fino a 4-5 metri sui bacini occidentali e il concreto rischio di mareggiate e disagi ai collegamenti marittimi.

Crollo termico e rischio gelate tardive

L'irruzione artica porterà con sé un inevitabile crollo termico di oltre 10°C in meno di 24 ore, riportando l'Italia in un clima pienamente invernale. Una volta passata la perturbazione, l'attenuazione del vento e il rasserenamento del cielo, specialmente nelle notti di venerdì 27 e di sabato 28, favoriranno l'irraggiamento notturno.

Perciò aumenterà notevolmente il rischio di gelate tardive nelle pianure del Nord come la Val Padana, e in quelle del Centro, specie in quelle toscane e umbre più interne.

Infatti le temperature minime potrebbero scendere sotto lo zero, rappresentando una seria minaccia per il comparto agricolo, in particolare per i frutteti e i vigneti che, ingannati dal tepore dei giorni precedenti, hanno già da tempo iniziato la fase di fioritura e il risveglio vegetativo.