Riscoperti gli antichi miti e i rituali della Mesopotamia: decifrate le tavolette incise provenienti da Iraq e Siria

Gli archeologi danesi hanno decifrato i caratteri cuneiformi incisi su alcune tavolette provenienti dalla Mesopotamia, antiche di millenni. Da incantesimi e semplici registri, uno spaccato della vita quotidiana di re e persone comuni

Un'antica tavoletta incisa con caratteri cuneiformi, risalente al IX-VI sec. a.C.
Un'antica tavoletta incisa con caratteri cuneiformi, risalente al IX-VI sec. a.C.


Da più di un secolo il Museo Archeologico di Copenhagen ospita una ricca collezione di tavolette originarie della Mesopotamia, alcune antiche anche di quattromila anni.

La scrittura cuneiforme che le ricopre racconta la vita dei popoli che abitavano nei territori oggi noti come Iraq e Siria, tra religione ed abitudini quotidiane, passando per la storia dei re e dei grandi eroi.

I testi di alcune di queste tavolette, recentemente decifrati, contengono interessanti testimonianze, ma anche dettagli che raccontano la semplice vita quotidiana, come ricevute d’acquisto e burocrazia.

Il progetto Hidden Treasures

La scrittura cuneiforme è nata circa cinque millenni fa e ha dato un contributo considerevole allo sviluppo di società avanzate, di vere e proprie città e anche della letteratura.

È questo infatti lo strumento che ha permesso la nascita di alcune delle prime opere letterarie mai conosciute, come L'epopea di Gilgameš e la versione mesopotamica della storia del diluvio universale su cui si basa quella riportata nella Bibbia.

Il patrimonio di tavolette iscritte custodito nel Museo Archeologico di Copenhagen era rimasto trascurato per qualche tempo, ma di recente gli studiosi si sono messi al lavoro nell’ambito di un progetto chiamato Hidden Treasures.

Lo scopo del progetto è decifrare i testi, che stanno già rivelando novità sul mondo antico, e in particolare sulla città siriana di Hamat e su quella di Tell Shemshāra, nel nord dell’Iraq.

Dall’Iraq, i primi passi della burocrazia moderna

Le tavolette provenienti dall’Iraq sono una testimonianza del motivo stesso per cui la scrittura cuneiforme fu inventata, e cioè consentire l’amministrazione delle città.

Esse contengono per lo più uno scambio di lettere tra un sovrano assiro e un funzionario e risalgono al 1800 a.C. circa. Sono state tradotte inoltre informazioni pratiche come contabilità e registri che consentivano lo svolgersi delle normali attività quotidiane, e persino la ricevuta di una birra.

Era praticamente l’alba della burocrazia e si stavano muovendo i primi passi nello sviluppo della società cittadina, come la intendiamo oggi.

Un re tra storia e mito

La parte più interessante delle tavolette irachene è quella che riguarda la storia dei re. Le iscrizioni presenti su alcune di quelle rinvenute a Tell Shemshāra hanno sorpreso anche gli studiosi danesi, che non avevano mai saputo di avere a disposizione una sorta di cronologia di tutti i sovrani che avevano governato la regione fino al III millennio a.C.

Dal palazzo reale del re assiro Assurbanipal, una figura alata che rappresenta uno spirito protettore
Dal palazzo reale del re assiro Assurbanipal, una figura alata che rappresenta uno spirito protettore

Ma la tavoletta più interessante di tutte è probabilmente quella che menziona Gilgameš, eroe leggendario e re di Uruk, antica città sumera.

Si tratta di un documento di straordinaria importanza perché è uno dei pochissimi che potrebbero testimoniare l’esistenza reale di un personaggio che in genere fa parte dei miti.

Un incantesimo per proteggere il regno

Anche le tavolette rinvenute ad Hama sono uniche secondo gli studiosi perché sono le sole rinvenute in quella zona che trattano di medicina ed incantesimi.

Costituiscono a loro volta un interessante enigma poiché sono state ritrovate in quella che era una città periferica, lontana dalla capitale, e qui sono rimaste dopo il saccheggio compiuto dagli Assiri, tre millenni fa.

Inscritta sulla superficie di terracotta c’è una serie di rituali ed incantesimi che consistevano nel bruciare figurine di creta o cera durante tutta la notte, in presenza di un sacerdote che compiva una sorta di esorcismo.

Non a caso le tavolette probabilmente facevano parte della grande biblioteca di un tempio, e gli incantesimi in esse contenuti erano ritenuti importanti per proteggere il regno da sfortuna e disgrazie, inclusa l’instabilità politica.

Questo è il dettaglio che più di tutti rende sorprendente il luogo del ritrovamento.

Fonte della notizia

Università di Copenhagen - 4,000-year-old tablets reveal magic spells, kings feared, and a beer receipt. ScienceDaily (Maggio 2026).

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