Il final warming è terminato: l'Italia potrebbe risentirne tra 3 o 4 settimane

Gli effetti del final warming sull'Italia si potranno vedere non prima delle prossime 3 o 4 settimane, con un possibile ribaltamento dell'attuale situazione meteorologica.

Il fenomeno del final warming è un riscaldamento stratosferico che segna la fine del vortice polare invernale. Questo evento, avvenuto nei primi giorni di marzo 2026, potrebbe portare a cambiamenti significativi nella circolazione atmosferica, con ripercussioni sul tempo in Italia.

Se da un lato potremmo assistere a una fase iniziale di stabilità e mitezza, dall'altro non si escludono instabilità tardive, piogge e possibili incursioni fredde verso la fine del mese o l'inizio di aprile. I cosiddetti effetti indiretti di questo fenomeno.

Il fenomeno del final warming primaverile

Il final warming è un riscaldamento rapido e intenso della stratosfera polare, che avviene tipicamente in primavera e rappresenta l'ultimo "colpo di coda" del vortice polare prima della transizione verso la circolazione estiva.

In questo caso, l'evento si è manifestato con un'inversione dei venti stratosferici, passando da occidentali a orientali, e una completa frammentazione del vortice polare. Secondo le ultime rilevazioni, il riscaldamento ha raggiunto picchi di oltre +20°C sopra la norma, con temperature stratosferiche che hanno superato i valori medi di decine di gradi in pochi giorni.

Questo processo non rimane confinato alla stratosfera, ma scende gradualmente verso la troposfera, con un ritardo di 1-2 settimane o persino un mese.

L'impatto principale del final warming è sull'indebolimento della corrente a getto polare, che diventa più ondulata e instabile, favorendo scambi meridiani: aria fredda che scende verso sud e aria calda che sale verso nord.
L'impatto principale del final warming è sull'indebolimento della corrente a getto polare, che diventa più ondulata e instabile, favorendo scambi meridiani: aria fredda che scende verso sud e aria calda che sale verso nord.

L'impatto principale è sull'indebolimento della corrente a getto polare, che diventa più ondulata e instabile, favorendo scambi meridiani: aria fredda che scende verso sud e aria calda che sale verso nord.

Le cause e l’origine del fenomeno

Le origini del final warming risiedono nelle cosiddette onde di Rossby, perturbazioni atmosferiche generate nella troposfera da catene montuose come le Montagne Rocciose, o da contrasti termici tra terra e oceano.

Queste onde propagandosi verso l'alto, destabilizzando il vortice polare stratosferico. In questo caso l'evento è stato innescato da una serie di onde provenienti dal Pacifico che hanno sorvolato il Nord America.

Rispetto ai riscaldamenti stratosferici improvvisi (SSW) invernali, il final warming è più definitivo, segnando la fine della stagione fredda polare. Tuttavia, la sua intensità nel marzo 2026 è stata descritta come rara per il periodo primaverile precoce.

La situazione attuale in Italia

Attualmente, l'Italia sta vivendo una fase di transizione meteorologica influenzata dall'anticiclone subtropicale, con temperature miti e superiori alla media in molte regioni. Al Nord, le massime raggiungono i +15°C +18°C, mentre al Centro-Sud si sfiorano i +20°C, con cieli sereni o poco nuvolosi.

Le proiezioni a medio-lungo termine indicano che gli effetti del final warming potrebbero manifestarsi pienamente dalla seconda metà di marzo o dall'inizio di aprile. In Italia, questo potrebbe tradursi in un aumento dell'instabilità: al Nord, temperature sotto la media con possibili nevicate tardive sulle Alpi.
Le proiezioni a medio-lungo termine indicano che gli effetti del final warming potrebbero manifestarsi pienamente dalla seconda metà di marzo o dall'inizio di aprile. In Italia, questo potrebbe tradursi in un aumento dell'instabilità: al Nord, temperature sotto la media con possibili nevicate tardive sulle Alpi.

Sostanzialmente la prima metà di marzo manterrà un andamento stabile e mite, grazie a un'alta pressione che si rafforza sull'Europa centrale e occidentale, favorita proprio dalla dislocazione del vortice polare verso il Nord America. Questo setup porta aria calda dal subtropicale verso l'Italia, con anomalie positive di temperatura fino a +5°C +10°C sopra la norma.

Cosa dicono le tendenze di lungo termine?

Le proiezioni a medio-lungo termine indicano che gli effetti del final warming potrebbero manifestarsi pienamente dalla seconda metà di marzo o dall'inizio di aprile. In Italia, questo potrebbe tradursi in un aumento dell'instabilità: al Nord, temperature sotto la media con possibili nevicate tardive sulle Alpi.

Al Centro-Sud, periodi più piovosi e miti, influenzati da correnti sciroccali o atlantiche. Non si escludono alternanze tra giorni freddi e miti, con temporali, venti forti e mareggiate, specialmente sulle coste tirreniche.

Sebbene, al momento, il rischio di ondate di freddo marcate sia basso rispetto ai riscaldamenti stratosferici invernali, il fenomeno potrebbe favorire un "blocco" ad alta latitudine, prolungando l'instabilità primaverile.

In un contesto di inverno mite come quello del 2025-2026, segnato da precedenti eventi estremi in Europa, il final warming potrebbe accentuare la variabilità, rendendo la stagione primaverile molto più dinamica del solito.