Marzo in Italia: si avvicinano settimane più calde del normale; la previsione aggiornata

Marzo 2026 conferma una tendenza climatica con un'anomalia importante sull’Italia, dovuta al coriaceo blocco anticiclonico che sta sbarrando la strada alle perturbazioni atlantiche. Le analisi odierne di ECMWF indicano una persistenza di temperature miti e carenza di piogge, delineando un mese dalle caratteristiche quasi tardo-primaverili.

L'attuale configurazione sinottica sull'Europa vede il protrarsi della presenza di un promontorio di alta pressione di matrice sub-tropicale che, dal cuore del Mediterraneo, si allunga addirittura fino a latitudini scandinave. Questo "blocco" sta determinando un arresto della circolazione zonale, con le piogge che restano confinate sull'Atlantico Settentrionale, salvo il persistere di una falla barica tra la Penisola Iberica e il Marocco, alimentata da ripetuti impulsi aria instabile inviati dalla circolazione atlantica.

L'Italia, invece, vive una fase di stabilità quasi assoluta, ad eccezione di locali impulsi debolmente instabili che, di tanto in tanto, riescono a "sfuggire" alla depressione iberico-marocchina, con nubi e deboli precipitazioni sulle Isole Maggiori e sulle zone tirreniche.

Le proiezioni a lungo periodo indicano che questa anomalia barica non sarà un evento passeggero. Per le prossime tre o quattro settimane, il geopotenziale si manterrà costantemente sopra la media climatica, specialmente al Centro-Nord, dove la stabilità favorirà ancora le nebbie notturne e mattutine nelle valli, nonostante un contesto termico generale molto mite.

Un confronto con la media: pressione e precipitazioni

Le anomalie previste indicano uno scostamento dalle medie storiche del trentennio 1991-2020 molto pronunciato per quanto riguarda l'apporto idrico. Ci attende un deficit pluviometrico mensile compreso tra il 40% e il 60% su gran parte del territorio nazionale. La zona più interessata da questa anomalia negativa risulta essere il Nord-Ovest, tra Piemonte e Lombardia, che rischia di restare quasi totalmente all'asciutto per la prima metà del mese.

La tendenza di ECMWF ipotizza la tenuta del blocco anticiclonico, in successivo indebolimento nelle ultime settimane del mese. Indebolimento che se dovesse essere nuovamente posticipato, porrebbe le basi per una fase che potremmo definire "pre-estiva"
La tendenza di ECMWF ipotizza la tenuta del blocco anticiclonico, in successivo indebolimento nelle ultime settimane del mese. Indebolimento che se dovesse essere nuovamente posticipato, porrebbe le basi per una fase che potremmo definire "pre-estiva"

Anche il Nord-Est e le regioni centrali tirreniche saranno in forte deficit pluviometrico rispetto ai valori tipici di marzo. Al contrario, lungo il versante Adriatico centrale e al Sud (aree Ionica e Basso Adriatico), l'anomalia sarà meno estrema, sebbene il regime pluviometrico resti comunque inferiore alla norma a causa della mancanza di perturbazioni strutturate.

Va detto che questo dato non desta più di tanto preoccupazione, in virtù delle abbondanti precipitazioni che hanno caratterizzato i primi 2 mesi dell'anno su praticamente tutto il Paese.

Nelle ultime 2 settimane del mese potrebbero aumentare le probabilità di precipitazioni per l'ingresso di perturbazioni o di altre infiltrazioni instabili, con l'indebolimento del regime anticiclonico. Evoluzione che potrebbe alleviare il deficit pluviometrico mensile, mentre, seppur in modo attenuato, dovremmo continuare ad restare sopra media con le temperature.

Temperature fortemente anomale: l'anomalia termica per macro-aree

Il dato più eclatante che emerge dalle proiezioni dei modelli per le prossime settimane riguarda il campo termico, con scarti positivi diffusi su tutte le regioni.

Al Nord, sia sul settore occidentale che in quello orientale, l'anomalia prevista oscilla tra i 3°C e i 5°C sopra la media, con uno zero termico che si spingerà frequentemente oltre i 3000 metri di quota.

Sulle regioni del Centro, sia sul lato tirrenico che su quello adriatico, si attendono valori da 2°C a 4°C superiori alla norma, regalando giornate dal sapore tipico di un aprile inoltrato.

Al Sud e sulle Isole Maggiori, l'anomalia sarà leggermente più contenuta, attestandosi intorno ai +2°C, ma con punte di caldo localmente intense sulle aree interne della Sicilia e della Sardegna.

Il confronto con i Marzo del passato

Analizzando i dati storici, per capire dove si collochi questo marzo 2026, emerge che siamo di fronte a uno dei marzo più caldi dell'ultimo quarto di secolo. Mesi di marzo estremamente anomali sono stati registrati nel 2001, nel 2012 e nel 2024.

Il Marzo 2012 resta il termine di paragone più calzante per la siccità estrema al Nord, quando molte città della Pianura Padana registrarono zero millimetri di pioggia per trenta giorni consecutivi, portando i fiumi a livelli di magra record. Il Marzo 1994 è invece ricordato per una precocità termica eccezionale, con termometri che schizzarono verso i +28/30°C già a metà mese, con un clima praticamente da fine maggio e innescando fioriture fuori stagione.

Il pericolo principale del caldo anomalo è legato al risveglio anticipato della vegetazione, poiché un eventuale ritorno del freddo nel mese di aprile troverebbe le colture in una fase di fioritura avanzata, esponendole a danni potenzialmente irreversibili.
Il pericolo principale del caldo anomalo è legato al risveglio anticipato della vegetazione, poiché un eventuale ritorno del freddo nel mese di aprile troverebbe le colture in una fase di fioritura avanzata, esponendole a danni potenzialmente irreversibili.

Tuttavia, sebbene la persistenza del blocco sia eccezionale, questo marzo mostra picchi termici decisamente meno estremi rispetto al 1994. Se in quell'anno si toccarono punte quasi estive, causate da avvezioni di aria calda dal Nord Africa, l'anomalia odierna risulta meno rovente nei picchi, ma più duratura nel tempo. Il dato che distingue questa fase anomala è l'estensione e la persistenza del blocco anticiclonico.

Rischi per l'agricoltura e incognite sulla rottura del blocco

Se le proiezioni di tendenza di ECMWF dovessero essere confermate e se, peggio, l'ipotetica attenuazione del blocco anticiclonico dovesse essere nuovamente posticipata (e con essa la riduzione dell'anomalia precipitativa e termica), entreremmo in una fase che potremmo definire "pre-estiva", con potenziali gravi rischi per il comparto agricolo.

Il pericolo principale è legato al risveglio anticipato della vegetazione, poiché un eventuale ritorno del freddo nel mese di aprile troverebbe le colture in una fase di fioritura avanzata, esponendole a danni potenzialmente irreversibili.