Massimiliano Santini avverte: "caldo persistente e energia accumulata nel Mediterraneo condizioneranno settembre"

I modelli confermano, per inizio settembre, la persistenza del caldo anomalo e dell'anticiclone sull'Italia, ma il Mediterraneo surriscaldato potrebbe innescare forti contrasti con le prime infiltrazioni atlantiche, portando violenti temporali soprattutto al Nord.
Gli ultimi aggiornamenti dei modelli globali, indicano, con un segnale abbastanza coerente, e quindi con una crescente attendibilità, la dinamica atmosferica che caratterizzerà l'inizio dell'autunno meteorologico, quindi a partire dal 1° settembre.
Analizzando le proiezioni probabilistiche fornite dal Centro Europeo ECMWF e le tendenze in allego del modello americano GFS, è possibile sbilanciarsi verso una tendenza che ci indica che l'estate non abdicherà facilmente.
Il fenomeno che condizionerà almeno le prime due settimane di settembre sarà la persistente influenza di quello che è stato il protagonista indiscusso dell'estate del 2026: l'anticiclone subtropicale nord-africano.
Questa presenza ingombrante, che ha mantenuto sul nostro Paese costantemente le temperature sopra la media e frequentemente molto al di sopra delle medie climatiche della stagione, continuerà a mantenere temperature sopra media.
Ma ci sarà anche un altro effetto, sempre conseguenza dell'invadenza subtropicale, da monitorare con particolare attenzione. Infatti, le acque superficiali del bacino del Mediterraneo, quest'anno, sono eccezionalmente calde e costituiscono un vero e proprio serbatoio di energia potenziale, i cui effetti potrebbero scatenarsi all'arrivo di un vero cambiamento della circolazione.
Prima settimana: tra scudo africano e prime infiltrazioni atlantiche
La prossima settimana, quindi, nel corso dei primi giorni di settembre, la struttura di alta pressione continuerà a mantenere condizioni prevalentemente stabili su gran parte del territorio nazionale. Le temperature, perciò, si manterranno su valori ben oltre le medie stagionali, con scarti termici positivi spesso evidenti, in particolare al Centro-Sud e sulle isole maggiori, dove si toccano ancora punte massime pienamente estive e minime tropicali.

Con l'aiuto delle proiezioni delle ensamble, è possibile verificare che il bordo settentrionale della cupola anticiclonica sarà parzialmente "vulnerabile".
L'instabilità potrà dare vita a focolai temporaleschi localmente intensi, concentrati inizialmente soprattutto sull'arco alpino e prealpino, poi con possibili sconfinamenti anche verso le pianure adiacenti.
Anche le regioni del Medio Adriatico e l'area appenninica centrale potrebbero essere parzialmente coinvolte in questo peggioramento.
Seconda settimana: forti contrasti e crescente dinamicità
Nella seconda settimana, ovvero quella che terminerà già quasi a metà mese, la circolazione atmosferica europea, nelle proiezioni, inizia a mostrare una maggiore vivacità.

Infatti, le analisi a lungo termine indicano un graduale e crescente tentativo di affondo da parte delle correnti depressionarie nordatlantiche verso il comparto centro-occidentale del nostro continente.
Di conseguenza, l'alta pressione potrebbe essere costretta a ritirarsi lentamente verso le latitudini meridionali. In caso che questo scenario venisse confermato, l'ingresso franco di saccature atlantiche sui nostri mari potrebbe provocare contrasti termici anche marcati, esaltati proprio dalle temperature superficiali elevate del Mediterraneo.
Va ricordato tuttavia che, data l'elevata distanza temporale e il metodo probabilistico utilizzato per ipotizzare questi scenari, il rischio di errore è piuttosto elevato. Questo rende questa ipotesi uno scenario ancora poco attendibile.
L'impatto sul bacino del Mediterraneo e le prospettive termiche
Torniamo per un attimo a parlare del calore immagazzinato negli strati superficiali delle acque marine.
Questo può dare luogo, come conseguenza, a piogge concentrate e intense, quindi a possibili nubifragi. Data la situazione, perciò, risulta abbastanza improbabile che il passaggio dalla fase estiva alla fase autunnale possa realizzarsi in modo graduale e "indolore".

L'esperienza e la statistica ci indicano che il clima dei prossimi 2 mesi potrebbe vedere l'alternanza di giornate ancora dal sapore estivo e persino afoso, e altre caratterizzate da veloci ma intense rotture temporalesche, che localmente potrebbero anche assumere carattere di forte intensità.