Neve in Italia: Marzo potrebbe terminare con nevicate in queste regioni

L’avvio della Primavera sarà caratterizzato da un vigoroso colpo di coda invernale. Le analisi confermano l'irruzione di aria fredda continentale: il weekend vedrà neve a quote basse e un calo termico che aprirà la strada a una chiusura mensile perturbata con ancora dei possibili sussulti invernali.

Nonostante il calendario segni l'imminente passaggio stagionale (Equinozio venerdì alle 15:46) l'atmosfera sembra voler tornare sui propri passi con una mossa sorprendente. I dati aggiornati e le ultime analisi mostrano un blocco anticiclonico posizionato sul Nord Europa, tra le Isole Britanniche e la Scandinavia.

La neve è tornata fino a bassa quota sull'Appennino. Nella foto: Lago di Castel San Vincenzo, nel Parco Nazionale Abruzzo Lazio Molise
La neve è tornata fino a bassa quota sull'Appennino. Nella foto: Lago di Castel San Vincenzo, nel Parco Nazionale Abruzzo Lazio Molise

Questa configurazione, tecnicamente nota come "scand-high", agisce come una diga, consentendo alle correnti fredde di matrice continentale di scivolare lungo il suo bordo orientale direttamente verso il bacino del Mediterraneo.

L'andamento "sinuoso" delle onde planetarie, non solo condizionerà il prossimo fine settimana, ma sembra voler continuare a farlo per l'intera decade finale di marzo, riportando l'Italia in un contesto climatico tipicamente invernale.

Weekend 20-22 marzo l'Inverno si risveglia con neve e freddo

Il fine settimana che sancisce l'ingresso della primavera astronomica si aprirà con una fase di deciso miglioramento. La giornata di venerdì regalerà ampi spazi di sereno su gran parte del Paese, con un soleggiamento prevalente soprattutto sulle regioni del Centro-Nord e lungo il versante adriatico. Nonostante il sole, le temperature faticheranno a salire nei valori minimi a causa di un cuscinetto d'aria fredda persistente nei bassi strati.

Solo nel corso del pomeriggio l'instabilità potrà generare isolati e brevi rovesci sulle zone interne dell'Appennino Meridionale e sui rilievi delle Isole Maggiori, piccoli segnali di una dinamica atmosferica tendente al peggioramento.

Tra sabato 21 e domenica 22 marzo, un impulso di aria fredda in arrivo dai Balcani rinnoverà l'instabilità in modo più marcato.

Sabato la copertura nuvolosa aumenterà rapidamente a partire dai settori adriatici e dal Nord-Est, con venti tesi di Bora e Grecale. Le precipitazioni interesseranno le Alpi Orientali e la fascia appenninica umbro-marchigiana e abruzzese, con nevicate che sulle Alpi Orientali e sui confini friulani potranno scendere localmente fino a quote di alta collina (attorno ai 700-800 m) durante i rovesci più intensi. Sul resto d'Italia prevarranno condizioni di spiccata variabilità, con ampie schiarite alternate a annuvolamenti irregolari.

Domenica, l'ulteriore afflusso di aria fredda promuoverà la formazione di un minimo depressionario nel Tirreno, in rapido spostamento verso lo Ionio. Questo vortice porterà piogge diffuse e locali temporali su Sardegna, Lazio, Campania e Sicilia, che in serata potranno risultare di moderata o forte intensità sui settori ionici calabresi e siciliani.

L'Appennino centro-meridionale vedrà la neve cadere mediamente sopra i 1200-1300 metri. Al Nord il tempo tenderà a migliorare con schiarite via via più ampie, pur in un contesto climatico che resterà decisamente rigido e ventoso per il periodo.

Tendenza 23-29 marzo: l'instabilità non molla la presa

Superato il weekend, nemmeno la settimana di chiusura di marzo promette il ritorno del bel tempo. Al contrario, le proiezioni evidenziano la presenza di un Vortice Polare in fase di forte debolezza. Questo indebolimento della circolazione zonale favorirà gli scambi meridiani, permettendo alle masse d'aria fredda di scendere con facilità verso il Mediterraneo.

L'alta pressione resterà confinata in pieno Atlantico, agendo da blocco e lasciando un corridoio preferenziale per gli impulsi perturbati verso l'Italia. In particolare, i modelli indicano la possibile sequenza di due perturbazioni ravvicinate tra mercoledì 25 e venerdì 27 marzo.

Queste correnti, scendendo da nord-ovest, dovrebbero continuare a mantenere le temperature al di sotto delle medie stagionali.

Le precipitazioni potrebbero continuare ad essere piuttosto frequenti, specialmente sul medio-basso Adriatico e sulle regioni meridionali, che si confermeremo le zone più instabili di questa fine di marzo. Laddove il tempo sarà migliore e non pioverà, come in Pianura Padana, il rischio di gelate tardive notturne resterà elevato a causa del cielo sereno.

Verso aprile: l'incognita Pasqua

Per dare uno sguardo ancora più avanti, quindi andando oltre la linea di tendenza, dobbiamo appoggiarci nuovamente a segnali di tipo non deterministico, ma statistico e probabilistico. Pur con la consapevolezza che questo sia un esercizio quasi fine a se stesso, perché poco attendibile e ben lontano dal voler essere una previsione, proviamo a vedere quali segnali arrivino per la prima decade di aprile e in particolare per la festività di Pasqua (5 aprile).

In stratosfera è in corso un disturbo significativo che potrebbe culminare nel cosiddetto "Final Warming", ovvero il riscaldamento finale che sancisce la rottura definitiva del Vortice Polare Stratosferico (che vive di una stagionalità nel semestre freddo).

Quando questo accade in modo piuttosto precoce o turbolento, le ripercussioni sul tempo in troposfera, ovvero negli strati più bassi della atmosfera in cui avvengono i fenomeni atmosferici che ci interessano, possono essere anche importanti, producendo la tendenza alla frammentazione delle figure di alta pressione e del Vortice Polare stesso, con il trasporto di nuclei di aria fredda verso le latitudini più basse.

Un precoce disfacimento del Vortice Polare Stratosferico (con il Final Warming) potrebbe favorire una Pasqua piuttosto instabile e fresca, da trascorrere, come recita il proverbio, "con il tizzone" davanti al caminetto acceso.
Un precoce disfacimento del Vortice Polare Stratosferico (con il Final Warming) potrebbe favorire una Pasqua piuttosto instabile e fresca, da trascorrere, come recita il proverbio, "con il tizzone" davanti al caminetto acceso.

Le proiezioni a lungo termine del sistema CFS (Climate Forecast System) e le mappe di anomalia termica suggeriscono la probabile persistenza di basse pressioni nel Mediterraneo Centrale. La tendenza per l'avvio di aprile mostra delle anomalie termiche negative diffuse su tutta la Penisola e una piovosità superiore alla media del periodo.

Come spesso è accaduto negli ultimi anni, la primavera potrebbe confermarsi anche quest'anno come una stagione capace di grandi fluttuazioni tra i primi tepori e toni decisamente più invernali. Mentre con il cambiamento climatico le altre stagioni, come l'inverno, sembrerebbero aver perso un po' delle proprie caratteristiche distintive, la primavera continuerebbe, piuttosto solitaria, a mantenere ancora intatto il proprio carattere.