Ondata di calore "infinita" sull'Italia: ecco quanto durerà il grande caldo. Gli ultimi aggiornamenti per Ferragosto

L'ondata di caldo più lunga dell'estate 2026 prosegue sull'Italia. Tuttavia, l'anticiclone nord-africano potrebbe iniziare a mostrare i primi segni di cedimento, aprendo la strada a temporali pomeridiani, specie in montagna, e ad un graduale e lieve calo termico nel fine settimana.
Quella che stiamo vivendo è l'ondata di calore finora più persistente dell'estate 2026. Infatti questa quarta ondata (considerando anche quella del fine maggio), è iniziata alla fine del mese di luglio e si sta ancora protraendo.
La circolazione atmosferica sul bacino del Mediterraneo rimane saldamente nelle mani dell'anticiclone subtropicale di matrice nord-africana, che continua a dominare incontrastato su buona parte dell'Europa e, ovviamente, anche sull'Italia. Questa struttura anticiclonica continua a mantenere le temperature ben al di sopra delle medie climatologiche della stagione su gran parte del Paese.
La persistenza del caldo e i suoi effetti
La situazione meteorologica nel breve periodo non mostra ancora i segni di un possibile cedimento strutturale.
A causa del caldo, con un tempo prevalentemente stabile e soleggiato (salvo degli episodi di instabilità pomeridiana soprattutto sulle aree montuose), l'alta pressione sta producendo delle conseguenze anche sullo stato fisiologico dei cittadini italiani.

Infatti, specie nelle aree pianeggianti interne e lungo le coste, l’elevato tasso di umidità contribuisce spesso a mantenere il clima estremamente afoso, rendendo il caldo delle giornate e delle nottate particolarmente opprimente.
Il Ministero della Salute, in linea con quanto riportato dagli ultimi bollettini, ha confermato numerosi stati di allerta con bollini rossi in molte città italiane, segnalando rischi reali per la salute dei soggetti più vulnerabili.
Le condizioni previste da oggi a giovedì 13
Per la giornata di oggi, martedì 11 agosto, lo scenario rimarrà improntato a una sostanziale stabilità al mattino su tutto il Paese, con cielo sereno o poco nuvoloso. Ma nel pomeriggio assisteremo a un generale aumento della nuvolosità, soprattutto a ridosso dei rilievi alpini prealpini e lungo la dorsale appenninica.
Queste nubi daranno seguito a rovesci di pioggia e temporali che potranno risultare anche più diffusi di ieri e, localmente, anche intensi. Fenomeni che interesseranno in particolar modo le Alpi Occidentali, il fondovalle Aostano, il Piemonte Occidentale, l'Appennino Tosco Emiliano e le zone interne di Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo e Campania.

Scenario meteorologico molto simile anche nella giornata di domani, mercoledì 12 agosto, quando le condizioni di instabilità pomeridiana riproporranno un'evoluzione molto simile. Perciò ci sarà ancora un elevato rischio per rovesci o temporali su rilievi alpini e prealpini e su buona parte della dorsale appenninica, con occasionali sconfinamenti anche verso le coste della Campania, della Calabria e del Lazio meridionale. Fenomeni che potrebbero svilupparsi anche su rilievi delle due isole maggiori.
Giovedì 13 agosto: l'instabilità tenderà a concentrarsi soprattutto sulle regioni centro-meridionali dove, nel corso del pomeriggio, rovesci e temporali potrebbero interessare i settori meridionali o centro-meridionali del Lazio, la Campania, la Basilicata e la Calabria, oltre alle zone montuose di Sardegna e Sicilia, con possibili fenomeni localmente anche intensi. Qualche rovescio o breve temporale continuerà ad interessare ancora l'arco alpino, specie i settori piemontesi e valdostani.
Il fine settimana di Ferragosto con un lieve calo termico e domenica instabile
Nonostante questi disturbi, il dominio anticiclonico resterà la nota dominante almeno fino a Ferragosto. L'anticiclone, infatti, inizierà ad indebolirsi soprattutto nella giornata di domenica 16, quando avremo una conseguente intensificazione dell'attività temporalesca pomeridiana, soprattutto lungo l'arco alpino e nelle vicine zone pedemontane.

Anche le temperature inizieranno a diminuire leggermente, seguendo il calo termico già arrivato in quota. Seppur di pochi gradi, questo calo potrebbe rappresentare il primo segno del tanto sperato cambiamento che potrebbe poi seguire all'inizio della prossima settimana.
Ma, vista la grande distanza temporale che ci separa da quella data, vi invitiamo a seguire i prossimi aggiornamenti qui su MeteoRed.