Previsioni piogge a medio termine: ecco come pioverà in Italia tra il 27 aprile e il 3 maggio

Dopo il fine settimana del 25 aprile, dominato da una gradevole stabilità atmosferica di stampo primaverile, i principali modelli matematici indicano il probabile arrivo di un nuovo cambiamento della circolazione atmosferica che potrebbe riportare freddo e instabilità sull'intera Penisola.
Il fine settimana della Festa della Liberazione, ormai prossimo, sarà caratterizzato da un tempo stabile e ampiamente soleggiato, grazie all'alta pressione.
Avremo un clima mite su tutta l'Italia, con temperature anche di qualche grado superiori alle medi, che regaleranno delle giornate tardo-primaverili e, in qualche caso, dal sapore addirittura quasi estivo.
Tuttavia, dalla prossima settimana, si profila un deciso cambiamento che potrebbe riportare un tempo più instabile e anche un nuovo calo delle temperature.
L'insistente blocco anticiclonico alle alte latitudini
Il cambiamento dovrebbe iniziare a manifestarsi tra martedì 28 e mercoledì 29 aprile, quando l'anticiclone atlantico continuerà a dominare stabilmente con i suoi massimi di pressione tra le Isole Britanniche, il Mar del Nord e la Penisola Scandinava occidentale.

Questo "blocco", oltre ad interrompere il normale flusso delle correnti atlantiche da ovest, favorirà la formazione di un corridoio di aria fredda lungo il suo fianco orientale.
Queste correnti, con moto retrogrado, punteranno con decisione l'Europa Orientale, andando però ad interessare con maggiore o minore intensità, a secondo delle diverse ipotesi, anche quella centrale e quindi anche il Mediterraneo centrale.
GFS e ECMWF: le due diverse visioni sull'intrusività del freddo
Secondo i run di questa mattina, 23 aprile, ci sono diverse visioni che riguardano la traiettoria più probabile che seguirà questa colata fredda. Il modello americano GFS ipotizza un ingresso molto più diretto e incisivo, con l'aria fredda che, dopo aver valicato l'arco alpino, riuscirebbe a penetrare con facilità sull'Italia settentrionale e sul versante Adriatico.
Se questa ipotesi dovesse prevalere, il peggioramento sarebbe netto, con la formazione di un minimo depressionario sui nostri mari capace di richiamare aria fredda e instabile, con un maltempo piuttosto diffuso e consistente, insieme ad un calo termico dal sapore quasi invernale (specie al Nord e sui versanti adriatici) proprio a ridosso del 1° maggio.

Al contrario, il modello europeo ECMWF si mantiene più prudente. Infatti, pur confermando l'indebolimento dell'alta pressione sull'area mediterranea, vedrebbe il nucleo principale di aria fredda scivolare più a est. In questo scenario, l'Italia verrebbe solo parzialmente coinvolta dalla colata e dal conseguente peggioramento.
Ci sarebbero fenomeni di instabilità soprattutto sulle regioni orientali e un calo termico meno drastico e meno diffuso. In sintesi, il peggioramento sarebbe meno strutturato e meno invadente rispetto alla proiezione americana. Questa discrepanza evidenzia l'elevata incertezza modellistica di questa fase di transizione.
Affidabilità della tendenza: alta probabilità per l'inizio settimana
È necessario distinguere nettamente tra ciò che è "deterministicamente" ormai quasi certo e ciò che resta, invece, ancora nel campo delle ipotesi. Per la prima fase di questo cambiamento, ovvero quella che va da lunedì 27 a martedì 28 aprile, abbiamo una elevata probabilità che lo scenario che vede il cedimento dell'alta pressione possa verificarsi effettivamente.
Infatti, ad oggi, le mappe mostrano una generale convergenza dei modelli sulla fine della fase stabile e di bel tempo del prossimo fine settimana. Dunque a partire dal Nord Italia, la stragrande maggioranza degli scenari ci permette di parlare di un evento abbastanza probabile e concreto, dove la dispersione delle ensemble è minima.
Il bivio del 1° Maggio: probabilità media e prime divergenze
Avvicinandoci alla fine del mese, verso mercoledì 29 e giovedì 30 aprile, entrando nella tendenza a medio termine, la situazione inizia a cambiare e la probabilità che lo scenario possa realizzarsi scende ad un livello medio. Infatti l'analisi delle ensemble mostra una forbice molto ampia tra le varie "perturbazioni" modellistiche.

Circa la metà dei membri ensamble di GFS supporta la tesi di un affondo freddo deciso e diretto fin sull'Italia, mentre l'andamento dell'altra metà suggerisce un passaggio più rapido e orientale. Tutto dipenderà dalla posizione esatta dell'asse dell'alta pressione britannica. Una posizione diversa, anche di "pochi chilometri", potrebbe spingere il freddo verso l'Italia o deviarlo direttamente sui Balcani.
Proiezione verso il 3 maggio: incertezza e bassa probabilità
Guardando al periodo successivo, verso il fine settimana del 2 e 3 maggio, il tentativo di delineare una tendenza inizia a perdere un po' significato, scendendo decisamente nel campo delle basse probabilità.
Soprattutto considerando il fatto che quanto si realizzerà realmente nella fase precedente, già dominata da un elevato tasso di incertezza, potrebbe stravolgere l'evoluzione successiva.
La tendenza proposta attualmente suggerisce che l'Italia potrebbe restare ancora scoperta e quindi interessata ancora da correnti instabili settentrionali, ma si tratta di una linea evolutiva molto incerta che necessita di molte, anzi, moltissime conferme.
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