Quando il deserto del Sahara arriva fino a casa nostra: la potente dinamica del vento di Scirocco

Lo Scirocco è uno dei venti più caratteristici dell'area mediterranea. Pur avendo una origine desertica questo vento può apportare precipitazioni molto intense sulle coste del Mediterraneo.

Il vento di Scirocco si origina nell'arido deserto del Sahara, uno dei più grandi deserti della Terra.
Il vento di Scirocco si origina nell'arido deserto del Sahara, uno dei più grandi deserti della Terra.

Lo Scirocco è uno dei venti più caratteristici del Mediterraneo centrale e meridionale. Quando soffia con una certa intensità porta con sé tutte le particolarità del luogo da cui si origina, il deserto del Sahara.

Il cielo si colora di giallo, l’aria diventa umida, le temperature aumentano in modo brusco. Ma paradossalmente, un vento nato nel cuore del deserto più arido del pianeta arriva sulle nostre coste carico di umidità e spesso di pioggia.

L’origine sul Sahara libico e tunisino

Lo Scirocco (in arabo شرقية, sharqiyya, “vento dell’est”) è un vento da sud-est che origina nelle vaste distese desertiche del Sahara, in particolare dal settore fra Libia, Algeria e Tunisia. Qui per gran parte dell’anno domina l’anticiclone semi-permanente subtropicale, legato direttamente alla Cella di Hadley.

Questo vento si genera principalmente quando una saccatura nord-atlantica si approfondisce sul Golfo di Biscaglia o sull’Europa occidentale, spingendo l’anticiclone subtropicale africano verso nord-est.

Il classico cielo coperto dalla polvere desertica sahariana trasportata dal vento di Scirocco che raggiunge il Mediterraneo.
Il classico cielo coperto dalla polvere desertica sahariana trasportata dal vento di Scirocco che raggiunge il Mediterraneo.

Spesso in questi contesti sul Mediterraneo centro-occidentale si isola un ciclone extratropicale, pronto a posizionarsi fra il Golfo del Leone, il Canale di Sardegna o il Tirreno meridionale.

Il gradiente barico, ossia la differenza di pressione, tra l’alta pressione africana e la depressione sul Mediterraneo, attiva un flusso molto intenso da sud-est, dando origine allo Scirocco.

Perché nasce secco e arriva umido?

Nelle prime centinaia di chilometri il vento è estremamente secco. In mezzo al Sahara l’umidità relativa può scendere sotto il 10%. L’aria è poverissima di vapor acqueo perché proviene da una regione dove le precipitazioni sono quasi inesistenti (meno di 50 mm/anno), e i terreni sono molto secchi e arsi dal sole.

Quando però il flusso meridionale attraversa il Mediterraneo, la traiettoria cambia radicalmente. Il vento “raschia” la superficie marina per centinaia di chilometri, assorbendo enormi quantità di umidità per evaporazione.

Studi pubblicati su riviste come Journal of Geophysical Research e Quarterly Journal of the Royal Meteorological Society mostrano che lo Scirocco può aumentare il proprio contenuto di vapore acqueo di 10–15 g/kg in sole 12–18 ore di traversata del mare (fra mar Libico, Ionio e Tirreno).

Questo processo di umidificazione trasforma un vento molto secco di origine desertica, in un vento molto umido, che appena raggiunge le coste italiane presenta umidità relative del 70–90%.

Lo Scirocco è spesso foriero di precipitazioni intense, soprattutto sul versante tirrenico e sulle regioni centrali e zone ioniche. L’aria caldo e umida viene sollevata orograficamente lungo i rilievi appenninici (effetto stau). Qui si formano nubi medio-basse molto estese (Scirocco scuro) che scaricano piogge persistenti, a volte alluvionali (classici esempi sono gli eventi di Genova 2011, Catania 2021, Calabria 2023).

Quando lo Scirocco può divenire tempestoso

Lo Scirocco, specialmente in autunno e in primavera, è un vento che può soffiare molto forte, raggiungendo spesso velocità di burrasca forte o tempesta. Specie sul Tirreno, in Adriatico e sui mari attorno Sardegna e Sicilia.

La letteratura scientifica (Reale & Lionello, 2013; Cavicchia et al., 2014; Flaounas et al., 2021) ha dimostrato che gli episodi di Scirocco più violenti si verificano quando si forma un ciclone extratropicale molto profondo tra la Tunisia e la Sicilia.

In queste configurazioni il gradiente barico può superare i 20–30 hPa in poche centinaia di chilometri, generando raffiche che superano i 100–120 km/h sullo Ionio.

Il vento da sud-est, incanalandosi tra la costa calabra e quella siciliana orientale, subisce un effetto Venturi che lo accelera ulteriormente. Contemporaneamente, il fetch (la distanza percorsa dal vento sul mare) può superare i 600–800 km con direzione costante.

Le onde prodotte dal vento di Scirocco sono fra le più alte che si registrano sull'area del Mediterraneo, specie quando soffia sullo Ionio, dove troviamo un fetch di oltre 800 km.
Le onde prodotte dal vento di Scirocco sono fra le più alte che si registrano sull'area del Mediterraneo, specie quando soffia sullo Ionio, dove troviamo un fetch di oltre 800 km.

Condizione ideale per la generazione di onde giganti. Non è raro registrare onde significative superiori a 7–9 metri sullo Ionio meridionale (dati boe ISPRA e RON), con periodi lunghi che rendono il moto ondoso particolarmente pericoloso per la navigazione.

Quando lo Scirocco diventa un vento rovente

Uno degli aspetti più spettacolari dello Scirocco è il rialzo termico eccezionale che si verifica sul versante settentrionale della Sicilia. Temperature di +40°C +44°C non sono rare durante le ondate di calore africane.

L’aria già calda (+25°C a 850 hPa) viene ulteriormente riscaldata per compressione adiabatica mentre, dopo aver attraversato la Sicilia, scende dai rilievi presenti fra il Palermitano e il Messinese (Madonie, Nebrodi, Peloritani).

Scendendo dai 1000–1500 metri dei Nebrodi o delle Madonie, l’aria si scalda di +10°C, raggiungendo le sottostanti aree costiere come un vento molto caldo e secco, che fa schizzare i termometri anche oltre i +40°C.

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