Guerra al coronavirus, meteorologia determinante ancora una volta?

I ricercatori sono alla ricerca di trattamenti, vaccini e anche le situazioni nelle quali il nuovo coronavirus si estende meno facilmente. Ci sono indicazioni che fanno pensare a un ruolo importante della meteorologia. Ancora una volta, come accaduto già con altre battaglie...

Coronavirus
Nell'attuale 'guerra mondiale' al COVID-19 la meteorología potrebbe essere determinante.

Nelle ultime settimane, diversi leader mondiali fra cui Emmanuel Macron e Donald Trump hanno equiparato la pandemia di coronavirus COVID-19 ad una guerra. Non è del tutto sbagliata la metafora, se pensiamo che stiamo lottando contro un'avversità, in questo caso contro la nostra salute. Anche la meteorologia viene tirata in ballo , come del resto è sempre avvenuto in guerra.

Il fatto che una battaglia sia collegata alla meteorologia non è nuovo: le informazioni su pioggia e temperature sono sempre state strategiche prima delle battaglie. Nel 1588 il monarca spagnolo Felipe II si avventurò ad invadere l'Inghilterra per rovesciare la regina Elisabetta I, principalmente per interesse geopolitico. Su richiesta della corona, le navi iniziarono a lasciare i porti spagnoli a formare una grande flotta.

Sulla strada per le isole britanniche, le navi spagnole vennero colpite da una tempesta straordinaria che creò pesanti perdite distruggendo parte della "Armada Invencible", la flotta considerata invincibile. La campagna si concluse con una pesante sconfitta, e secondo la versione ufficiale la sconfitta venne fu causata dal tempo tempestoso.

Secoli dopo, eventi meteorologici imprevisti rovinarono anche le campagne di Napoleone Bonaparte o di Adolf Hitler, in entrambi i casi per l'arrivo del "Generale Inverno", il freddo della steppa russa. Anche per questo il mondo militare ha sviluppato al massimo la disciplina meteorologica. Proprio la meteorologia potrebbe essere decisiva nell'affrontare il coronavirus, sebbene gli studi siano solo preliminari.

mapa coronavirus
La mortalità maggiore per coronavirus viene osservata nelle aree con fattori meteorologici omogenei -zona bianca, temperatura media fra 5 e 11 ºC)-.

Il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) si è messo al lavoro nell'eventualità in cui l'espansione del COVID-19 fosse legata al meteo. Sugli effetti del coronavirus sulle previsioni meteo, abbiamo già parlato qui : ECMWF ha avvertito che le sue previsioni stavano perdendo affidabilità a causa delle restrizioni del traffico aereo tra Europa e Stati Uniti.

Il modello di previsione che sviluppano (HRES-IFS) lavora sui dati forniti dalle stazioni meteorologiche sulla terraferma, dai satelliti o dal 13% dagli aeroplani, tra le altre fonti. Questi ultimi hanno drasticamente ridotto la loro attività, almeno del 65% nel continente europeo. Pertanto, lo scenario da cui iniziano le mappe è incompleto. Al contrario, l'ECMWF non può combattere, ma può aprire altri fronti, sfruttando al massimo il tempo e un punto debole prevedibile della COVID-19, la stagionalità.

Il "tallone d'Achille" del coronavirus potrebbero essere le condizioni di temperatura e umidità, motivo per cui il servizio Copernicus Climate Change, collegato all'ECMWF, si è dedicato alla mappatura della mortalità in base a fattori ambientali. A marzo, i paesi più colpiti dal coronavirus si trovavano in una fascia stretta con condizioni meteorologiche abbastanza omogenee: Cina centrale, Italia, Spagna e Stati Uniti. Come risultato del caso o no, Copernicus ha esposto pubblicamente questa circostanza in modo che i leader definiscano una strategia. Se questa relazione fosse confermata l'Europa meridionale potrebbe abbandonare la zona più a rischio per l'espansione del virus a partire da giugno.