Tesla Roadster, i fisici spiegano come funziona l’auto volante di Elon Musk

Elon Musk ha presentato una Tesla dotata di propulsori in grado di eseguire manovre aeree. Il veicolo utilizza serbatoi di gas ad alta pressione per generare spinta, consentendo brevi evoluzioni in aria, sebbene non possa ancora essere considerato una vera e propria auto volante.

Elon Musk ha svelato il prototipo della Tesla Roadster, dotato di tecnologie di propulsione legate a SpaceX, nel corso di un evento in Texas. Crediti: Tesla
Elon Musk ha svelato il prototipo della Tesla Roadster, dotato di tecnologie di propulsione legate a SpaceX, nel corso di un evento in Texas. Crediti: Tesla

Elon Musk ha presentato una nuova versione della Tesla Roadster durante un evento trasmesso in diretta il 15 ottobre 2026, tenutosi presso il centro di test dei razzi di SpaceX. La dimostrazione ha segnato la presentazione pubblica di un prototipo che integra tecnologie di propulsione sviluppate con SpaceX.

Durante la dimostrazione, il veicolo è salito lungo una rampa curva fino a ritrovarsi capovolto, sostenuto da un sistema di aspirazione nella parte inferiore. Successivamente, si è staccato dalla struttura, ha compiuto una rotazione in aria ed è atterrato sulle ruote utilizzando dei propulsori.

La fisica spiega come siano possibili queste manovre. Il principio si basa sull’equilibrio tra i propulsori, che generano spinta espellendo gas in una direzione, e un sistema di aspirazione che contribuisce a mantenere l’auto sulla rampa. Per capire come funziona, lo spiegano la dottoressa Roberta Duarte e il professor César Lenzi dell’ITA.

L’auto volante

Il veicolo, sviluppato con tecnologie associate alla società aerospaziale SpaceX, ha attirato l’attenzione dopo la presentazione di Elon Musk. Nelle immagini, la Roadster sale lungo una rampa curva fino a ritrovarsi capovolta, rimanendo agganciata alla struttura prima di staccarsi e compiere una rotazione di 180 gradi.

La sequenza di manovre, che comprende spostamenti in aria, rotazioni e guida capovolta, ha reso la Roadster uno degli argomenti più discussi della settimana.

Successivamente, il veicolo attiva i propulsori e torna a terra sulle quattro ruote. In un’altra dimostrazione, salta sopra una fila di veicoli Tesla, eseguendo una rotazione durante il passaggio in aria, in una sequenza diventata uno dei momenti più condivisi dell’evento.

Come lo spiega la fisica?

Il sistema di propulsione del veicolo utilizza getti di gas per generare spinta, producendo una forza di reazione nella direzione opposta a quella di espulsione del fluido, secondo la terza legge di Newton, spiega la fisica Roberta Duarte. Quando la spinta supera temporaneamente il peso dell’auto, il veicolo può guadagnare quota.

Il veicolo esegue brevi manovre aeree grazie a propulsori che generano spinta. Un sistema di aspirazione crea una differenza di pressione che lo mantiene aderente alla rampa, anche quando è capovolto. Credito: Tesla
Il veicolo esegue brevi manovre aeree grazie a propulsori che generano spinta. Un sistema di aspirazione crea una differenza di pressione che lo mantiene aderente alla rampa, anche quando è capovolto. Credito: Tesla

Duarte spiega anche che il sistema di aspirazione consente di mantenere l’auto aderente alla rampa anche quando è capovolta. Questo riduce la pressione nella zona tra il veicolo e la superficie, creando un gradiente di pressione. Il gradiente genera una forza che spinge l’auto contro la rampa.

Il sistema di propulsione del veicolo utilizza getti di gas per generare spinta, producendo una forza di reazione nella direzione opposta a quella di espulsione del fluido, secondo la terza legge di Newton, spiega la fisica Roberta Duarte. Quando la spinta supera temporaneamente il peso dell’auto, il veicolo può guadagnare quota.

Che cos’è la spinta?

La spinta è la forza risultante dall’espulsione di un fluido, come un getto di gas, che spinge il veicolo nella direzione opposta. Se la componente verticale della spinta supera il peso del veicolo, quest’ultimo può salire, spiega il professor César Lenzi. Applicando forze in direzioni diverse, è possibile anche generare momenti torcenti e controllare la rotazione del veicolo.

Il gradiente di pressione, a sua volta, corrisponde alla variazione della pressione ed è associato alla forza che agisce su un fluido o su una superficie. La pressione nella zona tra l’auto e la rampa viene ridotta rispetto alla pressione atmosferica esterna. Questa differenza di pressione genera una forza risultante che mantiene l’auto aderente alla rampa, spiega il fisico.

Siamo già arrivati alle auto volanti?

La tecnologia presentata è legata allo sviluppo dei sistemi di propulsione di SpaceX, adattati per dimostrarne le applicazioni su un veicolo terrestre. L’uso di propulsori e di sistemi di controllo delle forze permette di esplorare concetti rilevanti per i veicoli aerospaziali.

Nonostante le manovre aeree, il veicolo non rappresenta ancora un’auto volante nel senso convenzionale del termine. In questo caso, si è trattato di brevi voli in un ambiente controllato, non di una dimostrazione di volo sostenuto come quello di un velivolo convenzionale.