Shinrin-yoku, il "bagno nella foresta" che abbassa stress e cortisolo: cosa dice la scienza

Un’usanza giapponese sempre più diffusa anche in Italia. Il forest bathing migliora il benessere del corpo e della mente, ma non mancano gli scettici. Ecco cosa c’è di vero nella pratica del bagno di foresta

I bagni di foresta apportano benefici reali al corpo e alla mente
I bagni di foresta apportano benefici reali al corpo e alla mente

Shinrin-yoku è un termine della lingua giapponese che indica un’immersione nel verde. Il bagno nella foresta, come si chiama in Italia, in Giappone è una pratica riconosciuta anche dal governo, sin dall’inizio degli anni '80, perché apporta benefici al corpo e alla mente.

Un po' trekking e un po' aromaterapia, il forest bathing consiste nel passeggiare tra alberi e vegetazione, respirando l’aria pulita dei boschi.

È in realtà una pratica molto antica, presente in diverse culture.

Dei benefici di una camminata tra gli alberi parlava già Plinio il Vecchio, gli aromi delle piante si usavano a scopi curativi nel Medioevo, e più tardi, nel XIX secolo, in Giappone, in Corea, ma anche in occidente, ha iniziato a diffondersi la pratica di camminare nei boschi per migliorare il benessere, molto simile a quella moderna.

Una moda che fa bene

Sicuramente quella dei bagni di foresta è anche una moda, ma questo non vuol dire che non se ne possano ricavare benefici reali, tant’è che in Giappone il forest bathing è stato inserito nei piani per la salute pubblica.

Esistono diverse ricerche, sebbene parziali, che lo dimostrano.

Gli studi degli ultimi due decenni hanno provato che passare del tempo a contatto con la natura, respirando profondamente, ha effetti benefici tangibili. La concentrazione di cortisolo diminuisce, così come la pressione sanguigna.

Camminare tra gli alberi aiuta anche a lenire le infiammazioni, incluse quelle che possono degenerare in malattie cardiache o tumori.

I maggiori benefici del forest bathing si devono comunque ai fitoncidi, e cioè i composti organici volatili che gli alberi rilasciano e che servono come difesa da batteri e parassiti.

Negli esseri umani, una volta inalati, i fitoncidi attivano il sistema immunitario.

I benefici per il cervello e per l'umore

Per quanto riguarda gli effetti positivi sul cervello e sull’umore, è dimostrato che camminare immersi nel verde abbassa lo stress e riduce la depressione.

Non è una sorta di effetto placebo, almeno non solo.

Oltre agli ovvi benefici del relax, conta anche la elevata quantità di stimoli che il cervello è spinto ad elaborare in un bosco.

Toccare la corteccia degli alberi o le foglie è una stimolazione tattile che arricchisce l'esperienza del forest bathing
Toccare la corteccia degli alberi o le foglie è una stimolazione tattile che arricchisce l'esperienza del forest bathing

Sollecitazioni olfattive, visive e acustiche che si che si sovrappongono o si succedono rapidamente favoriscono la rigenerazione delle risorse cognitive a beneficio della memoria e della concentrazione.

Stimolare l’attenzione senza stress, inoltre, aiuta a tenere a bada i pensieri ricorrenti ed intrusivi, a vantaggio dell’umore.

Per questo motivo passeggiare in un parco cittadino, per quanto sia un’attività rilassante e benefica, non garantisce gli stessi risultati di una camminata nella foresta.

Come fare i bagni di foresta

Non esiste una vera e propria ricetta per il perfetto bagno di foresta, ma alcune indicazioni arrivano dai programmi consigliati in Giappone.

L’ideale sarebbe un tempo di permanenza di due ore, o comunque non inferiore ai sessanta minuti per ottenere benefici sul cortisolo, sul battito cardiaco, sulla pressione e sugli stati di ansia.

Due sessioni a settimana sono sicuramente sufficienti per avere dei risultati. Anche una sola sessione a settimana può bastare, ma in ogni caso la costanza è importante.

Per un'esperienza più ricca si possono inserire anche esercizi di respirazione e osservazione consapevole.

La velocità della camminata ideale è bassa, sui due chilometri all’ora o anche meno. Questo rende i bagni nella foresta un’attività perfetta anche per gli anziani.

Ogni stagione ha i suoi benefici, ma per esporsi al massimo ai fitoncidi, il momento migliore è quello in cui le piante sono più attive metabolicamente. In Italia questo avviene tra aprile e giugno.

Le conifere sarebbero gli alberi da preferire, ma in realtà non è tanto importante la specie bensì la quantità.

La full immersion nel verde deve essere totale!