Dopo settimane di riscaldamento accelerato, le anomalie nella regione monitorata di El Niño si sono stabilizzate a 1,8 °C. Ma questo significa che il "Super El Niño" si è indebolito?
Meteorologa laureata presso la Universidad Federal de Pelotas (UFPel), ha conseguito un master e un dottorato presso il Dipartimento di Scienze dell'Atmosfera dell'Istituto di Astronomia, Geofisica e Scienze dell'Atmosfera dell'Università di San Paolo (IAG-USP), dove ha sta attualmente conducendo una ricerca post-dottorato focalizzata sui cambiamenti climatici e sulle strategie di adattamento delle città.
Con 16 anni di esperienza in meteorologia e una profonda passione per l'atmosfera e la sua grandezza, ha un approccio interdisciplinare. Durante i suoi studi universitari, si è specializzata nelle tempeste in Amazzonia. Successivamente, ha contribuito al miglioramento della zonizzazione del rischio climatico agricolo in Brasile durante la sua permanenza presso Embrapa. Dal 2021 si dedica allo studio degli impatti dei cambiamenti climatici nelle aree urbane, sostenendo soluzioni adattive per i centri urbani e promuovendo la divulgazione scientifica come strumento cruciale contro la disinformazione.
Da sempre interessata alla comunicazione, oggi unisce la passione per la scienza e la scrittura entrando a far parte del team di redattori di MeteoRed, collaborando al sito tempo.com.
Dopo settimane di riscaldamento accelerato, le anomalie nella regione monitorata di El Niño si sono stabilizzate a 1,8 °C. Ma questo significa che il "Super El Niño" si è indebolito?
Il pennacchio del modello climatico El Niño aggiornato, pubblicato mercoledì pomeriggio (19), rafforza le aspettative di uno degli eventi più intensi della storia, con anomalie che si avvicinano ai 3,5°C durante il picco dell'evento.
Il Pacifico continua a riscaldarsi a un ritmo accelerato e il Super El Niño sta per raggiungere un'intensità molto elevata. La bolla di acqua calda sotto la superficie è così intensa che la NOAA ha dovuto ingrandire la scala di un grafico classico.
Con ogni nuovo aggiornamento, i principali centri internazionali di previsione climatica rafforzano lo scenario di un Super El Niño storico. La coerenza tra i modelli, il rafforzamento del riscaldamento previsto e le condizioni da record già osservate nell'Oceano Pacifico aumentano la convinzione che l'evento del 2026/2027 potrebbe essere il più intenso da quando sono iniziate le rilevazioni.
I modelli IRI aggiornati rafforzano l'ipotesi di un El Niño molto intenso nei prossimi mesi. Le previsioni indicano anomalie superiori a 2,5 °C, suggerendo un evento storico.
Il cambiamento di status della NOAA non rappresenta un'improvvisa variazione delle condizioni nel Pacifico, bensì la formalizzazione di un processo che si è sviluppato negli ultimi mesi.
Alcuni modelli, tra cui quello dell'ECMWF, indicano la possibilità di un evento "SuperNiño" entro la fine dell'anno, ma è importante tenere a mente alcuni fattori. Scoprite cosa sappiamo già e cosa resta ancora incerto.
Il Global Risks Report 2026 indica che la crisi climatica passerà dal quarto al primo posto tra il 2028 e il 2036. Il rapporto analizza i maggiori pericoli e vulnerabilità che il mondo deve affrontare.
La NOAA ha ufficialmente dichiarato le condizioni de La Niña questo giovedì 9. Meteored avverte che �� necessario prestare attenzione nel segnalare queste informazioni.
La temperatura media globale di giugno 2025 era di 1,3 °C superiore alla media preindustriale, quindi al di sotto della soglia stabilita dall'Accordo di Parigi. Tuttavia, questo raffreddamento è ben lungi dall'essere sufficiente a frenare la crisi climatica.
ECMWF ha annunciato l'entrata in funzione di AIFS, un modello di previsione meteorologica basato sull'intelligenza artificiale che supera i metodi tradizionali in termini di accuratezza ed efficienza, segnando una rivoluzione nella meteorologia.
L'Osservatorio Copernicus, il programma europeo sui cambiamenti climatici, ha annunciato che il 2024 è stato l'anno più caldo mai registrato e il primo a superare la barriera degli 1,5 °C: qui analizziamo i dati più preoccupanti.