Potrebbe formarsi un "Super El Niño" prima di ottobre? Ecco cosa dice l'ultima previsione del modello più affidabile
Alcuni modelli, tra cui quello dell'ECMWF, indicano la possibilità di un evento "SuperNiño" entro la fine dell'anno, ma è importante tenere a mente alcuni fattori. Scoprite cosa sappiamo già e cosa resta ancora incerto.

L’ultimo bollettino della NOAA, pubblicato il 6 aprile, ha confermato un segnale importante: l’oceano Pacifico equatoriale centrale continua a riscaldarsi gradualmente. La regione di monitoraggio del fenomeno El Niño-Oscillazione Meridionale ha raggiunto livelli di neutralità e una bolla di acqua calda negli strati subsuperficiali continua a propagarsi verso la superficie, indicando un oceano sempre più favorevole allo sviluppo del fenomeno di El Niño.
Allo stesso tempo, è sempre più frequente vedere sui portali di informazione l’idea che un “super Niño”, forse il più intenso del secolo, sia sul punto di formarsi. Infatti, alcuni modelli indicano un riscaldamento piuttosto elevato, incluso il modello ECMWF, di cui si fida Meteored.
Ma questo scenario si confermerà davvero? Per rispondere a questa domanda, è fondamentale andare oltre i titoli e analizzare con attenzione sia le condizioni attuali del Pacifico sia l’insieme più recente delle previsioni climatiche. Vediamo i dettagli.
Il Pacifico continua a riscaldarsi e ha già raggiunto la soglia di neutralità
Le condizioni attuali del Pacifico equatoriale mostrano una tendenza costante al riscaldamento. La temperatura superficiale del mare (TSM) nella regione Niño 3.4, dove si monitora il fenomeno, è passata da -0,6 °C il 18 marzo a -0,2 °C il 1° aprile, raggiungendo la soglia di neutralità (tra -0,5 e +0,5). La regione Niño 1+2, vicino alla costa del Perù, ha raggiunto la soglia di El Niño costiero l’11 febbraio e si è mantenuta su questi valori fino ad oggi.

Un altro segnale molto importante proviene dalle acque subsuperficiali, a circa 300 metri di profondità. La presenza di un’ampia bolla di acqua calda con anomalie comprese tra +0,5 °C e +6 °C, che nelle ultime settimane è risalita verso la superficie, è un chiaro indizio che il fenomeno si sta avvicinando sempre di più.
Questa situazione si riflette anche nelle previsioni probabilistiche. Confrontando gli ultimi aggiornamenti, si osserva un aumento costante della probabilità di sviluppo di El Niño.

All’inizio di marzo, le previsioni indicavano una probabilità di circa il 45% che El Niño si sviluppasse nel trimestre maggio-giugno-luglio, mentre secondo i dati di metà mese questa probabilità supera già il 70% per lo stesso periodo. Questa evoluzione rafforza non solo la tendenza al riscaldamento, ma anche la crescente fiducia dei modelli nel cambio di fase.
Il modello più performante prevede un “super Niño”
È stata definita una classificazione dell’intensità dei fenomeni di El Niño basata sulle anomalie della temperatura media superficiale del mare (TSM) nella regione Niño 3.4: valori fino a +0,5 °C indicano fenomeni deboli, fino a +1 °C moderati, fino a +1,5 °C forti e superiori a +2 °C molto forti.

L’ultimo aggiornamento del modello ECMWF, avviato ad aprile, attira l’attenzione proprio perché indica un riscaldamento piuttosto significativo.
La maggior parte dei membri del modello prevede anomalie superiori a +2 °C nel corso della seconda metà dell’anno, e alcuni scenari raggiungono, o addirittura superano, i +3 °C verso ottobre. Una previsione di questo tipo, se confermata, collocherebbe il fenomeno nella categoria di “super Niño”, paragonabile agli episodi più intensi mai registrati.
Cosa indicano nel complesso i modelli climatici?
Negli ultimi giorni è diventato comune vedere portali di notizie diffondere l’idea che un “super Niño”, forse il più intenso del secolo, sia imminente. Questo tipo di narrazione, oltre a basarsi su interpretazioni superficiali, tende a generare allarmismo e preoccupazione tra la popolazione.
La previsione più recente del sistema di modelli dell’IRI, avviata a inizio marzo, offre un quadro più equilibrato. Nella figura, la linea rosa rappresenta la media dei modelli dinamici, mentre quella verde indica la media dei modelli statistici.

Secondo la media dei modelli dinamici, si prevede che la soglia di El Niño venga raggiunta tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno. L’intensità massima del fenomeno è attesa in primavera, con anomalie vicine a +1,5 °C, che lo classificherebbero come un evento da forte a molto forte, pur restando lontano dai valori estremi suggeriti da alcuni singoli scenari.
I dati più recenti indicano che è sempre più probabile lo sviluppo di un El Niño intenso, ma non esiste ancora una base solida per affermare con certezza che si verificherà un evento storico. La situazione resta in evoluzione e dovrà essere monitorata nelle prossime aggiornamenti, in particolare nella nuova emissione prevista a metà aprile, che incorporerà le osservazioni più recenti.
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