La cometa C/2023 A3 sta ricomparendo da dietro il Sole! È sopravvissuta al passaggio al perielio e proprio in questi giorni sarà possibile ammirarla anche dall’Italia.
La cometa C/2023 A3 sta ricomparendo da dietro il Sole! È sopravvissuta al passaggio al perielio e proprio in questi giorni sarà possibile ammirarla anche dall’Italia.
Non solo gli Stati Uniti ma tutto il mondo sta vivendo ore di apprensione in attesa dell’arrivo dell’uragano Milton sulla costa della Florida viene quindi da chiedersi quali siano stati gli uragani di categoria 5 più forti della storia.
Osservando la superficie del pianeta rosso appare evidente che un tempo su Marte scorrevano fiumi. Questi però per esistere avevano bisogno di un’atmosfera che adesso è sparita. Dov’è finita?
A grandi passi una nuova perturbazione si sta approfondendo sull’Italia portando forte maltempo soprattutto al centro-nord. Successivamente il tempo sarà in miglioramento anche se rimarrà della leggera instabilità.
Nelle prossime ore una rapida perturbazione attraverserà le regioni centro-settentrionali portando condizioni di forte maltempo, tanto che la protezione civile ha diramato numerose allerte per le condizioni meteorologiche avverse.
Siamo tutti in attesa del passaggio della cometa C/2023 A3 Tsuchinshan-ATLAS, rinominata da molti come “la cometa del secolo”. Per poter godere appieno di questo spettacolo dovremo però avere alcune accortezze.
Al momento non sono previsti asteroidi pericolosi per il nostro pianeta ma in futuro non è da escludere la possibilità che un corpo minore punti dritto verso di noi. Che potremo fare a quel punto?
Grazie alle osservazioni effettuate dal telescopio Hubble, nel corso degli ultimi 15 anni circa numerosi buchi neri hanno subito importanti modifiche. Un team di ricercatori ha trovato la spiegazione.
Tra non molto la Cometa del Secolo, C/2023 A3, raggiungerà il punto di minor distanza dal Sole, se dovesse sopravvivere a questo passaggio ravvicinato potrebbe raggiungere una luminosità addirittura simile a quella di Venere.
Mentre sulle regioni centro-settentrionali sono attese ancora condizioni di generale instabilità atmosferica, assisteremo ad un richiamo di aria calda dai quadranti meridionali, in special modo nel fine settimana.
Un gruppo di ricerca internazionale ha scoperto una coppia di enormi getti di gas e particelle emessi da un buco nero. È la più grande mai osservata e si estende per ben 23 milioni di anni luce.
Secondo un recente studio quasi 500 milioni di anni fa anche il nostro pianeta potrebbe aver avuto un sistema di anelli simile a quello che oggi osserviamo attorno a Saturno.
Nel corso della giornata di ieri il livello di allerta nel nostro pianeta è aumentato a causa del rinforzo della tempesta geomagnetica arrivata fino al livello G4, causando problemi ai dispositivi tecnologici e anche incredibili aurore.
La sonda Juno della NASA ha immortalato un nuovo gigantesco vulcano su Io, il terzo satellite naturale di Giove in ordine di diametro. Confrontando le precedenti immagini del satellite il vulcano sembra essere comparso dal nulla.
Siamo giunti ormai agli ultimi giorni dell’estate astronomica ma il tempo è tutt’altro che estivo. Sull’Italia si sta riportando la stessa perturbazione che ci ha interessato la settimana scorsa. Vediamo insieme quali conseguenze porterà.
In poco più di 48 ore ben 5 asteroidi sfrecceranno vicino al nostro pianeta, il più grande dei quali avrà le dimensioni di uno stadio ma non sarà comunque un pericolo per il nostro pianeta.
Il Sole ha ormai raggiunto il massimo della sua attività. La sua superficie è un ribollire di flussi di plasma che in alcune occasioni, come quella che ci interesserà a breve, possono anche raggiungere il nostro pianeta.
Nel corso degli ultimi anni sempre più aziende private hanno iniziato ad investire sulle missioni spaziali, ritagliandosi un ruolo sempre più importante in questo ambito, tanto che pochi giorni fa è avvenuta una passeggiata spaziale proprio durante una missione privata.
Un gruppo di astronomi, grazie al telescopio ALMA, è riuscito ad ottenere il video più dettagliato finora del gas che ribolle sulla superficie di una stella che non sia il Sole.
Proprio questa settimana è stato presentato l’ “Atlante delle Nuvole” di Marte, un database disponibile al pubblico con le immagini di nuvole e tempeste raccolte in 20 anni di osservazioni.