Catastrofica esplosione del razzo di Blue Origin (Bezos): il futuro di Artemis è sempre più nelle mani di SpaceX (Musk)
Lo scorso 28 maggio, sulla rampa di lancio di Cape Canaveral di Blue Origin, durante un test dei motori, è avvenuta una catastrofica esplosione del vettore New Glenn, il più potente della compagnia di Jeff Bezos (Mr Amazon). Il disastro ha danneggiato gravemente l'unica infrastruttura di lancio della compagnia e messo in crisi i piani lunari della NASA.

L'incidente è avvenuto intorno alle ore 21:00 locali di giovedì 28 maggio, mentre i tecnici stavano eseguendo un test statico di accensione (hotfire test) del primo stadio del razzo New Glenn, con i suoi sette motori BE-4 a metano e ossigeno liquido. Questa procedura, di routine prima del volo, è necessaria per verificare la corretta pressurizzazione e accensione dei sistemi, mentre il razzo viene mantenuto saldamente ancorato a terra.
Pochi istanti dopo l'avvio, un'anomalia alla base ha innescato un importante incendio. Il primo stadio (la parte inferiore del vettore) è collassato su se stesso, portandosi dietro il secondo stadio e provocando una gigantesca esplosione visibile a molti chilometri di distanza.
In tutto questo il personale è fortunatamente rimasto illeso. Tuttavia, l’impatto sulle infrastrutture è stato violentissimo e catastrofico. Le immagini satellitari mostrano la completa distruzione della torre di integrazione (erector-gantry), con gravi danni alla trincea di scarico della rampa LC-36 e il crollo di una torre parafulmini.
Gli accordi commerciali e il ruolo chiave di Blue Origin
Per una compagnia spaziale la base di lancio costituisce il bene più prezioso, senza la quale non solo non è possibile lanciare i propri vettori, con il carico annesso, ma non è possibile nemmeno fare molti dei test necessari per il loro sviluppo. Non è un caso che la stessa Blue Origin ne stesse costruendo altre due, ma purtroppo ancora lontane daI possibile utilizzo.
Proprio due giorni prima del disastro, l'agenzia spaziale aveva assegnato a Blue Origin un contratto da 188 milioni di dollari per due missioni senza equipaggio della serie "Moon Base", mirate a portare sulla Luna i primi rover commerciali e il lander Blue Moon Mark 1 già nell'autunno del 2026.
Questo accordo, che prevede opzioni future per ulteriori 280 milioni di dollari, si affianca al monumentale contratto da 3,4 miliardi di dollari ottenuto per il sistema di atterraggio umano (HLS) di Artemis IV.

L'esplosione azzera il calendario dei lanci previsti per l'anno, costringendo i clienti commerciali a rivolgersi alla rivale SpaceX per non perdere le finestre orbitali.
L’impatto sul programma Artemis: il duopolio con SpaceX
All'interno del programma Artemis, sviluppato per riportare l'umanità sulla Luna, la NASA aveva intrapreso una strategia di diversificazione, proprio per non dipendere da un unico fornitore. Per questo motivo aveva stanziato fondi sia per la Starship di SpaceX, destinata al primo allunaggio umano con la missione Artemis IV, sia per il lander Blue Moon di Blue Origin, progettato e realizzato per l'allunaggio, che avrebbe dovuto garantire il sistema a partire dalla missione Artemis V.

L'esplosione del New Glenn interrompe improvvisamente questa strategia e anche
lo sviluppo del programma Artemis.
Se Blue Origin rimarrà a terra a lungo, l'intera architettura delle prossime missioni lunari diventerà completamente dipendente dai progressi di SpaceX.
Soluzioni operative e tempi di recupero
Gli esperti del settore stimano che saranno necessari dai 6 ai 12 mesi per ricostruire la rampa LC-36 e completare l'indagine tecnica ufficiale sui motori che hanno causato incendio ed esplosione, e il tutto dovrà avvenire sotto la supervisione delle autorità federali.
Nel frattempo, la Blue Origin cercherà di accelerare la pianificazione di un secondo sito di lancio a Cape Canaveral, anche se i lavori, che sono ancora indietro, non potranno sopperire all'emergenza immediata.
Il lander di Blue Origin è stato progettato specificamente per integrarsi con l'ogiva (stiva) da sette metri del New Glenn, e un adattamento a un altro sistema richiederebbe modifiche ingegneristiche complesse che allungherebbero ulteriormente i tempi.
La via più probabile scelta della NASA sarà quindi quella di concedere una proroga a Blue Origin, concentrando temporaneamente i fondi e i controlli di sicurezza sull'avanzamento dei test di Elon Musk, riducendo i margini di errore per l'intero programma lunare.
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