A 5 secoli di distanza, Leonardo da Vinci è il protagonista di nuovi importanti progressi nel campo della genetica
Un progetto pionieristico che uisce storia dell’arte e scienza segna una svolta nel campo della genetica storica e della conservazione delle opere, nel nome del genio di Leonardo da Vinci

Artista, inventore, scienziato, Leonardo da Vinci da secoli affascina e incuriosisce per il suo genio che ha saputo anticipare i tempi in tanti modi. L’eredità che ha lasciato al mondo è unica, al punto che adesso è lui stesso ad essere oggetto di un progetto scientifico.
Il progetto è nato a New York, tra il 2015 e il 2016, presso la Rockefeller University di New York, ma conta diverse collaborazioni in Europa, soprattutto quella con l’Università di Firenze.
Una ricerca unica, una sfida vinta
La ricerca ha lo scopo di ricostruire il DNA di Leonardo, ma naturalmente non è mossa da semplice curiosità, anche perché il lavoro è piuttosto complesso. Secondo l’evoluzionista S. Blair Hedges, il progetto rappresenta una delle sfide più ardue nella ricerca sul DNA antico.
I progressi ottenuti con le scoperte più recenti sono ad ogni modo notevoli e quando si riuscirà a ricostruire con maggiore accuratezza il profilo genetico di Leonardo Da Vinci, si potrà indagare a fondo sulle caratteristiche biologiche dell’artista, su eventuali predisposizioni a malattie, sulle cause della sua morte e persino ricreare un’immagine tridimensionale realistica del suo viso. Anche l’eccezionale capacità visiva del maestro toscano è oggetto di ricerca.
Dopo dieci anni di ricerca, nuovi progressi
La ricerca che unisce da dieci anni due campi apparentemente molti lontani, come la storia dell’arte e la genetica, è concentrata ora sul castello di Amboise, in Francia, dove Leonardo ha vissuto e ha lavorato come "primo pittore, ingegnere e architetto del re". È qui che Leonardo è morto nel 1519, ma il luogo di sepoltura è tutt’ora ignoto. Adesso sarà finalmente possibile confermare o smentire le teorie fin qui supportate dagli storici.

Ad Amboise si trova anche un disegno in gesso che rappresenta Gesù Bambino, da cui è stato possibile prelevare un campione di DNA.
I risultati recenti, pubblicati per adesso su un preprint e quindi in attesa di ulteriori conferme, sono basati sul linguaggio E1b1b, un gruppo genetico diffuso in Toscana nel periodo Rinascimentale. Confrontando i campioni di Amboise, con altri campioni appartenuti ai familiari di Leonardo, è stato possibile ricostruire il profilo genetico di ben ventuno generazioni.
Si attende adesso il confronto con alcune cellule epiteliali rinvenute sulle tele di Leonardo, che usava sfumare il colore con le dita.
Un’altra nuova scoperta ottenuta nell’ambito del Leonardo DNA Project è che opere su legno e tela presentano diverse comunità batteriche e lo stesso vale per supporti come pietra, marmo e gesso che ospitano microbi diversi. Anche i ceppi ossidativi sono diversi a seconda del materiale. Queste novità sono utili nel campo della conservazione e del restauro di tutte le opere.
L'impatto del Leonardo DNA Project
Progetto dal fascino indiscutibile, il Leonardo DNA Project sta dando un contributo notevole in diversi settori.
Il suo p iù evidente scopo pratico è avere la possibilità di attribuire con certezza opere dubbie e distinguere le copie dagli originali.
Si potranno inoltre individuare possibili parentele e discendenze indirette attraverso i secoli. Il risultato più importante, però, sarebbe quello di ottenere un metodo replicabile ed applicabile ad altri casi e in altri ambiti.
Nel caso della ricerca archeologica e antropologica, ad esempio, si avrà un metodo più sicuro per l’estrazione del DNA antico in condizioni estreme, si otterrà lo sviluppo di protocolli non invasivi per l’analisi biologica di oggetti anche molto antichi, e una migliore comprensione dei processi di degrado dei materiali con la conseguenza di rendere più efficace e sicure la salvaguardia dei manufatti di ogni epoca.