Final warming: l'evento che potrebbe stravolgere il meteo italiano di marzo

L’aumento delle temperature nella stratosfera artica andrà ad indebolire il vortice polare, che potrebbe di conseguenza coricarsi verso l’Europa nelle prossime settimane.

A partire dalla giornata di domani il vortice polare stratosferico invertirà i venti nell’alta stratosfera. Con ogni probabilità si tratta del cosiddetto final warming, un forte riscaldamento della stratosfera polare che segna la transizione stagionale della stratosfera caratterizzata da una inversione definitiva.

Sebbene il riscaldamento avvenga a decine di chilometri sopra di noi, i suoi effetti possono “scendere” fino alla troposfera, influenzando il tempo meteorologico che sperimentiamo quotidianamente.

I venti orientali in stratosfera persisteranno fino all'autunno, quando il vortice polare inizierà nuovamente a formarsi. Questo evento sancisce quindi la dissipazione del vortice polare stratosferico invernale.

Che cos’è il riscaldamento stratosferico improvviso?

Il riscaldamento stratosferico improvviso è un evento meteorologico che si verifica quando le temperature nella stratosfera, la seconda fascia dell’atmosfera terrestre, aumentano rapidamente di decine di gradi in pochi giorni.

Ad esempio, nell’Artico, dove le temperature stratosferiche invernali possono scendere a -80 °C, uno stratwarming può portare a un aumento fino a +50 °C in meno di una settimana.

Questo riscaldamento è causato dalle onde di Rossby in troposfera (lo strato inferiore dell’atmosfera dove avvengono i fenomeni meteorologici che percepiamo), che si propagano verso l’alto e disturbano il vortice polare stratosferico.

Ecco la situazione attuale in Europa, con un vortice polare indebolito proiettato verso l'Eurasia.
Ecco la situazione attuale in Europa, con un vortice polare indebolito proiettato verso l'Eurasia.

L’aumento delle temperature nella stratosfera artica andrà ad indebolire il vortice polare, che potrebbe di conseguenza coricarsi verso l’Europa. Ma per vedere gli effetti di questo processo bisognerà ancora attendere, almeno entro la fine di marzo o l’inizio di aprile, quando questi cambiamenti potrebbero riflettersi sulla circolazione atmosferica europea.

A proposito di vortice polare

Il vortice polare è un’area di venti forti e freddi che circolano intorno al Polo Nord durante l’inverno. Normalmente, questi venti soffiano da ovest verso est, mantenendo l’aria fredda confinata nelle regioni artiche.

Tuttavia, quando un si verifica un improvviso riscaldamento questi venti possono rallentare, invertirsi o addirittura frammentarsi, portando a una destabilizzazione del vortice.

Come si collega questo fenomeno al tempo atmosferico?

Sebbene il riscaldamento avvenga a decine di chilometri sopra di noi, i suoi effetti possono “scendere” fino alla troposfera, influenzando il tempo meteorologico che sperimentiamo quotidianamente.

Questo processo non è immediato, di solito, ci vogliono alcune settimane (da una a due, a volte fino a un mese) perché le perturbazioni nella stratosfera modifichino la circolazione atmosferica più vicina alla superficie terrestre, in particolare il getto polare.

Il riscaldamento stratosferico improvviso è un evento meteorologico che si verifica quando le temperature nella stratosfera, la seconda fascia dell’atmosfera terrestre, aumentano rapidamente di decine di gradi in pochi giorni.

La corrente a getto è un flusso d’aria veloce che scorre da ovest verso est nell’alta troposfera e separa l’aria fredda polare da quella più calda delle latitudini medie.

Quando il vortice polare si indebolisce, a causa di uno stratwarming, la corrente a getto può diventare più ondulata e instabile, permettendo all’aria fredda artica di scendere verso sud e all’aria calda di risalire verso nord.
Quando il vortice polare si indebolisce, a causa di uno stratwarming, la corrente a getto può diventare più ondulata e instabile, permettendo all’aria fredda artica di scendere verso sud e all’aria calda di risalire verso nord.

Quando il vortice polare si indebolisce, a causa di uno stratwarming, la corrente a getto può diventare più ondulata e instabile, permettendo all’aria fredda artica di scendere verso sud e all’aria calda di risalire verso nord. Questo cambiamento può alterare i modelli climatici in vaste regioni, come l’Europa.

Quali effetti potrebbe avere sull’Europa e sull’Italia?

Gli effetti di un final warming non sono sempre prevedibili con certezza, poiché dipendono da molti fattori, tra cui la forza dell’evento e le condizioni atmosferiche preesistenti in troposfera. Tuttavia, studi passati e osservazioni meteorologiche ci offrono alcuni scenari probabili.

Questo è ciò che è accaduto, ad esempio, nel 2018 con la famosa “Bestia dall’Est” (Beast from the East), quando un forte stratwarming ha causato un’ondata di freddo eccezionale nel Regno Unito e in altre parti del Nord Europa.

Tuttavia oggi è ancora presto per dire con precisione dove e come si manifesteranno gli effetti.

Nei prossimi giorni e settimane, gli aggiornamenti dei modelli matematici ci aiuteranno a capire meglio cosa aspettarci. Ma se la circolazione troposferica è orientata ad un flusso zonale, più mite in Europa, diventa veramente difficile vedere degli scenari freddi sul nostro Paese. Ma al tempo stesso può favorire un fine marzo molto dinamico, con frequenti ondate di maltempo.

Contrasti termici più aspri tra Nord e Sud Europa

Mentre il Nord Europa potrebbe sperimentare freddo intenso, il Sud Europa, inclusa l’Italia, potrebbe trovarsi sul confine tra masse d’aria fredda e calda.

Questo potrebbe tradursi in condizioni climatiche variabili, con l’Italia settentrionale che potrebbe vedere temperature più basse del normale e precipitazioni nevose, soprattutto sulle Alpi, mentre il Sud potrebbe rimanere più mite e piovoso a causa dell’influenza di aria calda proveniente dal Nord Africa.

Una corrente a getto più ondulata può portare a una maggiore instabilità, con tempeste, venti forti e rapidi cambiamenti di temperatura. In Italia, questo potrebbe significare un’alternanza tra giornate fredde e periodi più miti, con un possibile aumento di eventi estremi come temporali, burrasche di vento e mareggiate.