Al Gore a COP 24: a che punto siamo?

Prosegue a ritmi serrati il negoziato per l’applicazione dell’accordo di Parigi. Ecco le ultime novità da Katowice. Nella serata del 12 dicembre 2018 è intervenuto anche il ministro Costa.

Luca Lombroso Luca Lombroso 12 Dic 2018 - 17:22 UTC
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Al Gore alla COP 24 di Katowice. Foto Luca Lombroso

Nevica da alcune ore Katowice, nulla di strano anche per una conferenza sul clima, il freddo è tipico del clima della Polonia. Ben peggiore il gelo che sembra esserci fra le delegazioni dei paesi più ambiziosi nella lotta al climate change, fra cui piccole Isole stato ed Unione Europea, e i paesi arabi produttori di petrolio, coalizzati con Russia e Stati Uniti che ostacolano il recepimento del Rapporto Speciale IPCC 1,5°C.

Altrettanto, procedono a rilento le discussioni su molti altri documenti che riguardano regole tecniche per il conteggio delle emissioni, trasparenza, ambizione e finanza climatica. Si attende nelle prossime ore un nuovo documento, in preparazione da parte del Presidente della COP Michał Kurtyka, segretario di Stato del Ministero dell’Energia della Polonia.

Impegni di emissione: a che punto siamo?

Si chiama GAP report la differenza fra il percorso delle emissioni necessario a contenere il riscaldamento globale entro gli obiettivi di 2 e 1.5 gradi e la situazione reale degli impegni nazionali dei vari stati. I dati presentati in un side event non sono rassicuranti. Occorre rafforzare gli impegni per il 2030 di oltre 15 miliardi di tonnellate di CO2 per contenere il riscaldamento globale entro 2 gradi rispetto all’era preindustriale, e di circa 30 per il più ambizioso obiettivo di 1.5 gradi. In pratica significa triplicare gli sforzi nel primo caso e quintuplicarli nel secondo. I relatori tuttavia hanno fatto presente che gli obiettivi sono comunque raggiungibili, infatti il problema non è tecnologico ma di scelte politiche.

L’accordo di Parigi sul clima non prevede di giudicare gli impegni dei singoli Stati, così se ne è presa cura l’associazione Climate Action Tracker che presentato un rapporto in cui da un giudizio alle politiche di riduzione presentate dai vari paesi del mondo.

Gli unici paesi che hanno impegni in linea con l’obiettivo 1.5 gradi sono Marocco e Gambia, quelli in linea con i 2 gradi sono la Costa Rica, Bhutan, Etiopia, Marocco e Filippine e l’India, unico grande emettitore con impegni sufficienti. Gli stati meno virtuosi, con giudizio ampiamente insufficiente, ovvero che provocherebbe un riscaldamento globale disastroso di oltre 5 gradi, sono Russia, Turchia, Ucraina, Arabia Saudita e gli Stati Uniti. Così come ora, nel complesso, il mondo si sta avviando a scenari di riscaldamento globale di circa 4 gradi, valore che la banca Mondiale definisce incompatibile con la civilizzazione.

E l’Italia?

Gli impegni dell’Italia sono inclusi nel pacchetto di NDC dell’Unione Europea, che sarebbe del 30% di riduzioni di gas serra entro il 2030, impegno giudicato insufficiente da Climate Action Tracker. Tuttavia, qualche buona notizia c’è, prima di COP 24 il Presidente della Repubblica Mattarella ha firmato una dichiarazione congiunta con altri 16 paesi europei per sostenere una maggior ambizione negli impegni per la lotta al cambiamento climatico. Qui a Katowice poi l’Italia ha presentato un pacchetto di aiuti per L’Etiopia, nell’ambito dell’apposito fondo per l’adattamento destinato ai paesi in via di sviluppo.

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L'intervento del ministro Costa al COP24, nella serata del 12 dicembre 2018. Foto Luca Lombroso.

Al Gore

intervento e conferenza show del Premio Nobel per la Pace Al Gore. L’ ex vicepresidente USA ha presentato inquietanti dati su eventi estremi come ondate di calore, nubifragi, incendi, siccità e anche sull’ondata di gelo del febbraio-marzo 2018, mostrando anche la neve a Roma come esempio del complesso meccanismo dell’amplificazione artica. Nel finale Al Gore ha per opposto presentando esempi virtuosi di come stanno crescendo e diffondendosi le energie rinnovabili, affermando che il processo di decarbonizzazione è inarrestabile e concludendo che la volontà politica e’ una risorsa rinnovabile.

Previsioni

sono previste temperature in sensibile diminuzione con giornate di gelo a Katowice, impossibile invece prevedere la conclusione del negoziato, COP24 ufficialmente si dovrebbero concludere venerdì 14 dicembre, ma probabilmente la plenaria conclusiva continuerà oltre, facendo le ore piccole per il Pianeta Terra.

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