Foreste tropicali più silenziose: perché in Sud America scompaiono gli uccelli e qual è il rischio per l'ecosistema
Nelle grandi foreste tropicali del sud America stanno scomparendo gli uccelli, apparentemente senza motivo. Ecco cosa hanno scoperto gli scienziati fino ad ora e qual è lo stato di salute dei grandi polmoni verdi della Terra

Sembra che da circa quindici anni la foresta Amazzonica, insieme ad altre foreste del continente sudamericano si siano fatte molto più silenziose. In Brasile, così come in Ecuador, Panama e Perù, il canto degli uccelli sta diventando più difficile da ascoltare anche in aree non toccate dalla deforestazione.
Secondo gli scienziati, inoltre, anche le specie migratorie si sono fatte più rare, pur non essendo a rischio durante il loro viaggi, quindi la causa della loro sparizione non è da attribuire nemmeno a problemi in altre regioni del mondo.
Scricciolo musicista, manachino dalla corona blu e tucano dalla gola bianca sono solo alcune delle specie un tempo molto comuni nei paradisi della biodiversità del Sud America. Il fatto che la loro presenza sia ridotta, se non proprio nulla, crea un giustificato allarme tra la comunità scientifica, che da anni monitora la salute di quelle foreste.
La "malattia" delle foreste tropicali
La perdita della biodiversità della fauna avicola nelle foreste tropicali non è un problema recente. Già negli anni ‘80 il fenomeno iniziava ad essere evidente.
Il Progetto Dinamiche Biologiche dei Frammenti Forestali del Brasile, a Manaus, ha rilevato che nel corso degli anni non solo c’è stata una sostanziale diminuzione del numero degli uccelli, ma anche che su settantasette diverse specie catturate a scopo di studio, il peso degli esemplari era minore, il ché indica probabilmente un problema di denutrizione.
Più a nord, in Panama, nel Parco Nazionale Soberanía il 70% delle cinquantasette specie presenti si è ridotto; di queste, nove specie sono quasi del tutto scomparse.
Il Perù, invece, costituisce un’anomalia nell’anomalia, con una riduzione complessiva allineata a quella degli altri paesi, mentre in una piccola area lungo il corso del fiume Madre de Dios, sembra che il numero degli uccelli non si sia praticamente ridotto negli ultimi cinquant’anni.
Un fenomeno complesso
La scomparsa o drastica riduzione degli uccelli non sembra essere una conseguenza diretta dell'intervento umano. Il fenomeno infatti si verifica anche nelle aree più remote, dove non vengono utilizzati di pesticidi e non si abbattono gli alberi.
L'ipotesi più probabile, quindi, è che la causa di tutto sia il cambiamento climatico, che non solo sta decimando la popolazione degli uccelli, ma ha come conseguenza una reazione a catena dannosa per tutto l’ecosistema.
In alcune foreste, inoltre, stanno scomparendo tutti gli uccelli e in altre invece solo alcune specie sembrano ridursi, il ché pone ancora nuovi quesiti.
Le specie più colpite dal fenomeno sono quelle che si nutrono di insetti e cacciano al suolo, come il formichiere dal cappuccio rosso e il lanciabosco dalla coda nera, ma sia pure in misura minore, anche le specie non insettivore sono a rischio.
L'esperimento più recente
Nel 2024, in un esperimento della George Mason University con la U.S. National Science Foundation sono stati utilizzati dei tubi lunghi tre chilometri per irrigare un’area della foresta di Manaus, per ricreare il grado di umidità che c’era negli anni ‘80.
Nel primo anno di osservazione, gli uccelli hanno effettivamente mostrato un minore grado di denutrizione. L’anno successivo, le piogge sono state molto più abbondanti, rendendo l’irrigazione artificiale inutile.

In quell’anno è tornato lo scricciolo musicista, ma gli esemplari catturati e analizzati (poi subito rimessi in libertà) mostravano comunque segni di cattiva nutrizione.
L’esperimento non ha ancora fornito dati completi ma dimostra che in ogni caso gli uccelli hanno bisogno di umidità per nutrirsi e di conseguenza per riuscire a riprodursi.
Le cause e le conseguenze della scomparsa degli uccelli
Aumento delle temperature di circa 1°C, lunghi periodi di siccità che causano la riduzione del 7% circa delle precipitazioni, alternati a piogge troppo intense, sarebbero le cause principali del problema.
Nelle foreste del Panama le stagioni secche negli ultimi quindici anni si sono fatte più lunghe e più calde, e questo ostacola la riproduzione degli uccelli. Al contrario, in Ecuador, le piogge eccessive causano una diminuzione della popolazione degli insetti, rendendo difficile per gli uccelli trovare cibo, similmente a quando avviene anche in Costa Rica.
Mentre sono ancora in corso gli studi, quindi, la conclusione più accreditata è che il numero degli uccelli sia in calo per una combinazione di diversi fattori e che il danno si estenda ancora oltre il rischio di estinzione per le singole specie: con una ridotta impollinazione delle piante e la mancata dispersione dei loro semi, le foreste non possono rigenerarsi.
In assenza di uccelli predatori, poi, anche la popolazione di insetti cresce a dismisura alterando ulteriormente l’equilibrio che tiene in vita le foreste.
Fonte:
Warren Cornwall - Fading melodies. Nature (2026)