Il Pacifico batte un record storico: la temperatura del mare supera i 30°C per la prima volta nella regione Niño 3.4
Il 5 ottobre la superficie del Pacifico tropicale ha raggiunto i 30,06 °C, un valore mai registrato prima nella regione Niño 3.4. Il record si registra mentre El Niño continua a rafforzarsi e si avvicina al suo potenziale picco.

La temperatura superficiale del mare è tornata a sorprendere nel Pacifico equatoriale. Lo scorso 5 ottobre, la regione Niño 3.4 ha raggiunto un valore preliminare di 30,06 °C, equivalente a circa 30,057 °C nel dato a maggiore precisione, diventando la prima volta che questa zona supera la soglia dei 30 °C da quando esistono registrazioni comparabili.
Il dato è stato diffuso a partire da informazioni della NOAA OISST elaborate da Climate Reanalyzer e ha rapidamente iniziato a essere evidenziato da meteorologi e specialisti di climatologia. L'entità del dato risulta ancora più sorprendente se confrontata con il precedente record: 29,82 °C, raggiunti il 17 novembre 2015, durante lo storico episodio di El Niño 2015-2016.
Un Pacifico eccezionalmente caldo
La regione Niño 3.4 è una delle principali aree utilizzate per seguire l'evoluzione di El Niño. Si trova nel Pacifico tropicale centrale, tra circa 5°N e 5°S e 170°O-120°O.
El Niño ha polverizzato tutti i record lo scorso 5 ottobre, raggiungendo 30,057 °C. Benvenuti in una nuova realtà. ️ https://t.co/QLUb0cu35n
— Benito Fuentes (@metbeni) 7 ottobre 2026
Il valore registrato il 5 ottobre non stabilisce soltanto un nuovo massimo assoluto. Mostra anche un'anomalia straordinaria per l'inizio di ottobre: la temperatura è stata di circa 3,4 °C superiore alla media di riferimento 1991-2020. Un'altra analisi basata su Climate Reanalyzer calcola un'anomalia di +3,49 °C utilizzando il periodo 1982-2010.
La differenza rispetto alle condizioni abituali è enorme. All'inizio di ottobre, la temperatura media della superficie del mare nella regione Niño 3.4 si aggira intorno ai 26,7 °C. Ciò significa che l'oceano si trova attualmente più di tre gradi al di sopra della norma in una regione di enorme importanza per la circolazione atmosferica tropicale.
Il record arriva prima del picco di El Niño
L'aspetto più sorprendente è che l'episodio non avrebbe ancora raggiunto la sua massima intensità.
I principali centri di previsione climatica prevedono da tempo che El Niño continuerà a rafforzarsi nei prossimi mesi. L'Organizzazione meteorologica mondiale ha segnalato a settembre che esiste una probabilità vicina al 100% che il fenomeno persista fino a febbraio 2027 e che raggiunga un'intensità molto forte verso la fine di quest'anno.

Il quadro emerge anche dai modelli. La previsione stagionale pubblicata dall'OMM prevedeva per settembre-novembre un'anomalia media vicina a +3,6 °C nella regione Niño 3.4, con la traiettoria di intensificazione destinata a raggiungere il massimo tra novembre e dicembre.
Da parte sua, alcune analisi recenti basate sul modello ECMWF prospettano un possibile picco dell'anomalia tra +3,9 e +4,3 °C, anche se si tratta soltanto di una proiezione da seguire con attenzione.
Cosa può significare per il clima mondiale?
Un oceano tropicale così caldo non è semplicemente un record statistico. El Niño modifica la circolazione atmosferica e ridistribuisce grandi quantità di calore e umidità, alterando i regimi delle precipitazioni e delle temperature a migliaia di chilometri di distanza.
L'OMM avverte che un episodio molto forte può aumentare il rischio di piogge intense e alluvioni in alcune regioni, favorendo al tempo stesso siccità e temperature estreme in altre. Tuttavia, l'organizzazione sottolinea anche che questi effetti non sono automatici: la risposta finale dipende dall'interazione con altri schemi atmosferici e oceanici.
Per questo, il nuovo record della regione Niño 3.4 merita attenzione, ma anche contesto. Ciò che è davvero eccezionale non è soltanto aver superato i 30 °C, ma averlo fatto mesi prima del momento in cui i modelli prevedono il massimo sviluppo dell'attuale El Niño. Se il riscaldamento continuerà nelle prossime settimane, il Pacifico potrebbe tornare a mettere alla prova i record stabiliti durante alcuni degli episodi più intensi della storia recente.