L'ultimo viaggio del transatlantico dei record: la SS United States diventerà una barriera corallina

La SS United States sta per iniziare una nuova vita. Dalla superficie dell'oceano ai suoi fondali, una delle più iconiche navi americane continuerà la sua storia in mare trasformandosi nella più grande barriera corallina artificiale al mondo

La SS Unites States, ormeggiata nel porto di Philadelphia - Brian E Kushner - stock.adobe.com
La SS Unites States, ormeggiata nel porto di Philadelphia - Brian E Kushner - stock.adobe.com

Il 3 luglio del 1952 il più famoso, veloce ed elegante transatlantico statunitense, la SS United States, salpava dal porto di New York per il suo viaggio inaugurale verso l’Inghilterra. Nel corso di circa diciassette anni di attività, su questa nave straordinaria hanno viaggiato capi di stato e star mondiali.

I voli intercontinentali hanno poi cambiato il mondo e il modo di viaggiare, segnato la fine di un’epoca e anche quella della nave fiore all'occhiello navigazione civile americana.

Per molti anni la SS United States è rimasta ormeggiata come una sorta di gigantesco cimelio, ma il 12 novembre 2026 entrerà nella storia di nuovo, smettendo per sempre di navigare, senza abbandonare il mare.

La SS United States, una storia eccezionale

Grace Kelly e Ranieri di Monaco, Marilyn Monroe, Liz Taylor e poi Salvador Dalì, Walt Disney, Coco Chanel, John e Jacqueline Kennedy e tantissimi altri. La lista delle celebrità che hanno viaggiato sul transatlantico SS United States è infinita.

Attraverso le due sponde dell’Atlantico, la nave offriva ai passeggeri famosi e non tutto il comfort che potessero desiderare, viaggiando a una velocità inusuale per la sua stazza. Il record, rimasto imbattuto, è quello del primo viaggio di ritorno da Southempton verso New York, che il transatlantico compì in 3 giorni, 10 ore e 40 minuti.

Nonostante il suo illustre passato, nel 1969 la SS United States venne ritirata dal servizio, passando per le mani di diversi proprietari senza mai trovare una destinazione d’uso definitiva. Da albergo a museo galleggiante, le ipotesi sono state tante ma mai nessuna si è trasformata in un progetto concreto a causa dei costi elevati.

Nel 2024, infine, la contea di Okaloosa, in Florida, ha acquistato la nave per trasformarla in una barriera corallina artificiale.

La nuova vita del transatlantico delle star

Dalla superficie dell’oceano ai suoi fondali, il famoso transatlantico rimarrà comunque e per sempre in mare trasformandosi in una grande casa per decine di specie marine.

Il 12 novembre del 2026, a partire dalle dieci del mattino e se le condizioni meteo non sono contrarie, inizieranno le operazioni di affondamento della SS United States.


A sud ovest di Destin-Fort Walton Beach, al largo delle coste della Florida, verranno praticate delle aperture nello scafo in modo da consentire l’entrata graduale e controllata dell’acqua per fare in modo che la nave si inabissi in posizione verticale.

L’idea di affondare intenzionalmente una nave così importante non poteva piacere a tutti ed ha prevedibilmente suscitato qualche polemica. Ad ogni modo la SS United States continuerà a vivere anche in superficie. Alcune delle sue parti più iconiche, come una enorme elica, le ciminiere e l'albero radar verranno conservate in un museo in via di allestimento.

La più grande barriera corallina artificiale al mondo

Per fare della SS United States non solo una enorme barriera corallina artificiale, ma soprattutto un habitat sicuro per le forme di vita sottomarine, le parti dannose per l’ambiente come carburanti, lubrificanti e sostanze contaminanti sono state rimosse.

Le ciminiere e la torre radar del Transatlantico SS Unites States sono tra le parti della nave che verranno espsote in un museo
Le ciminiere e la torre radar del Transatlantico SS Unites States sono tra le parti della nave che verranno espsote in un museo

Oltre alle aperture per l’acqua, sulla struttura della SS United States verranno realizzati anche dei passaggi per consentire agli organismi marini di entrare e uscire a proprio piacimento.

Questo aiuterà a favorire una graduale colonizzazione della nave da parte di alghe, batteri e microorganismi che costruiranno un po’ per volta un habitat accogliente per molluschi, spugne, invertebrati e così via. Per finire, si aggiungeranno organismi più evoluti, pesci e predatori più grandi, fino a che la nave non sarà un ecosistema complesso a cinquantacinque metri di profondità.

Vista la posizione verticale, una estremità della nave si troverà invece a soli diciassette metri di profondità, quindi la nave diventerà anche una nuova meta per il turismo subacqueo, poiché si potrà visitare in immersione.