Le malattie alle origini dei mostri di Halloween, tra Scienza e Mitologia
Molti mostri di Halloween non sono nati dalla fantasia, ma da vere malattie storiche. Dalla genetica dell'ipertricosi per i licantropi, alla porfiria per i vampiri, quando la medicina non sapeva dare risposte, la superstizione trasformava la malattia in un mostro.

Alla festa di Halloween sono associate molte storie e leggende di paura, molte delle quali vedono come protagonisti dei personaggi e delle figure iconiche, che non sono del tutto inventate, ma che traggono origine da vere e proprie patologie mediche.
Nel Medioevo e nei secoli successivi, l'arretratezza della medicina e la totale assenza di conoscenze scientifiche avanzate, spingeva le comunità a spiegare sintomi fisici bizzarri e incomprensibili attraverso la superstizione e la magia nera.
Malattie rare o infezioni sconosciute finivano per trasformare degli sfortunati individui in vere e proprie creature demoniache, alimentando delle leggende che poi si sono fuse, nel corso dei secoli, con le antiche tradizioni celtiche di Samhain e con il culto dei morti, dando vita all'immaginario dei mostri dei nostri giorni.
L'Ipertricosi e la nascita del Licantropo
Tra le figure più terrificanti c'è senza dubbio quella del Lupo Mannaro, che trova una solida spiegazione scientifica nell'ipertricosi. Questa malattia trae origine da una rara mutazione genetica, caratterizzata da un'eccessiva e incontrollata crescita di peli su tutto il corpo, viso compreso.
Si ricorda che Re Giacomo I di Inghilterra scrisse un vero e proprio trattato di demonologia nel quale affrontava il fenomeno della licantropia, sostenendo fermamente che la metamorfosi dell'uomo in bestia avvenisse per un oscuro intervento diabolico, legittimando e scatenando, così, la paura popolare.
La Porfiria, l'aglio e il mito del Vampiro
Anche il mito del Vampiro ha radici profonde che sono senza dubbio riconducibili alla porfiria. Si tratta di un gruppo di malattie metaboliche, realmente esistenti, che alterano la sintesi dell'emoglobina.
Alcune varianti di questa patologia causano una importante o estrema fotosensibilità, tale da provocare ustioni e lesioni cutanee dolorose se ci si espone anche leggermente alla luce del Sole.

Gli individui affetti da tale disturbo, in passato, erano costretti a vivere nell'oscurità delle loro case, evitando il contatto con gli altri e dovendo uscire per procurarsi il cibo di notte.
I malati, inoltre, evitavano accuratamente l'aglio perché i composti di zolfo presenti nel bulbo accentuavano i terribili dolori addominali e peggioravano i sintomi, alimentando la credenza popolare secondo cui l'aglio rappresentasse un'arma infallibile per tenere lontani i vampiri.
La Rabbia, la paura degli specchi e l'idrofobia
La rabbia è una patologia che è stata associata spesso a dei mostri. Si tratta di un'infezione virale, trasmessa dal morso di animali infetti, che attacca il sistema nervoso centrale.

Tra i sintomi ci sono aggressività e spasmi, ma anche la forte idrofobia e le allucinazioni visive. In passato, chi veniva contagiato dalla malattia mostrava un'incontrollabile avversione per l'acqua e persino per i propri riflessi. Per questo crebbe la leggenda secondo cui le creature della notte temessero l'acqua santa e fossero incapaci di specchiarsi.
Dalle tragedie reali alla festa di Halloween
Nel corso dei secoli, il terrore per l'ignoto e per la malattia si è intrecciato indissolubilmente con le feste tradizionali dedicate agli spiriti. Con il progredire della scienza e della medicina, molte di queste malattie hanno trovato delle cure o soluzioni capaci di alleviarne i sintomi. Per molte, come spesso accade, la soluzione principale è stata la prevenzione.
Di conseguenza, figure tragiche legate a reali sofferenze umane si sono evolute, perdendo la loro drammaticità clinica per diventare i mostri che alimentano il folklore.
Tutto questo, ovviamente, è stato reso possibile dal progresso scientifico, che ci permette di guardare con distacco e leggerezza un passato ormai lontano, fatto di fragilità, insicurezza e di paure profonde.