I dolci dei morti in Italia: 7 ricette tipiche del 2 Novembre per ricordare chi non c'è più

Il 2 Novembre è il giorno dedicato al ricordo dei defunti. In Italia ogni regione ha le proprie tradizioni per sottolineare la ricorrenza con dolci tipici. Ecco quali sono i 7 più golosi

La famosa frutta di Martorana, una celebre tradizione siciliana legata al 2 novembre
La famosa frutta di Martorana, una celebre tradizione siciliana legata al 2 novembre

In Italia il 2 novembre è una ricorrenza legata a diverse tradizioni, tra cui i dolci tipici che variano da regione a regione. Le preparazioni sono semplici, a base di mandorle o pastafrolla (con qualche importante eccezione), e con i loro colori e i loro profumi rallegrano anche le piovose giornate d'autunno.

Molti anni fa l'usanza di cucinare per onorare i defunti era anche il pretesto, per i bambini, per andare di casa in casa a chiedere dei dolci in dono, secondo una tradizione antichissima radicata soprattutto nel sud Italia, che è l’antenata del moderno Halloween.

Scopriamo quali sono i 7 dolci più amati d’Italia da assaggiare il 2 novembre.

7. Il Pan dei Morti

Quella dal Pan dei Morti è una tradizione di origine milanese e brianzola. Non si tratta di un pane vero e proprio, ma di un biscotto a forma di losanga, morbido e pastoso. Le profumatissime spezie si uniscono a fichi secchi, mandorle e cacao per creare una delizia nata dalla cucina povera contadina per far sentire le anime dei defunti ben accolte nelle gelide notti autunnali.

I biscotti della tradizione lombarda, detti Pan dei Morti
I biscotti della tradizione lombarda, detti Pan dei Morti

Secondo la tradizione lombarda, infatti, nella notte del 2 novembre, quando le anime potevano tornare sulla terra e visitare le proprie case, bisognava lasciare in tavola un po’ di cibo, un bicchiere di vino e questi squisiti dolcetti.

6. Le Fave dei Morti

Piccole e colorate, le Fave dei Morti sono probabilmente originarie dell’Umbria. Le fave però non fanno parte della preparazione, che è a base di uova, burro e zucchero, ma è possibile che il loro nome faccia riferimento agli antichi romani. Essi credevano che nei baccelli delle fave si fermassero le anime in transito, mentre i frutti venivano offerti alle Parche e a Proserpina, divinità dell’oltretomba.

Oggi le Fave dei Morti sono diffuse in molte regioni con varianti che includono i pinoli, la grappa o l’anice, mentre i colori vengono dagli stessi ingredienti. Al naturale sono come delle normali pastefrolle, l’alchermes le tinge invece di rosso, mentre dal cacao arriva la classica colorazione bruna.

5. Il Pan co’ Santi

Ognissanti e il 2 novembre si celebrano a Siena con un dolce in realtà poco dolce. Il Pan co’ Santi è una pagnotta bassa dalla crosta sottile che si prepara con farina di frumento, strutto, olio, e pepe nero, a cui si aggiungono noci, miele e uvetta a piacimento.

Il Pan co' Santi, la ricetta della festa dei morti tipica di Siena
Il Pan co' Santi, la ricetta della festa dei morti tipica di Siena

Nei negozi della Toscana sembra prevalere la versione più dolce, ma originariamente questo pane si usava anche per accompagnare i secondi a base di carne ed era quindi poco zuccherino. Secondo tradizione, il Pan co’ Santi andrebbe gustato con il vino novello, ma sempre più spesso si preferisce l’abbinamento con il Vin Santo nuovo.

4. I Cavalli dei Morti

Come in molte regioni, anche in Trentino Alto Adige, nella notte del 2 novembre si usava lasciare dei biscotti a forma di ferro di cavallo accanto ai caminetti, come offerta per i defunti.

La preparazione è molto semplice, è quella di una normale pastafrolla, talvolta arricchita con uvetta e con del cioccolato fuso, usato per intingervi le estremità dei biscotti.

Molti fanno risalire questa tradizione al culto della dea Epona, divinità della tradizione celtica e gallica, protettrice dei cavalli e secondo alcune versioni del mito, accompagnatrice dei defunti nell’aldilà.

3. La Colva

Il dolce che tipicamente si prepara in Puglia per il 2 novembre è la colva. La ricetta è probabilmente originaria dell’antica Grecia, così come il nome. In greco kollyba è il grano bollito che si usa ancora offrire nelle chiese ortodosse dopo le messe dedicate ai defunti.

In Puglia il dolce ha tanti nomi a seconda delle varianti locali ma la ricetta è per lo più sempre la stessa. La Colva si gusta al cucchiaio e si prepara con grano, vin cotto, uva, fichi secchi, nocciole e cacao. Una parte importante della ricetta sono i chicchi del melograno, un frutto strettamente legato al culto dei defunti nella cultura mediterranea, che simboleggia la vita oltre la morte.

2. Il Torrone dei Morti

A Napoli il dolce dei morti per eccellenza è il murticiello, più comunemente noto come Torrone dei Morti. Questa dolcissima preparazione poco in comune con il classico torrone duro a base di mandorle e miele. Quello dei morti è un torrone morbidissimo, racchiuso in un guscio di cioccolato croccante simile a una sorta di grande cioccolatino da tagliare a fette.

A Napoli il 2 novembre si celebra con un morbido torrone a base di cioccolato
A Napoli il 2 novembre si celebra con un morbido torrone a base di cioccolato

La ricetta prevede cioccolato fondente, bianco e al latte da unire per creare un impasto che non viene cotto ma lasciato rassodare in frigo, per poi aggiungervi le nocciole intere. Nelle pasticcerie di Napoli si trovano varianti per tutti i gusti, dal pistacchio, ai canditi, al caffè, e così via.

1. La Frutta di Martorana

Farina di mandorle, zucchero e miele sono la base di questa tipica e coloratissima delizia siciliana, che imita a perfezione la frutta vera. Legata oggi alla festa dei morti, la ricetta venne inventata con ogni probabilità dalla monache del Monastero della Martorana a Palermo.

Secondo quanto si racconta, le suore del monastero crearono la Frutta di Martorana in occasione di una visita inattesa del re che voleva vedere il giardino del monastero, famoso per la sua bellezza. Era autunno, però, e il giardino era tirste e spoglio, per cui la suora cuciniera trovò l’escamotage della dolce frutta finta per sorprendere il sovrano.