Canarie, rilevato segnale sismico mai visto prima sul Monte Teide: i geologi spiegano se esiste il rischio di eruzione

Nessuna lava o esplosioni, ma la scienza è in allerta. Un segnale sismico, senza precedenti fino ad ora, sotto le vette di Tenerife ha spinto PEVOLCA ad attivare le sue analisi tecniche.

Il comitato scientifico del PEVOLCA è stato convocato dopo che è stato rilevato un insolito segnale sismico sulle cime dell'isola.
Il comitato scientifico del PEVOLCA è stato convocato dopo che è stato rilevato un insolito segnale sismico sulle cime dell'isola.

Mentre mezza Spagna resta con il fiato sospeso per le piogge continue (da oltre un mese) e gli avvisi meteorologici, a Tenerife si è verificato un episodio passato quasi inosservato al di fuori degli ambienti specializzati. Il comitato scientifico del PEVOLCA (Piano Speciale di Protezione Civile e di Risposta alle Emergenze per il Rischio Vulcanico delle Canarie) è stato convocato dopo l’individuazione di un segnale sismico inusuale sulle cime dell’isola, nell’area del Teide.

Cosa è stato rilevato nelle Cañadas del Teide, a Tenerife (Canarie)

Il segnale non corrisponde a un forte terremoto avvertito dalla popolazione, ma a una firma sismica registrata dalla rete strumentale. In pochi giorni sono stati contabilizzati decine di piccoli eventi localizzati in profondità sotto l’edificio vulcanico centrale. Questo schema ha spinto i responsabili del monitoraggio a innalzare l’analisi al massimo livello tecnico previsto dal protocollo ordinario.

Il fatto che il comitato scientifico si riunisca rientra nella procedura abituale quando si osserva un comportamento che esce dalla variabilità considerata normale. Non si tratta di un cambio del semaforo vulcanico né di un’allerta alla popolazione, ma di un esercizio di prudenza e valutazione.

Movimenti di fluidi in profondità: la teoria dei geologi

Secondo i geologi, il segnale è attribuibile a movimenti di fluidi all’interno di cavità del sistema vulcanico. In vulcanologia, questo è spesso legato alla circolazione di gas o liquidi caldi in fratture profonde, senza che vi sia necessariamente una risalita di magma verso la superficie.

Gli esperti hanno sottolineato diversi punti fondamentali. Da un lato, non vi sono indizi di un’eruzione a breve o medio termine; non viene considerato un fenomeno precursore eruttivo.

Dall’altro, non era stata osservata una segnalazione esattamente identica a Tenerife da quando esistono registrazioni strumentali moderne. Questo aspetto può apparire significativo, ma non implica automaticamente una maggiore pericolosità: si tratta piuttosto di un modello poco frequente nella dinamica interna del vulcano.

Perché non è paragonabile a uno scenario eruttivo

In un processo che conduce a un’eruzione compaiono solitamente diversi indicatori simultanei: una chiara migrazione della sismicità verso livelli più superficiali, deformazioni del suolo misurabili con GPS o tecniche satellitari e variazioni nell’emissione di gas. Secondo quanto riferito dal comitato scientifico, tali elementi non sono presenti in questo episodio.

Tenerife fa parte di un arcipelago vulcanicamente attivo.
Tenerife fa parte di un arcipelago vulcanicamente attivo.

La differenza tra un’intrusione magmatica e un riassetto idrotermale è fondamentale. In questo caso, l’interpretazione preliminare si accorda meglio con processi di ridistribuzione interna dei fluidi che con un’iniezione di magma in risalita.

Tenerife, isola attiva e monitorata in modo permanente

Tenerife fa parte di un arcipelago vulcanicamente attivo. Il complesso Teide–Las Cañadas ha registrato eruzioni storiche, anche se l’ultima nel sistema centrale risale a secoli fa. La sorveglianza continua non è un’eccezione, ma la norma.

L’esperienza recente nelle Canarie ha ulteriormente rafforzato i sistemi di monitoraggio. La rete sismica, i sensori geochimici e le tecniche di misurazione della deformazione del suolo consentono di rilevare cambiamenti molto sottili. Proprio per questo oggi è possibile individuare segnali che in passato sarebbero passati inosservati.

La convocazione del comitato PEVOLCA risponde a questa filosofia preventiva: analizzare ogni anomalia rilevante con rigore scientifico e comunicare conclusioni basate sui dati, non sulla speculazione.

Calma istituzionale e monitoraggio rafforzato

Il messaggio ufficiale è stato inequivocabile: non ci sono segnali che indichino un’eruzione imminente. L’attività rilevata viene sorvegliata, interpretata e contestualizzata. Qualsiasi cambiamento significativo nei parametri monitorati verrebbe comunicato attraverso i canali ufficiali.

Nel frattempo, questo episodio ricorda che i sistemi vulcanici sono vivi anche quando non eruttano. Sotto le cime di Tenerife, la dinamica interna continua il suo corso. La differenza, oggi, è che disponiamo di strumenti capaci di registrare anche il più lieve sussurro sismico.