Da sabato 14 la NAO cambierà segno: cosa significherà per il meteo in Italia?

Questo cambiamento dell'indice NAO potrebbe avere risvolti molto importanti per la parte finale del mese sul tempo atteso in Italia. Ecco gli scenari attesi.
Dopo un continuo passaggio di perturbazioni e di cicloni atlantici, nel corso dei prossimi giorni assisteremo ad un cambiamento del comportamento della corrente a getto polare, che inizierà gradualmente ad indebolirsi, iniziando ad assumere un andamento più ondulato.
Al contempo un cambiamento è atteso anche nell’indice NAO, acronimo di North Atlantic Oscillation, che scivolerà su valori maggiormente negativi, a seguito di questa maggiore ondulazione della corrente a getto polare.
Cos'è la NAO e perché è importante?
La North Atlantic Oscillation è un indice climatico che misura la differenza di pressione atmosferica tra l'alta pressione delle Azzorre (nel subtropicale) e la depressione islandese (nel subpolare). In sostanza, descrive le oscillazioni della circolazione atmosferica sull'Atlantico settentrionale, influenzando il percorso della corrente a getto polare – quel potente flusso d'aria che guida le perturbazioni verso l'Europa.
Quando l’indice NAO assume una fase positiva si associa spesso a una corrente a getto molto forte e zonale, che spinge le perturbazioni verso il Nord Europa. Questo porta a inverni miti e secchi nel Mediterraneo, con temperature sopra la media e precipitazioni ridotte al Sud.

Il cambio di segno, verso valori negativi, invece, tende ad associarsi a una corrente a getto più debole e ondulata, capace quindi di spingere le masse d'aria fredda polari verso latitudini più basse, assicurando condizioni più instabili e invernali in Europa meridionale, con maggiore rischio di piogge intense, nevicate e temperature in calo.
Verso un ulteriore calo da sabato 14
Dopo un gennaio 2026 caratterizzato da una NAO prevalentemente negativa, che ha già portato ondate di freddo e instabilità in Europa, i modelli indicano una fluttuazione significativa a metà febbraio. Le proiezioni, basate su ensemble come quelli dell'ECMWF e del NOAA, suggeriscono un rafforzamento della fase negativa intorno al weekend del 14-15 febbraio.

Questo consolidamento verso valori negativi è legato all’instabilità del vortice polare stratosferico, che favorisce blocchi anticiclonici in Groenlandia, spingendo le masse d’aria fredde dall’Artico verso l’Eurasia e l’America settentrionale. Secondo le analisi più recenti, questa evoluzione potrebbe essere influenzata anche da fattori come un Madden-Julian Oscillation (MJO) più attivo e la fine della La Niña, che stanno rimodellando i pattern globali.
Quali saranno gli effetti sull’Italia?
Una NAO negativa tende ad aumentare le probabilità di possibili ondate di freddo verso il cuore dell’Europa e l’area del Mediterraneo. Questo significa in un aumento della probabilità di nevicate, specialmente sulle Alpi e Appennini settentrionali.

Le temperature potrebbero calare sensibilmente, favorendo eventi di freddo più intensi rispetto a una fase positiva. Mentre per le regioni del Centro e del Sud questo si tradurrà in periodi instabili, con precipitazioni che rimarranno ben al di sopra della media, grazie alla deviazione della corrente a getto polare verso il Mediterraneo.
Regioni come Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia potrebbero vedere perturbazioni atlantiche persistenti, con venti forti e mareggiate. Un po' come già visto nelle ultime due settimane, ma con una maggiore probabilità di essere investite da ondate di freddo.
Difatti, verso la parte finale del mese, aumentano le possibilità di vedere delle avvezioni fredde interessare più direttamente l’Italia, in particolare le regioni settentrionali e i settori adriatici, con eventi nevosi fino a bassa quota.