Starship di SpaceX verso la storia? Pochi giorni al 15° lancio che tenterà la "doppia cattura", rischiando molti danni

Con il Flight 15 dell'8 novembre 2026, SpaceX tenta la storica "doppia cattura" al volo di booster e Starship tramite i bracci Mechazilla. Una sfida ad alto rischio, che segna una tappa importante nella direzione la riusabilità totale dei vettori.

Con l'imminente Flight 15, programmato non prima dell'8 novembre 2026 dalla Starbase, SpaceX si appresta a scrivere una nuova pagina storica, non priva di rischi e ambizioni: tentare, per la prima volta in assoluto, il doppio recupero sospeso. Credits: www.spacex.com
Con l'imminente Flight 15, programmato non prima dell'8 novembre 2026 dalla Starbase, SpaceX si appresta a scrivere una nuova pagina storica, non priva di rischi e ambizioni: tentare, per la prima volta in assoluto, il doppio recupero sospeso. Credits: www.spacex.com

Nella storia dei grandi programmi tecnologici e spaziali, esistono dei momenti di svolta veri e propri, che non nascono da un'evoluzione lineare, ma da salti improvvisi, seppur calcolati, all'interno dello stesso progetto.

È già accaduto in SpaceX, quando dal nulla ha inventato le piattaforme oceaniche mobili per salvare i booster del Falcon 9, accettando il rischio costante di spettacolari fallimenti.

Oggi, SpaceX sta per prendersi un grande rischio per fare un altro salto radicale all'interno del programma Starship. Infatti, con l'imminente Flight 15, programmato non prima dell'8 novembre 2026 dalla Starbase, SpaceX si appresta a scrivere una nuova pagina storica, non priva di rischi e ambizioni: tentare, per la prima volta in assoluto, il doppio recupero sospeso, sia del gigantesco booster Super Heavy, che della "navetta" Starship, tra le braccia meccaniche della torre dotata di bracci Mechazilla.

Le tappe e le tecnologie del nuovo standard Block 3 (V3)

Il 25 ottobre è stato già completato con successo il test di accensione statica di tutti i 33 motori Raptor del booster 22. Questo booster della Ship 42 ha subito degli importanti aggiornamenti ingegneristici con una nuova architettura Block 3 (V3).

Sebbene questa tecnologia di fosse stata già svelata da SpaceX tempo fa, il Flight 15 la impiega definitivamente come standard operativo di serie. Grazie alla rimozione di gran parte delle tubature esterne e delle schermature termiche superflue, ogni motore ora garantisce un risparmio di circa 1 tonnellata di massa, con una spinta superiore.

Sono state rimosse le pesanti zampe di stazionamento, cioè di atterraggio, in entrambi gli stadi. Gli ingegneri, infatti, hanno eliminato il peso strutturale inutile in vista dell'atterraggio con i bracci Mechazilla.

Le fasi del volo e i grandi rischi della "Doppia Cattura"

La missione riprodurrà la rotta verso un'orbita bassa, dato che il momento clou della missione sarà rappresentato proprio dalle complesse manovre di rientro. Dopo la separazione dalla Starship, il Super Heavy eseguirà una manovra per invertire la rotta e, guidato dalle alette grigliate, dette grid fins, tornerà verso la torre di lancio per farsi agganciare al volo dalle braccia della torre Mechazilla.

Dopo la separazione dalla Starship, il Super Heavy eseguirà una manovra per invertire la rotta e, guidato dalle alette grigliate, dette grid fins, tornerà verso la torre di lancio per farsi agganciare al volo dalle braccia della torre Mechazilla. Credits: www.spacex.com
Dopo la separazione dalla Starship, il Super Heavy eseguirà una manovra per invertire la rotta e, guidato dalle alette grigliate, dette grid fins, tornerà verso la torre di lancio per farsi agganciare al volo dalle braccia della torre Mechazilla. Credits: www.spacex.com

Ma la novità principale, questa volta, riguarda proprio il tentativo di ritorno finalizzato ad un nuovo riutilizzo della Starship. Finora la Starship era stata fatta ammarare ed esplodere in pieno oceano.

Questa volta dopo aver completato una parte dell'orbita e testato i portelloni per il rilascio dei satelliti e per il trasferimento di propellente la navetta tenterà per la prima volta un rientro controllato dallo spazio verso terra per farsi catturare direttamente al volo dalla torre, evitando quindi di schiantarsi ed esplodere in mare.

Tuttavia, questa complessa procedura si scontra con un alto rischio non solo per il sistema Starship, e quindi per il suo ritorno incolume, ma anche e soprattutto per le strutture di terra.

Infatti, a Starbase, attualmente, è operativa una sola torre Mechazilla. Questa torre dovrà prima agganciare mettere in sicurezza rapidamente il booster catturato, sganciarlo per liberare i bracci meccanici nell'arco di un'ora e mezza, per essere pronta ad accogliere il ritorno della Starship.

Cosa succede in caso di errore?

Puntare tutto su una manovra con una sola torre Mechazilla a disposizione ha un alto, anzi altissimo livello di rischio. Infatti attualmente non esiste una ridondanza di torri di cattura operative a Boca Chica (dove è la base di lancio).

Un solo errore di calcolo o un'avaria durante il rientro o l'aggancio comprometterebbe la missione, con un possibile impatto del colosso, pesante decine di tonnellate, direttamente contro l'infrastruttura a terra.

Se la torre deve essere distrutta o anche gravemente danneggiata, il programma potrebbe subire uno stop forzato di svariati mesi per la ricostruzione.

Per Elon Musk questo rischio calcolato rappresenta il "prezzo da pagare" per accelerare l'innovazione. Infatti la riusabilità dell'intero sistema deve essere ancora provata e quindi dimostrata.

Le parole di Elon Musk e l'importanza strategica per il futuro

Dal canto suo Elon Musk commentando la portata di questa missione ha definito il tentativo di recupero di entrambi gli stadi come un "profound technology milestone", un traguardo tecnologico profondo. La riuscita di questa manovra rappresenta rappresenta il vero e proprio sblocco economico e operativo dell'intero sistema.

Riuscire a catturare sia il booster che la navetta al primo colpo e in un unico volo significa abbattere drasticamente i tempi di ispezione e ricondizionamento dei razzi, riducendoli da mesi a poche ore, avvicinandoci concretamente all'obiettivo di un sistema di trasporto interplanetario totalmente e rapidamente riutilizzabile.

Il Flight 15, quindi, rappresenta un banco di prova determinante per la sostenibilità economica dell'azienda, il futuro di spiegamento della costellazione Starlink e anche per le future missioni con equipaggio verso la Luna e Marte. Se i test andranno a buon fine, la transizione dallo sviluppo all'operatività commerciale compirà un salto in avanti molto importante.