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"Ciclone esplosivo" spazza l'Europa, le ultime sulla tempesta Barra!

La tempesta atlantica "Barra" sta spazzando l'Europa occidentale con venti davvero violenti e onde alte più di 10 metri. Ecco la situazione!

La tempesta atlantica "Barra" spazza le coste europee, con onde alte fino a più di 10 metri

La tempesta “Barra”, così denominata dal servizio meteorologico irlandese, è un ciclone extra-tropicale, di tipo “esplosivo”, caratterizzato da una eccezionale caduta di pressione, nell’arco delle 12-24 ore. Il profondissimo ciclone si sta formando a ridosso di un nuovo potentissimo “Jet Streak” (massimo di velocità del “getto”), in uscita dalle coste di Terranova, andando a creare le condizioni ideali per il rapido sviluppo di una “depressione-uragano”, con un minimo pronto a scendere al di sotto dei 956 hPa.

Ci sono le condizioni ideali per lo sviluppo di una “depressione-uragano”, con un minimo pronto a scendere al di sotto dei 956 hPa: è un valore di pressione estremamente basso. Nelle prossime ore scatenerà venti di tempesta in buona parte dell’Europa occidentale.

Un valore di pressione estremamente basso, pronto a scatenare, nelle prossime ore, venti di tempesta fra le Isole Britanniche, il Canale della Manica, il nord della Francia, e buona parte dell’Europa occidentale.

Come si è formata questa tempesta?

Come abbiamo avuto modo di spiegare in questo articolo, stiamo vivendo una fase in cui in Europa predominano il pattern da AO e NAO positiva, con forti differenze di pressione e di geopotenziale, fra alte e medie latitudini, che possono determinare lo sviluppo di queste tempeste.

L’intensa attività del vortice polare, in sede artica, e le sue interazioni più o meno dirette con gli anticicloni sub-tropicali (fra cui l’alta pressione delle Azzorre) presenti nelle medie latitudini, continua a determinare l’andamento meteorologico in tutto l’emisfero boreale, favorendo una sensibile accentuazione del flusso perturbato zonale lungo le medio-alte latitudini.

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Nel modello ECMWF con pressione e previsione di precipitazione, la tempesta Barra sulle Isole Britanniche.

Come nascono le tempeste atlantiche?

Al momento la zonalità continua a sfornare profondi cicloni extratropicali, figli del vortice canadese e della profonda depressione islandese, che dalle coste canadesi orientali, fra penisola del Labrador, Terranova e Nova Scozia, tendono a muoversi in direzione dell’Islanda e delle Isole Britanniche, rafforzandosi ulteriormente durante il loro naturale tragitto sopra il nord Atlantico, dove vengono raggiunti da masse d’aria molto umide e tiepide dalle latitudini sub-tropicali (zona Azzorre).

Proprio in prossimità delle coste groenlandesi e dell’Islanda le profonde aree depressionarie, in arrivo dalle coste canadesi orientali, tendono ulteriormente ad approfondirsi grazie alla fortissima vorticità positiva impressa dai potentissimi “Jet Streaks” del “getto polare” che escono a gran velocità dal continente nord americano.

La tempesta “Barra” verso l’Irlanda

In questo momento un profondo ciclone extratropicale, con un minimo al suolo pronto a scivolare al di sotto dei 956 hPa, dall’Atlantico settentrionale si muove verso le coste occidentali irlandesi.

Durante questa fase il notevolissimo infittimento di isobare, prodotto dal passaggio ravvicinato della profonda depressione, attiva furiosi venti da SO e O-SO che dalla mattinata hanno iniziato a sferzare tutta l’Irlanda, in modo particolare l’Irlanda sud-occidentale, dove potremo avere raffiche capaci di superare i 130-140 km/h, con picchi di oltre i 150-160 km/h in caso di attivazione dello “sting jet”.

Stavolta però, a differenza delle precedenti tempeste, i furiosi venti da O-SO investiranno in modo ancora più diretto gran parte del territorio irlandese, le coste del Galles e dell’ovest dell’Inghilterra, con vere e proprie tempeste e raffiche capaci di superare anche i 120-130 km/h.

Dopo l’Irlanda a rischio anche le coste inglesi

I forti venti da SO e O-SO attraverseranno molto rapidamente il mar d’Irlanda per propagarsi all’Inghilterra e al Galles, spirando in maniera impetuosa fino a domani. I fortissimi e miti venti occidentali, in arrivo dall’Atlantico si estenderanno a tutta la Scozia e all’Inghilterra settentrionale, con furiosi raffiche, tra SO e O-SO, pronte a raggiungere velocità sui 120-130 km/h.

Durante le fasi clou delle violente tempeste picchi sino a 180-190 km/h spazzeranno le Highlands, i monti Grampian, i monti del Cumberland e pure i Pennini.

Fra la tarda serata e la nottata successiva, con lo spostamento della profonda depressione verso est, le tempeste da S-SO si estenderanno rapidamente al mar del Nord, con una impetuosa componente più da S-SO pronta ad allargarsi all’estrema punta meridionale delle coste norvegesi e lo Skagerrak (Canale fra Danimarca e coste norvegesi).

Venti molto forti da Ovest e O-SO interesseranno pure il nord della Francia, specie la Bretagna e la Normandia. Oltre ai fortissimi venti bisognerà tenere conto che il sistema frontale, annesso alla profondissima area depressionaria, porterà con sé anche delle piogge e dei rovesci sparsi, resi quasi orizzontali dalle potenti folate, con fenomeni anche persistenti fra Galles, Cumberland e sud-ovest dell’Inghilterra.

Sull'Atlantico le onde potranno superare i 10 metri di altezza nel tratto davanti l'Irlanda

Localmente, fra Galles e sud-ovest dell’Inghilterra, saranno possibili accumuli di 50-60 mm nel giro di 24 ore, quel che basta per causare degli allagamenti. Le tempeste potranno causare molti disagi nei trasporti aeroportuali, marittimi e ferroviari in tutto il Regno Unito. Visto la furia eolica sembra scontata la chiusura, temporanea, di molti scali aeroportuali.

Potenti mareggiate e rischio inondazioni sulla costa irlandesi

Le forti tempeste di vento dai quadranti occidentali che fanno seguito alla profonda depressione, denominata “Barra”, causeranno furiose mareggiate che già dalle prossime ore, colpiranno duramente le coste occidentali irlandesi e l’ovest della Scozia, in modo particolare i settori occidentali delle isole Ebridi dove giungeranno gigantesche ondate alte più di 9-10 metri che si infrangeranno con grande impeto lungo le scogliere e le aree costiere maggiormente esposte, con il rischio di inondazioni e fenomeni di “storm surge”.

Inoltre, il “Fetch” (ossia lo spazio di mare aperto su cui soffia il vento) stavolta è molto esteso, spaziando dall’Atlantico occidentale (davanti le coste canadesi orientali) all’Irlanda e all’ovest di Scozia e Inghilterra. Già in queste ore i potenti venti occidentali che spazzano tutto l’Atlantico settentrionale stanno sollevando gigantesche ondate, in pieno oceano, alte anche più di 10 metri. Con queste condizioni meteo/marine, particolarmente estreme, la navigazione marittima è sconsigliata anche per le navi di media e grande stazza.

Nelle prossime ore queste grandi onde raggiungeranno le coste occidentali irlandesi, da Capo Mizen fino a Capo Malin (profondo nord dell’Irlanda), sbattendo con grande impeto lungo le scogliere, con spruzzi alti anche più di 20 metri. Poi, da domani, saranno le coste sud-occidentali gallesi e quelle del Devon, della Cornovaglia e della Bretagna ad essere duramente flagellate dalla furia dei frangenti atlantici che potranno determinare anche delle inondazioni lungo le aree costiere.