Un forte terremoto ha scosso l'Italia stanotte: i geologi dell'INGV spiegano cosa lo rende diverso dagli altri
Un terremoto di magnitudo 5,9 avvenuto al largo della costa campana, nel Tirreno, è stato avvertito questa notte in tutta Italia. Si è trattato di un sisma poco comune per la elevata profondità. I geologi dell'INGV spiegano quali informazioni ci dà su ciò che accade sotto il nostro territorio.

Nella notte appena passata, subito dopo la mezzanotte di questo martedì 10 marzo 2026, un terremoto di magnitudo ML 5.9 è avvenuto al largo della costa campana. Secondo quanto riportato dall'INGV, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'evento sismico è stato localizzato a una profondità estremamente elevata, circa 414 km, ben al di sotto delle comuni profondità sismogenetiche dei terremoti italiani, che avvengono prevalentemente nella crosta superiore.
Un terremoto di magnitudo 5,9 in Italia è un evento che viene visto con molto timore: negli ultimi decenni, eventi sismici con magnitudo simile hanno causato centinaia di vittime. Pensiamo ad esempio al sisma de L'Aquila, il 6 aprile del 2009, o ai terremoti dell'Appennino centrale del 2016-2017. La grande differenza da quegli eventi sismici è la profondità a cui è avvenuta la rottura.
L'ipocentro è il punto esatto, al di sotto della superficie terrestre, dove si origina un terremoto, ovvero dove avviene la rottura delle rocce lungo una faglia. Da lì si propagano le onde sismiche in tutte le direzioni. Non va confuso con l'epicentro, che è invece il punto sulla superficie terrestre direttamente sopra l'ipocentro. La profondità dell'ipocentro è fondamentale: più è superficiale, più il terremoto risulta devastante in superficie.
Il problema dei forti terremoti che avvengono in Italia è che hanno ipocentro poco profondo, in certi casi anche inferiore ai 10 chilometri. In certi casi, come nel caso particolare dei Campi Flegrei, l'ipocentro di certi sismi può essere addirittura inferiore a 1 km. Questo fa sì che terremoti con magnitudo anche modesta vengano avvertiti con forza.
Nel caso del sisma di stanotte, invece, fortunatamente la grande profondità ha determinato una forte attenuazione delle onde sismiche e quindi un minore impatto sul territorio.
Il terremoto molto profondo del 10 marzo 2026
L'evento profondo di questa notte è abbastanza raro per questa area geografica, ed è da ricondurre - secondo quanto riporta l'INGV in un articolo pubblicato stamattina sul blog "INGV Terremoti" - a un processo geologico tipico del Tirreno meridionale per la presenza nel mantello terrestre di uno “slab” di litosfera oceanica che sta sprofondando da alcuni milioni di anni al di sotto del Mar Tirreno.
Questo fenomeno è accompagnato da una sismicità frequente lungo la costa calabrese e siciliana – meno frequente al largo della costa campana –, con terremoti che negli ultimi 40 anni hanno raggiunto magnitudo ML 5.8, il 28 ottobre 2016, profondità pari a 481 km e magnitudo Mw 5.8, il 29 ottobre 2006, profondità pari a 221 km.
Un altro terremoto di magnitudo superiore a 5 è avvenuto il 3 novembre del 2010, ML 5.4, con una profondità pari a 506 km, e un terremoto profondo rilevante di magnitudo ML 4.2 è avvenuto la notte tra il 26 e 27 ottobre 2023 al largo della Penisola Sorrentina (provincia di Napoli), scrive l'INGV.
NEWS: un forte #terremoto di M 5.9 è avvenuto alle 00:03 poco al largo delle coste della #Campania, 5 km a sud-ovest dall'isola di Capri. La scossa è avvenuta ad una profondità MOLTO elevata di 414 km, quindi è stata avvertita poco o nulla, ma anche molto lontano. pic.twitter.com/LTcnIKNIB8
— Il Mondo dei Terremoti (@mondoterremoti) March 9, 2026
Altri eventi del passato nell'area
Il terremoto profondo più forte che conosciamo nell’area è quello del 27 dicembre 1978, magnitudo Mw 5.9, avvenuto ad una profondità di 392 km a largo di Gaeta (LT).
In questi casi fortunatamente la grande profondità determina una forte attenuazione delle onde sismiche e quindi un minore impatto sul territorio.
Perché l'Italia è unica in Europa: il processo di subduzione
Per capire perché questi terremoti profondi avvengono proprio sotto il Mar Tirreno, bisogna guardare a quello che accade in profondità, sotto di noi, da milioni di anni. L'Italia si trova in una posizione geologica eccezionale, unica in Europa: la placca africana sta lentamente scivolando al di sotto della placca euroasiatica in un processo chiamato subduzione.
Un frammento di crosta oceanica antica — lo "slab" di cui parlano i geologi dell'INGV — sprofondando nel mantello fino a centinaia di chilometri di profondità genera occasionalmente terremoti come quello di stanotte. A differenza dei sismi superficiali, devastanti e localizzati, come quelli a cui siamo purtroppo abituati in Italia, questi eventi profondi rilasciano la loro energia a distanze enormi dalla superficie, attenuandosi nel lungo tragitto verso di noi.
Un sisma avvertito in tutta l'Italia
Il terremoto è stato avvertito in tutta Italia. Dalla mappa preliminare dei risentimenti macrosismici pubblicata dall'INGV ed in continuo aggiornamento, ottenuta con circa 130 questionari inviati al sito “Hai sentito il terremoto?”, si notano risentimenti fino al III-IV grado MCS.
La cosa particolare è che, proprio per la gran profondità, il sisma è stato avvertito maggiormente in aree più lontane dalla Campania.
Riferimenti dell'articolo
INGV - Terremoto profondo al largo delle coste campane, ML 5.9, 10 marzo 2026 - https://ingvterremoti.com/2026/03/10/terremoto-profondo-al-largo-delle-coste-campane-ml-5-9-10-marzo-2026/