Terremoti in Italia: oltre 15.000 eventi nel 2025 e un 2026 già movimentato

I sismologi dell’INGV hanno pubblicato il report sulla sismicità dell’anno appena trascorso, evidenziando una tendenza sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti. Il 2026, intanto, si apre con nuove scosse di terremoto dal Nord al Sud.

In Italia ci sono stati circa 15mila terremoti nel 2025. Il 2026 è iniziato inoltre con una lunga serie di eventi sismici.
In Italia ci sono stati circa 15mila terremoti nel 2025. Il 2026 è iniziato inoltre con una lunga serie di eventi sismici.

Sono 15.759 i terremoti localizzati nel corso del 2025 dalle Sale Operative dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV): in media poco più di 43 eventi al giorno (tre in meno rispetto al 2024), circa uno ogni 33 minuti.

La tendenza generale, scrivono dall'INGV, si mantiene stabile: dal 2019, infatti, il numero di eventi localizzati in Italia si è aggirato tra i 16.000 e i 17.000 terremoti annui, in calo rispetto al biennio 2016-2017 quando l’Italia centrale venne interessata dalla sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con il terremoto di Accumoli (RI). In quel periodo il numero di eventi sismici era sensibilmente superiore. Questa sequenza contribuisce comunque ancora in maniera significativa alla sismicità dell'Italia, seppur con un numero inferiore di eventi e con magnitudo mediamente basse.

I terremoti più forti del 2025 in Italia

Il più forte terremoto del 2025, di magnitudo Mw 4.8, è stato localizzato il 14 marzo al largo della costa della provincia di Foggia: questo evento rientra nella sequenza sismica attiva nell’area a nord del Promontorio del Gargano (zona del Lago di Lesina).

Nel corso dell’anno, poco più del 10% degli eventi sismici registrati dalle Sale Operative INGV di Roma, Napoli e Catania ha avuto magnitudo pari o superiore a 2.0. Gli eventi di magnitudo compresa tra 4.0 e 4.9 sono stati 21, di cui 16 registrati sul territorio italiano o nei mari circostanti e i restanti 5 tra Croazia e Albania. A differenza degli anni precedenti, non ci sono stati terremoti di magnitudo uguale o superiore a 5.0.

Mappa degli epicentri degli oltre 15.000 terremoti registrati dalle stazioni dalla Rete Sismica Nazionale nel 2025. In questa mappa non sono inclusi i microterremoti (M<1) localizzati dall’Osservatorio Vesuviano (INGV-OV) nelle aree vulcaniche campane e dall’Osservatorio Etneo (INGV-OE) nelle aree vulcaniche siciliane.
Mappa degli epicentri degli oltre 15.000 terremoti registrati dalle stazioni dalla Rete Sismica Nazionale nel 2025. In questa mappa non sono inclusi i microterremoti (M<1) localizzati dall’Osservatorio Vesuviano (INGV-OV) nelle aree vulcaniche campane e dall’Osservatorio Etneo (INGV-OE) nelle aree vulcaniche siciliane.

Nel 2025 si sono verificate delle sequenze sismiche, con valori di magnitudo non elevati, alcune delle quali già attive negli anni precedenti. In particolare, è proseguita l’attività sismica nell’area dei Campi Flegrei, dove il 13 marzo e il 30 giugno sono stati localizzati i due terremoti con le più elevate magnitudo della crisi bradisismica in atto (Md 4.6).

Nel 2025 è proseguita l’attività sismica nell’area dei Campi Flegrei, dove il 13 marzo e il 30 giugno sono stati localizzati i due terremoti con le più elevate magnitudo della crisi bradisismica in atto (Md 4.6).

Sono stati numerosi anche gli eventi sismici localizzati nel Mar Tirreno meridionale: i più forti, di magnitudo ML 4.7, sono stati registrati il 7 febbraio nei pressi dell’arcipelago delle Isole Eolie e il 26 agosto al largo delle Isole Egadi. Nel mese di ottobre, una piccola sequenza ha interessato anche la provincia di Avellino, con un risentimento molto ampio da parte della popolazione.

“Le infrastrutture di ricerca dell’Ente, prima fra tutte la Rete Sismica Nazionale (RSN), consentono alle nostre Sale Operative di svolgere quotidianamente il servizio di sorveglianza sismica del nostro Paese”, spiega Salvatore Stramondo, Direttore del Dipartimento Terremoti dell’INGV. “Va ricordato che i dati acquisiti dalla RSN sono un patrimonio inestimabile, condiviso con tutta la comunità scientifica, su cui i sismologi possono costruire un costante avanzamento delle conoscenze scientifiche”.

Grafico della sismicità in Italia e nelle aree limitrofe dal 2012 al 2025. Le colonne in blu mostrano tutti gli eventi localizzati, le colonne in rosso solo quelli di magnitudo M ≥ 2.0. Il picco del 2016 e del 2017 è collegato alla sequenza del Centro Italia, iniziata con il terremoto di Accumoli del 24 agosto 2016. INGV.
Grafico della sismicità in Italia e nelle aree limitrofe dal 2012 al 2025. Le colonne in blu mostrano tutti gli eventi localizzati, le colonne in rosso solo quelli di magnitudo M ≥ 2.0. Il picco del 2016 e del 2017 è collegato alla sequenza del Centro Italia, iniziata con il terremoto di Accumoli del 24 agosto 2016. INGV.

La sismicità del 2025 è raccolta in una mappa interattiva disponibile sul Blog INGVterremoti: per ciascun evento è possibile conoscere i principali parametri (magnitudo, profondità, area epicentrale); per quelli più forti sono disponibili anche le mappe di scuotimento (Shakemaps) che evidenziano l’impatto del terremoto sul territorio.

Terremoti, com'è iniziato il 2026?

Il 2026 si è aperto con una serie di eventi sismici degni di nota in Italia. Si segnala in particolare l'evento del 10 gennaio con epicentro al largo della Costa Calabra sud orientale (Reggio di Calabria), con magnitudo Mw 5.1 e ipocentro ad una profondità di 58 chilometri.

Un terremoto ben avvertito dalla popolazione è stato quello del 18 gennaio 2026, con epicentro 2 km a sud di Militello Rosmarino, in provincia di Messina, ad una profondità di 8 Km. L'evento ha avuto magnitudo Richter ML 4.0 (Mw 4.1).

Si segnalano anche gli eventi di Forlì (13 gennaio, magnitudo ML 4.3 e 4.0) e l'evento del Mar Ionio settentrionale del 15 gennaio (mb 4.3).

Ci sono stati anche numerosi eventi sismici con magnitudo superiore a 3.0, come quello del 23 gennaio presso Serrastretta (Catanzaro, Calabria), di magnitudo 3.8 e quello del 5 gennaio presso Penna San Giovanni (MC),di magnitudo 3.7.

Riferimenti dell'articolo

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)

Blog INGVterremoti

Mappa interattiva della sismicità 2025