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Temporali, conoscerli per prevenirli: ecco i tipi di temporale

Esistono diversi tipi e categorie di temporali ed alcuni sono più pericolosi di altri. Conoscerli serve per prevenire i rischi e aumentare la resilienza. Vediamo come sono classificati.

Luca Lombroso Luca Lombroso 12 Giu 2018 - 09:17 UTC
Temporale-tipi-fulmini
Il temporale è una "elettrometeora": accompagnato da fulmini e/o pioggia.

Il temporale è una “elettrometeora”, cioè un fenomeno atmosferico accompagnato da lampi e/o fulmini. Anche, importante saperlo, senza che vi siano precipitazioni; secondo le direttive WMO è sufficiente udire il tuono per definire “presenza di temporale”. Tuttavia non tutti i temporali sono uguali.

I temporali possono presentarsi in diversi modi, isolati o organizzati, e formarsi per motivi diversi, per il troppo caldo, per instabilità, favoriti dalle montagne o dal passaggio di perturbazioni, fronti freddi in particolare. Approfondiamo un po’ l’argomento.

“Organizzazioni” temporalesche

Anzitutto vi possono essere, a seconda delle condizioni meteorologiche, temporali isolati o temporali organizzati.

I primi come dice il nome non interessano vasti territori, ma si presentano in modo irregolare, anche molto localizzati. Talora però alcuni di essi possono essere forti. Una prima fonte di rischio di questi temporali è proprio dovuta al fatto che essendo isolati ci possono cogliere di sorpresa; in un'area ristretta vi possono essere fenomeni molto intensi, mentre nelle vicinanze può splendere il sole e fare caldo. Sono più tipici delle ore centrali della giornata, e in genere sono i più difficili da prevedere, almeno nel dettaglio.

cumulonembo-temporale
I cumulonembi sono le tipiche nuvole da temporale

I temporali organizzati, si presentano invece in modo diffuso, associati a linee di instabilità o fronti freddi. I fenomeni interessano zone più vaste, possono capitare a tutte le ore del giorno o anche di notte.

Più prevedibili, ma non per questo meno pericolosi, prima fonte di pericolo è la sottovalutazione della previsione, specie per gli escursionisti. I temporali infatti possono anticipare o ritardare rispetto al fronte vero e proprio, nel primo caso potremmo trovarci improvvisamente nella tempesta, nel secondo potremmo essere indotti a pensare ad errori di previsione e poi vederci arrivare pioggia intensa, vento, grandine, in alta montagna perfino neve in piena estate.

Tipi di temporali: almeno quattro

Possiamo distinguere quattro principali tipi di temporale. Temporali di: calore, di instabilità, orografici, frontali.

I temporali di calore, come dice il nome, si formano in giornate molto calde. Sono più tipici delle zone di pianura, fondovalle e collina e, come stagione, fra tarda primavera ed estate. A favorirli è principalmente il surriscaldamento dei bassi strati dell’atmosfera, dunque si formano principalmente nel pomeriggio per dissolversi in serata. Sono temporali isolati, anche estremamente localizzati, di solito brevi e non particolarmente intensi, ma ci sono le eccezioni, per esempio quando è molto e afoso possono diventare forti. Sono poco prevedibili, quasi tutte le giornate molto calde estive possono portare, localmente, un piccolo temporale di calore, insomma sono vere nubi di Fantozzi!

I temporali di instabilità sono favoriti dalla presenza di aria relativamente fredda e instabile negli strati medio-alti della troposfera, giusto per fare un esempio, in estate è sufficiente, anche con alta pressione, un calo da -10 a -12°C della temperatura a 500 hPa (circa 5500 m) o in primavera da -14 a -16°C per innescarli. Più presenti al pomeriggio, ma a volte anche in tarda mattinata o in ore serali, raramente di notte. Possono essere forti o talora anche violenti, si prevedono abbastanza bene le giornate e zone più a rischio, ma non il dettaglio, per il quale occorre affidarsi a al “nowcasting”, previsione a poche ore basata su radar e satelliti.

ECMWF-500hPa
La situazione attuale sull'Europa favorisce la formazione di temporali sull'Italia. Modello ECMWF a 500 Hpa:

I temporali orografici sono tipici delle zone montuose. Molto localizzati, ma quasi quotidiani in estate lungo le creste alpine e appenninica, solitamente brevi e poco prevedibili, sono tipici del tardo pomeriggio. Sono meno intensi di quelli di instabilità ma pur sempre accompagnati dai rischi temporaleschi, soprattutto i fulmini. Per prevenirli, occorre pianificare le escursioni dal primo mattino, osservare attentamente il cielo ed in particolare l’evoluzione dei cumuli pomeridiani, che in fretta da “cumulo di bel tempo” possono divenire cumulonembi e in caso si sia colti o siano imminenti adeguare il proprio comportamento per ridurre il rischio.

Per finire, i temporali frontali, presentandosi appunto con le perturbazioni, in particolare fronti freddi, solitamente sono temporali organizzati. Benchè più prevedibili, portano molte insidie, specie per la maggior durata dei fenomeni e per i forti diminuzioni di temperatura che li accompagnano, a volte con nevicate in alta montagna in estate. Una sottocategoria molto pericolosa sono i temporale prefrontali, che possono verificarsi 1-2 giorni prima di una perturbazione, più isolati e a volte molto intensi. Alcune grandi alluvioni lampo (flash flood) come quella della Versilia del giugno 1996 sono state proprio caratterizzate da questo tipo di temporali.

E le “supercelle”?

Qui entriamo in un tema più tecnico ma affiscinante, la struttura dei temporali. Ne riparleremo, per ora, ricordatevi, mai sottovalutare un temporale, tutti i temporali sono accompagnati da fulmini e insieme possono esserci pioggia intensa, grandine, vento molto forte, fino a trombe d’aria, trombe marine e tornado.

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