5 maggio con la neve al Nord, ecco i dettagli

Giungono ulteriori conferme della rara irruzione di aria fredda artica tardiva attesa per domenica, con neve al Nord. Quali saranno i suoi effetti?

Luca Lombroso Luca Lombroso 04 Mag 2019 - 08:30 UTC
La neve a basse quote, confermata, in questa stagione può comportare molti danni a colture, orti, fiori e alberi.

È una situazione veramente straordinaria quella che vi stiamo per descrivere, un raro evento di irruzione di aria fredda tardiva, a primavera avanzata. In inverno le nevicate sono un fenomeno difficile da prevedere, pochi decimi di grado sono cruciali. In primavera ed estate, il prevalere di fenomeni convettivi rende invece ardua la previsione dei temporali, sono prevedibili le zone e le giornate a rischio, ma non i dettagli puntuali, specie di quelli più violenti.

Ci troviamo ora a fare i conti con un mix inconsueto di queste due condizioni, l’aria artica marittima contrasterà con il mite mar Mediterraneo. La situazione è ulteriormente complicata dal clima in cambiamento e dai mari più caldi del passato che rendono qualsiasi fenomeno diverso del passato, una vera e propria nuova normalità climatica.

Situazione sinottica

L’annunciato fronte polare è a ridosso delle Alpi, e in giornata inizierà a produrre i suoi primi effetti. Questo fronte si è messo in moto pilotato da una marcata ondulazione nord-sud della corrente a getto polare, innescata da un anomalo riscaldamento della Groenlandia. Lassù, a quelle latitudini, si notano perfino 15-20°C in più della norma a 1500 m, probabile effetto della cosiddetta amplificazione artica conseguente il ritiro dei ghiacci marini.

L’anticiclone delle Azzorre è esteso nord-sud, con un massimo fra Irlanda e la Groenlandia stessa. Verso l’Italia si approfondisce così una saccatura, con ingresso di isoterme invernali, al nord attesi -4°C a 850 hPa (1300 m circa, in questa situazione di bassa pressione).

Si formerà anche una depressione sul Mar Ligure. Oltre al freddo e alla neve, ne conseguirà anche forte maltempo in molte zone del centro-nord e venti impetuosi di bora sull’alto Adriatico.

Una domenica di maggio con maltempo invernale

Il maltempo inizierà sabato sera lungo le Alpi, con nevicate lungo la cresta di confine e nel settore nordest, quindi con improvvisi e forti temporali su Piemonte orientale, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. In queste regioni, non è prevista neve in pianura, mentre nevicherà oltre i 500 m circa.

In alcune zone però, non individuali, potrebbe però grandinare anche con chicchi granulosi simili a neve (graupel). Attenzione al vento, che arriverà improvviso con forti raffiche. Raffiche di bora oltre i 100 km/h fra il Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna, forte vento da NW in Piemonte e Lombardia.

Nella notte fra sabato e domenica, forti temporali in movimento a sud del Po quindi domenica mattina nevicate sulle Alpi centro-orientali fino a fondovalle.

Sarà una domenica di marcato maltempo a nord e a seguire al centro, con precipitazioni diffuse molto intense fra Liguria orientale, basso Piemonte e soprattutto Emilia Romagna. Fitte nevicate in Appennino oltre i 300-500 m. Attenzione che nevicherà anche su molti tratti autostradali appenninici. Depositi consistenti sono attesi in Appennino Tosco Emiliano, anche oltre mezzo metro di neve oltre i 1000 metri.

Lunedì il maltempo si sposta al centro, con piogge, temporali e nevicate oltre i 600-800 m e quindi al sud più nella giornata di martedì, qui la neve sarà solo oltre 1300 m circa. Al nord, col miglioramento, subentrerà il rischio di gelate tardive.

Neve in pianura?

La probabilità è bassa, ma già dire che non si può escludere questo evento a maggio è una cosa veramente inconsueta. I modelli non escludono la comparsa di fiocchi misti a pioggia appena a sud di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna. Addirittura, i parametri probabilisti non escludono, se combaciano un mix di fattori complessi, depositi al suolo. Per esempio in caso di temporale la neve può scendere anche 800-1000 m sotto la quota dello zero termico, altro fattore che condiziona l’evento, l’intensità delle precipitazioni, se molto forti i fiocchi possono arrivare al suolo anche con +3,+4°C.

Come valutazione ad esperienza, al 90% in pianura sarà solo pioggia; c’è un 10% di possibilità che, fra la pioggia, compaiano fiocchi di neve e un 5% di una breve fase di sola neve marcia, senza deposito apprezzabile. Potremmo stimare all’1% la possibilità di un evento nevoso storico simile a quello del 6 maggio 1861, in cui da cronache storiche risulta che “la diligenza di Bologna che doveva arrivare ieri nelle prime ore del mattino, ha subito un ritardo considerevole, causato dalla caduta di molta neve”.

Insomma, questo evento è anche un interessante caso di studio scientifico.

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