Aumenterà vertiginosamente fino a 250 km/h: cambiamenti nel getto polare che interesseranno l'Italia

Ecco come l'intensificazione della corrente a getto polare riuscirà a modificare il tempo dei prossimi giorni sull'Italia. Quando si potrebbe avvicinare una svolta?

Anche se il quadro barico sull’Italia rimarrà invariato, nei prossimi giorni il getto polare, la potente corrente d’aria che scorre in alta quota tra le medie e le alte latitudini, è destinato a intensificarsi in modo significativo. Le proiezioni modellistiche indicano che, in alcuni settori del flusso principale, le velocità potranno raggiungere i 250 km/h.

Non si tratta di un’anomalia improvvisa, ma del risultato di processi atmosferici tipici del passaggio dalla stagione calda a quella più fredda.

Cosa sta succedendo al getto polare?

Alla base di questa accelerazione ci sono due fattori principali. Il primo è il raffreddamento stagionale dell’Artico. Con l’avanzare dell’autunno meteorologico, le temperature sulla regione polare diminuiscono in maniera più marcata e prolungata, per l’arrivo dell’oscurità autunnale.

Questo raffreddamento accentua il contrasto termico tra le latitudini settentrionali e quelle temperate, fornendo energia aggiuntiva alla corrente a getto e favorendone l’intensificazione. Il secondo elemento è l’inspessimento del gradiente di geopotenziale sull’Atlantico.

Si nota la notevole intensificazione del getto polare sull'Europa nei prossimi giorni.
Si nota la notevole intensificazione del getto polare sull'Europa nei prossimi giorni.

Sulle acque dell’oceano settentrionale le differenze di pressione e di altezza delle superfici isobariche diventano più pronunciate. Le superfici di geopotenziale si “stringono”, concentrando e velocizzando il flusso d’aria in quota. Il risultato combinato di questi due processi è un getto polare più teso, più rapido e maggiormente organizzato.

Quali effetti sull’Italia?

Va chiarito che l’effetto di questa configurazione non sarà immediato né uniforme su tutto il territorio italiano. Il rafforzamento del getto favorirà un lento e graduale abbassamento del flusso perturbato verso sud.

La corrente non scenderà in modo brusco e diretto sul Mediterraneo, ma tenderà a sfiorare le Alpi. Nella parte finale della settimana questo movimento si tradurrà in un aumento della variabilità atmosferica sulle regioni settentrionali.

Si potranno osservare maggiori passaggi nuvolosi, possibili infiltrazioni di aria più fresca in quota e una progressiva attenuazione della stabilità che ha caratterizzato le settimane precedenti. Non si tratterà ancora di un cambio radicale, ma di un primo segnale di maggiore dinamismo.

Segnali di cambiamento dopo metà mese?

Il resto del Paese, invece, resterà protetto dall’anticiclone africano. Il Sud continuerà a essere interessato da condizioni stabili e calde, con temperature ancora elevate per il periodo, scarse probabilità di fenomeni significativi e una persistenza dell’aria di matrice subtropicale.

Solo a partire da metà mese si apre la possibilità che una prima perturbazione organizzata riesca a spingersi fino al Nord Italia. Fino ad allora il quadro generale resterà caratterizzato da questa dualità. Il rafforzamento del getto polare fino a velocità di 250 km/h rappresenta il segnale più evidente di una fase di transizione che sta iniziando.

Le temperature molto elevate delle acque superficiali del Mediterraneo.
Le temperature molto elevate delle acque superficiali del Mediterraneo.

Non determinerà un cambiamento improvviso e generalizzato del tempo su tutta la penisola, ma segnerà l’inizio di un’evoluzione più dinamica, destinata a interessare progressivamente le regioni settentrionali, mentre il Centro-Sud godrà ancora di condizioni stabili e relativamente calde.

Nel frattempo il Mediterraneo accumula calore

In questo momento l’accelerazione del getto polare, indotta dal raffreddamento artico e dal rafforzamento del gradiente termico, prepara il terreno a un lento abbassamento del flusso perturbato.

Le Alpi fungeranno da prima linea di contatto, aumentando la variabilità al Nord nella parte finale della settimana. Il Sud rimarrà sotto l’influenza dell’anticiclone africano, e solo da metà mese una perturbazione più organizzata potrebbe raggiungere le regioni settentrionali.

Un’evoluzione graduale, ma chiara, che merita di essere seguita con attenzione nei prossimi aggiornamenti. Visto che le acque del Mediterraneo continueranno ad accumulare calore nei prossimi giorni.