Irruzione fredda imminente: temperature in picchiata sull'Italia

Irruzione fredda imminente con temperature in picchiata, temporali in transito da nord a sud e neve in collina. Ecco l’evoluzione per la settimana.

Luca Lombroso Luca Lombroso 25 Mar 2019 - 04:03 UTC
E' una primavera con lunghi periodi miti e brevi irruzioni fredde. Le fioriture precoci sono così più esposte ai danni da gelate tardive

Decisamente mite la giornata di ieri, domenica, al nord, e relativamente più fresco, curiosamente, al sud. 26°C a Ferrara, 25°C a Bolzano e Firenze, 24°C a Bologna, Venezia e Milano, 22-23°C in quasi tutte le altre località del centro-nord e Sardegna. In montagna a 2000 m i termometri hanno raggiunto +12,+14°C e sul Plateau Rosà si sono toccati gli 0°C, cosa decisamente inusuale in questa stagione, a 3500 m. Sono temperature più tipiche di maggio inoltrato che di marzo, ma aspettate a fare il cambio armadio! La primavera è una stagione di transizione e gli sbalzi termici possono essere anche notevoli. Ecco cosa sta per succedere.

L’inverno torna per un veloce saluto

Un fronte freddo sta per irrompere in Valpadana. Nel suo transito lascerà il segno a causa delle marcate differenze di pressione e di temperatura che lo caratterizzano, per esempio a 850 hPa, circa 1500 m, le temperature in libera atmosfera caleranno di 10-15°C, e in media troposfera, 500 hPa (circa 5500 m), si avvicina l’isoterma -30°C al nord, valore tipico dell’inverno.

La prima conseguenza sarà, fra lunedì sera e martedì mattina, il vento forte, con Bora a Trieste e nelle coste Adriatiche, foehn in Piemonte e Lombardia, tramontana in Liguria, maestrale in Sardegna. Quanto a fenomeni, le Alpi vedranno nevicate principalmente nel versante Svizzero e Austriaco. Nel versante sudalpino, da segnalare solo brevi bufere nelle Alpi orientali al transito del fronte, ma già martedì mattina i venti da nord spazzeranno via le nubi.

Ancora una volta saltate le Alpi e le pianure del nordovest, mentre il fronte freddo causerà temporali anche forti e localmente grandinigeni fra Veneto, Emilia orientale e Romagna. Torna la neve in Appennino Emiliano Romagnolo, oltre i 500-800 m.

Nel corso di martedì 26 marzo migliora in fretta al nord, con aria secca e limpida e ottima visibilità; aria frizzante ma sole tiepido. Nel contempo, il fronte transiterà al centro, con nevicate oltre i 600-800 m lungo Marche, Abruzzo e Molise, e piogge con venti forti e freddi da nordest sulle coste. Attenzione al mare Adriatico, in burrasca con possibili mareggiate. La Sardegna vedrà qualche rovescio nella costa occidentale, e molto vento di maestrale. Fra Toscana e Lazio prima variabilità e vento di libeccio, poi qualche rovescio quindi di nuovo vento impetuoso di tramontana. Mercoledì è la volta del sud, dove la depressione che si formerà tenderà ad attardarsi. E’ probabile una fase di marcato maltempo in particolare fra Sicilia, Calabria e Puglia, con temporali anche intensi, venti forti e mari in burrasca.

Gelate tardive e sbalzi di temperatura

Mercoledì e giovedì al nord e nelle pianure del centro localmente i termometri, all’alba, scenderanno sotto zero, sia pure di poco. In realtà non è affatto raro avere gelate a fine marzo, il problema, per le colture agricole, è il caldo precedente che ha già fatto partire le fioriture. L’aumento del rischio da gelate tardive a causa del più frequente tepore precoce è proprio uno degli impatti sull’agricoltura indicati in numerosi studi sui cambiamenti climatici. Riguardo alle temperature massime, saranno abbastanza uniformi da nord a sud e scenderanno a 12-15°C fra martedì e giovedì per poi risalire sui 18-20°C verso il fine settimana.

Siccità al nord: la situazione

Questi veloci fronti non risolvono certo la grave siccità al nord e la magra inusuale del fiume Po. Purtroppo, le mappe meteo elaborate oggi dai nostri modelli lasciano ben poche speranze di pioggia nei prossimi 8-10 giorni.

L’anticiclone presente sull’Europa centrale si rafforzerà ulteriormente e non sono previste perturbazioni atlantiche o depressioni organizzate, anzi da giovedì su gran parte della nostra penisola splenderà il sole e le temperature aumenteranno in fretta. Quanto mai è necessario attuare piani di adattamento ai cambiamenti climatici e ottimizzare la gestione delle risorse idriche.

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