Meteo: dal caldo africano del weekend al brusco crollo termico, svolta in Italia da martedì 12 maggio

Il mese di maggio proseguirà all'insegna di una forte dinamicità atmosferica sull'Italia. La tendenza per la settimana tra l'11 e il 17 maggio, probabilmente, sarà caratterizzata dal contrasto tra correnti calde meridionali e incursioni instabili e più fresche di origine nord-atlantica.

All'inizio della prossima settimana, segnatamente nella giornata di lunedì 11 maggio, il tempo sull'Italia sarà ancora influenzato dalla vasta saccatura atlantica. La stessa che, scesa dalle latitudini settentrionali fin sulla Penisola Iberica e sul Mediterraneo Occidentale, sta condizionando anche il tempo di questa settimana.

Il blocco anticiclonico, che insistendo sull'Europa orientale e nordorientale continuerà ad ostacolare di fatto il naturale procedere verso levante di questa struttura depressionaria, innescherà un potente richiamo di correnti miti dai quadranti sud-occidentali.

Fino a lunedì, mentre il Nord, la Sardegna e le regioni centrali tirreniche inizieranno a risentire di una maggiore nuvolosità e delle piogge legate al flusso umido, il Sud godrà di tempo prevalentemente più asciutto ma decisamente mite.

Il picco del calore e la successiva instabilità più fresca

Proprio lunedì 11 maggio l'onda calda farà raggiungere l'apice di questo rialzo termico prodotto dai venti meridionali. Perciò le temperature saliranno significativamente, con anomalie positive che saranno più marcate al Meridione, dove l'aria calda di origine nordafricana arriverà con maggiore decisione.

Tuttavia, questa fase pre-frontale durerà poco. Perché già nella giornata di martedì 12 maggio, i modelli intravedono uno sblocco della situazione di stallo, con la depressione che finalmente dovrebbe riuscire a sfondare verso il Mediterraneo centrale, scalzando il blocco anticiclonico.

La prossima settimana il tempo sull'Italia sarà ancora influenzato dalla saccatura atlantica presente in questi giorni sul Mediterraneo Occidentale, che tuttavia dovrebbe riuscire a procedere verso levante producendo un netto calo termico. Nella seconda parte della settimana probabile miglioramento con rialzo termico, seppur in un regime ancora debolmente instabile.
La prossima settimana il tempo sull'Italia sarà ancora influenzato dalla saccatura atlantica presente in questi giorni sul Mediterraneo Occidentale, che tuttavia dovrebbe riuscire a procedere verso levante producendo un netto calo termico. Nella seconda parte della settimana probabile miglioramento con rialzo termico, seppur in un regime ancora debolmente instabile.

Questo passaggio aprirà la strada a correnti più fredde di aria polare che, dopo aver attraversato la Francia, riusciranno a raggiungere, almeno parzialmente, il nostro territorio.

Incertezza dei modelli nella fase di passaggio e il calo delle temperature

Tra mercoledì 13 e giovedì 14 maggio, le proiezioni per la tendenza mostrano una forbice nelle ensamble ancora piuttosto ampia, che ci indica anche un grado di incertezza piuttosto elevato sull'esatta traiettoria, sul percorso che l'aria fredda intraprenderà realmente.

Nella prossima settimana il regime termico continuerà ad oscillare, passando da brevi fasi sopra media a momenti anche più freschi della media, mentre la piovosità si manterrà su livelli abbastanza significativi, specialmente al Nord e sui versanti tirrenici.
Nella prossima settimana il regime termico continuerà ad oscillare, passando da brevi fasi sopra media a momenti anche più freschi della media, mentre la piovosità si manterrà su livelli abbastanza significativi, specialmente al Nord e sui versanti tirrenici.

Nonostante questa incertezza modellistica, del tutto normale in situazioni dinamiche, tipiche di questo scorcio di stagione e soprattutto per distanze temporali che mettono a dura prova le capacità predittive dei modelli deterministici, è comunque probabile l'eventualità che possa effettivamente verificarsi un netto calo termico su tutto il Paese.

Questo calo sarà maggiormente avvertito al Centro e soprattutto al Sud, settori che nei giorni precedenti avranno subito gli effetti maggiori dell'onda calda in risalita dall'Africa, dove lo sbalzo termico sarà più ampio. Al Nord, invece, la variazione sarà meno sensibile, provenendo da una fase meno calda.

È importante sottolineare che, pur trattandosi di una probabile discesa repentina delle temperature, i termometri non dovrebbero, però, scendere troppo al di sotto delle medie stagionali, quindi con valori tipici del periodo o solo leggermente inferiori.

Una seconda parte di settimana tra nubi e ripresa

Dopo il passaggio del sistema perturbato, con piogge accompagnate anche da una diffusa instabilità, la seconda parte della settimana vedrà una graduale attenuazione dei fenomeni ed anche da una risalita dei valori termici.

Le medie degli ensamble, che in questa fase, nonostante la maggiore distanza temporale, appaiono meno separate, quindi meno aperte tra loro, indicano un'incertezza predittiva minore per il periodo che va dal 15 al 17 maggio.

Tuttavia, pur con un clima probabilmente più mite, non si intravedono importanti segnali di un ritorno dell'alta pressione. Infatti la pressione atmosferica resterà relativamente bassa, un parametro che non permette di ipotizzare un miglioramento definitivo o un ritorno al tempo stabile.

L'instabilità potrebbe, dunque, manifestarsi ancora, specialmente sotto forma di fenomeni pomeridiani, mantenendo il contesto meteorologico variabile.

Considerazioni sulla vivacità di maggio 2026

Dalle indicazioni dei modelli e da quanto mostrato finora, oggi possiamo addentrarci in una considerazione: questo mese di maggio più dinamico e variabile rispetto al solito, sembra essere restio a seguire configurazioni anticicloniche persistenti o ondate di calore precoci durature.

Dalle indicazioni dei modelli e da quanto mostrato finora, oggi possiamo addentrarci in una considerazione: questo mese di maggio più dinamico e variabile rispetto al solito, sembra essere restio a seguire configurazioni anticicloniche persistenti o ondate di calore precoci durature.

Piuttosto mantiene una vivace variabilità primaverile, rifiutando configurazioni statiche. Il regime termico continuerà ad oscillare, passando da brevi fasi sopra media a momenti anche più freschi della media, mentre la piovosità si manterrà su livelli abbastanza significativi, specialmente al Nord e sui versanti tirrenici.

Perciò, per la settimana centrale del mese, questa tendenza vede ancora l'Italia interessata dallo scontro tra masse d'aria differenti, che stentano a riprendere la direzione delle reciproche zone di origine, risentendo ancora, probabilmente, degli effetti del final warming stratosferico.

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