Drastico cambiamento meteo dal 17 marzo: possibile stop al clima mite, Italia verso un bivio e incertezza nei modelli

L'Italia si prepara a un possibile stop al clima mite a partire da martedì 17 marzo. Un afflusso di correnti fredde minaccia di riportare piogge e temperature quasi invernali, ma resta l'incertezza nei modelli. Ecco l'evoluzione e il bivio previsionale della prossima settimana.
L’attuale scenario meteorologico conferma una modifica della circolazione atmosferica sull'Europa. Dopo una prima decade del mese caratterizzata da stabilità e temperature superiori alla norma, la struttura anticiclonica sta subendo un progressivo deterioramento sotto la spinta di correnti atlantiche.
Una perturbazione a carattere freddo sta attraversando la Penisola, determinando precipitazioni sparse e un primo, parziale riallineamento delle temperature verso le medie stagionali del periodo.
Tale dinamica costituisce il preludio a una fase di spiccata variabilità che culminerà in un bivio previsionale proprio a ridosso della metà della prossima settimana, quando le correnti atlantiche lasceranno spazio a una circolazione più settentrionale.
Venerdì 13 marzo: nebbie in dissolvimento e primi segnali di instabilità
La giornata di venerdì sarà caratterizzata da una spiccata variabilità. Al mattino, le aree della Pianura Padano-Veneta e le coste adriatiche centro-settentrionali saranno interessate da nebbie in graduale dissolvimento. Sul fronte delle precipitazioni, l'instabilità si manifesterà precocemente sulla Sardegna e lungo le fasce costiere tra il basso Lazio e la Campania, con rovesci e temporali sparsi soprattutto nelle prime ore della giornata.
Durante le ore pomeridiane, la dinamica atmosferica favorirà lo sviluppo di attività convettiva lungo quasi tutta la dorsale appenninica, con rovesci di pioggia che tenderanno a esaurirsi con il calare del sole. Contemporaneamente, un peggioramento è atteso sulla Sicilia occidentale. Tale scenario conferma come il campo barico si stia in de bollendo, esponendo il territorio alle correnti umide meridionali.
Evoluzione per il weekend del 14 e 15 marzo
L'approssimarsi di una perturbazione atlantica determinerà un peggioramento deciso sul Nord Italia, in particolare sulle regioni nord-occidentali. Piogge diffuse interesseranno Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia, estendendosi progressivamente al Triveneto entro la serata. Quota neve sulle Alpi con fiocchi fino a 1100-1200 metri sui settori occidentali, mentre sul resto dell'arco alpino la quota si attesterà inizialmente oltre i 1400 metri.

Domenica 15 marzo, il centro di bassa pressione si sposterà verso le isole maggiori e i mari meridionali. Al mattino i fenomeni insisteranno ancora al Nord, con un calo termico locale che nel Cuneese potrebbe spingere la neve fino ai 600 metri nelle prime ore della giornata. Nel corso del pomeriggio, le precipitazioni tenderanno ad attenuarsi sulle regioni settentrionali, persistendo invece sulla Sardegna, sulla Sicilia e sulla Calabria ionica meridionale.
Le temperature massime subiranno una diminuzione localizzata ma decisa sulla Sardegna, mentre altrove i valori non subiranno variazioni sostanziali, mantenendo una certa inerzia termica prima della possibile svolta settimanale.
Evoluzione 17 marzo: possibile avvezione fredda
A partire da martedì 17 marzo, i modelli evidenziano un potenziale drastico cambiamento della circolazione su scala europea. La circulazione atmosferica prevede la risalita di un promontorio anticiclonico verso il Nord Europa (Regno Unito e Scandinavia), che potrebbe favorire la discesa di correnti d'aria di origine polare verso il Mediterraneo Centrale. Questa configurazione porterebbe a una flessione termica marcata a partire dalle regioni adriatiche.
Si profilerebbe quindi un ritorno a condizioni climatiche più rigide, con la ventilazione che si disporrebbe dai quadranti settentrionali. Tuttavia, l'effettiva portata di questa avvezione fredda rimane legata al posizionamento definitivo del blocco anticiclonico. Se l'afflusso d'aria fredda dovesse confermarsi, lo zero termico subirebbe un crollo, riportando scenari tardo-invernali o da inizio primavera, con il rischio di gelate notturne nelle zone interne del Centro-Nord.
Incertezza previsionale e analisi degli ensemble
Nonostante la tendenza al raffreddamento sia l'ipotesi attualmente ritenuta più probabile, l'analisi degli ensemble (il set di "simulazioni probabilistiche") mostra un elevato grado di incertezza proprio dal 17 marzo in avanti.
Siamo dunque dinanzi a un bivio previsionale con l'Italia al confine tra la resistenza di masse d'aria residue più miti e l'impatto di una massa d'aria più fredda in discesa dal Nord Europa.