Perché lo Stretto di Hormuz ha quella forma? La geologia spiega cosa ha strozzato il Golfo Persico in quel punto
La guerra in Iran e nel Medio Oriente ha riacceso i riflettori sullo Stretto di Hormuz, che divide la penisola arabica dalle coste dell'Iran. Qual è l'origine della sua particolare forma strozzata, quale storia geologica c'è alle sue spalle?

Se guardate una mappa del Golfo Persico, noterete qualcosa di strano. Un mare che si allunga per centinaia di chilometri tra Iran e penisola arabica, poi si stringe all'improvviso, quasi schiacciato da un curioso promontorio, che oltre a stringerlo sembra quasi aver "inseguito" e deformato la sponda opposta. Sembra quasi un oggetto appuntito che fa sprofondare un materiale morbido, facendolo deformare.
Questo punto, questo collo di bottiglia, che arriva a misurare poche decine di chilometri di larghezza, è al centro dell'attenzione mondiale in questo marzo del 2026 a seguito dell'attacco militare statunitense e israeliano in Iran, e della conseguente guerra che sta investendo l'intera area del Medio Oriente.
In questa strozzatura del Golfo Persico, infatti, chiamata Stretto di Hormuz, transita circa un quarto della produzione mondiale di petrolio, su centinaia di petroliere che navigano proprio lì ogni giorno, da decenni.
In un mondo dove il consumo di combustibili fossili è ancora enorme, e dove l'economia è quindi ancora molto legata al petrolio, la chiusura dello Stretto da parte dell'Iran come reazione agli attacchi militari sta generando uno shock sui mercati e una corsa al rialzo dei prezzi dei combustibili.
Ma perché lo Stretto di Hormuz ha questa curiosa forma, come si è formato?
Lo scontro tra due placche tettoniche dietro la forma dello Stretto di Hormuz
Tutto si spiega con la collisione tra la placca arabica — quella su cui poggiano Arabia Saudita, Emirati e l'intero Golfo Persico — e la placca eurasiatica. L'impatto, lento e inesorabile, iniziato circa 30 milioni di anni fa, è avvenuto proprio sotto l'attuale Iran, ed è per questo che il paese è territorio altamente sismico.
Quell'impatto enorme tra due placche tettoniche, proprio come accaduto con la catena dell'Himalaya o delle Alpi a seguito della collisione di altre placche, ha sollevato una imponente catena montuosa, i Monti Zagros: si tratta di una catena lunga 1.600 chilometri che attraversa l'Iran da nord-ovest, ben visibile dal satellite e un vero paradiso per i geologi per la scarsa erosione che ha preservato le forme della collisione.

Le due placche continuano a muoversi l'una verso l'altra ancora oggi, a circa 20 millimetri all'anno. Questo scontro tra placche non solo ha generato l'imponente catena dei Zagros, ma ha anche generato quello che è oggi il Golfo Persico.
Lo scontro tra le due placche ha generato un affossamento della crosta terrestre, che i geologi chiamano bacino di avampaese, che intrappola enormi quantità di idrocarburi.
Questo bacino raccoglie anche acqua, ed è per questo che si è creato il lungo e stretto Golfo Persico.
Lo sperone che ha strozzato il Golfo Persico creando lo Stretto di Hormuz
Ma allora, perché il Golfo si chiude proprio lì, in quel punto che oggi chiamiamo Stretto di Hormuz? La risposta è nella Penisola di Musandam, una lingua di terra e rocce che appartiene all'Oman e agli Emirati e sporge verso nord come uno sperone rigido, perpendicolare alla catena montuosa dei Zagros.
La penisola è fatta di roccia durissima: in gran parte si tratta del cosiddetto Ofiolite di Semail, un blocco di crosta oceanica antica che, quando l'oceano tra le due placche si chiuse, fu letteralmente spinto fuori dal mare e depositato sulla terraferma. Quando la collisione ha continuato ad avanzare, questa penisola ha resistito, costringendo il fronte montuoso a piegarsi ad angolo.

Il risultato è la strozzatura che oggi conosciamo, e che ha portato a una minima larghezza di 33 chilometri nel punto più stretto. Le navi petroliere sono costrette a transitare a pochi chilometri dalla costa iraniana, senza margine di manovra. Questo sperone di roccia più dura ha anche generato la curiosa inarcatura dei Monti Zagros, dando la sensazione di un oggetto che affonda in un morbido materasso.
La stessa geologia ha creato le condizioni per l'accumulo del petrolio
C'è un ultimo dettaglio da considerare. Le stesse condizioni geologiche che hanno costruito lo Stretto, cioè la grande collisione tra due placche tettoniche, sono quelle che hanno intrappolato il petrolio nei giganteschi giacimenti del Golfo Persico. Una particolarità geologica che fa di questa regione una delle maggiori riserve di petrolio del mondo.
Scisti ricchi di materia organica, arenarie porose, calcari fratturati, rocce impermeabili di copertura: tutto si è accumulato in epoche in cui il livello del mare saliva e scendeva su questa striscia di crosta tranquilla, ed è stato poi sigillato dalla collisione tettonica di cui abbiamo parlato prima.
La stessa collisione che ha portato alla curiosa forma dello Stretto di Hormuz ha generato le condizioni per l'accumulo in profondità di enormi quantità di petrolio.
Riferimenti dell'articolo
The reason the Middle East has so much oil is the same reason it’s all stuck there now - Scientific American - https://www.scientificamerican.com/article/a-quirk-of-geology-explains-irans-oil-and-why-its-stuck-in-the-persian-gulf/